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Nessun segnale di ripresa, anzi nei primi tre mesi dell’anno il numero degli addetti iscritti alla Cassa Edile è diminuito del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E il dato è ancora più preoccupante se si considera che negli ultimi cinque anni sono stati persi oltre 4mila posti di lavoro. Dal Consiglio Generale della Filca Cisl di Messina viene fuori l’allarme per la situazione del settore edile in provincia di Messina.

“La causa – ha spiegato il segretario provinciale della Filca, Giuseppe Famiano – è da ricercare nella notevole diminuzione degli appalti pubblici che si è inevitabilmente riversata sul settore con gravi ripercussioni sull’occupazione. Vi sono opere già finanziate ma ancora ferme per problemi o cavilli burocratici che potrebbero dare respiro ai lavoratori e far ripartire l’economia, ma i sindaci devono accelerare lo sblocco dei lavori”.

Famiano, nel suo intervento, se l’è presa con la classe politica messinese giudicata “assente, disinteressata allo sviluppo del territorio e alle problematiche dei disoccupati. Incapace – ha tuonato - di prendere decisioni forti e giuste per la collettività. La situazione è ormai diventata insostenibile per i tanti lavoratori edili che si vedono negare il diritto al lavoro, e che ogni giorno vivono il problema della precarietà e della disoccupazione”.

Il Consiglio Generale della Filca è stato anche l’occasione per elencare le opere ancora incompiute nella provincia, dalla superstrada Patti-Taormina, all’Ospedale di Cuccubello a Sant’Agata di Militello e la riviera di Ponente a Milazzo. “In questo momento – ha spiegato Famiano – far partire questi cantieri è di fondamentale importanza per il settore di tutta la provincia”.

La Filca Cisl ha annunciato che avvierà un percorso con tutti gli addetti del settore edile per scuotere la classe politica, affinché si trovino soluzioni per far ripartire la macchina dell’edilizia.

“In questo periodo di crisi – ha sottolineato il segretario regionale della Filca Cisl, Santino Barbera - è vergognoso che la Sicilia rischi di perdere centinaia di milioni legati ai Fondi europei che potrebbero rilanciare il sistema infrastrutturale. Bisogna spendere subito i fondi per non rischiare di dover restituire alla Comunità Europea somme indispensabili per far ripartire l’economia, il lavoro e contemporaneamente ammodernare e potenziare la rete infrastrutturale siciliana. Si può partire con la messa in sicurezza delle scuole, del territorio e cantierare tutte quelle opere pubbliche che i sindaci conservano nei cassetti in attesa delle campagne elettorali”.

La Cisl conta di dare un forte impulso anche al settore edile attraverso le iniziative e il lavoro del tavolo di Uniti per Messina, il movimento che comprende tutte le associazioni datoriali e dei lavoratori. Lo ha annunciato il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese che ha anticipato come “nei prossimi giorni s’inizierà a redigere l’elenco di tutte le risorse spendibili nel breve e nel medio periodo dalle Amministrazioni locali della provincia con le quali – ha continuato Genovese – apriremo il confronto per la cantierizzazione immediata e per portare a soluzione ogni vincolo burocratico e amministrativo che ne rallenta l’esecuzione”.

“Chiediamo alla Politica e agli amministratori – ha concluso Tonino Genovese – di condividere le proposte e le iniziative del Tavolo e farsi parte attiva dello sviluppo del nostro territorio”

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“E' stato un incontro a vuoto, come del resto temevamo,  a questo punto abbiamo chiesto un tavolo a Roma con il Gruppo Ferrovie e la Angels, la ditta che deve occuparsi dei vagoni letto, bisogna mettere tutti davanti le proprie responsabilità per trovare una soluzione per il reinserimento degli 85 lavoratori della Servirail, altrimenti siamo pronti a portare avanti azioni eclatanti”.  E' questo il commento di Amedeo Benigno Segretario Fit Cisl ed Enzo Testa Segretario Fit Cisl Messina, riguardo alla riunione che si è tenuta a Palermo nella sede dell'assessorato regionale alle Infrastrutture sulla vertenza dei lavoratori Servirail e il ripristino di un treno a lunga percorrenza per Milano.
 
La Federazione Trasporti della Cisl  ha chiesto all'assessore regionale ai Trasporti Piercarmelo Russo di farsi portavoce della richiesta di un tavolo a Roma con i responsabili delle Ferrovie. Russo ha annunciato ai sindacati la preparazione di due lettere, una diretta al Responsabile Risorse Umane del Gruppo Fs Domenico Braccialarghe sulla richiesta di incontro, l'altra al governatore Lombardo per supportare la richiesta del tavolo nazionale e trovare soluzioni in tema di ammortizzatori sociali per questi lavoratori, dato che la fase di incertezza sembra allungarsi.  All'incontro infatti non erano presenti  né il responsabile delle Risorse Umane del Gruppo Fs Braccialarghe, né l'azienda, la Angels: “Questo dimostra lo scarso impegno e la poca volontà di tutti a risolvere la vertenza. Finora – spiegano – c'è solo l'annuncio di un treno per Milano , un prolungamento di quello diretto a Roma, ma nessuno fatto concreto. Noi ribadiamo la nostra richiesta, un treno con 14 vetture da Palermo, Siracusa, Agrigento, per riuscire a reinserire tutti i lavoratori che sono davvero esasperati, da dicembre non percepiscono lo stipendio”. 
 
“Bisogna formalizzare l'accordo per il ripristino del treno in tempi brevi,  altrimenti continueremo a protestare,  non staremo di certo a guardare questo continuo rimpallo di responsabilità”.
 
E il Segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava lancia un appello:  “Ora basta questa vicenda è una vergogna, le Ferrovie e i suoi dirigenti non possono umiliare così i cittadini della Sicilia e della Calabria prolungando all'inverosimile una vicenda, da cui dipende il futuro di lavoratori e del servizio di notturno delle ferrovie. Intervengano i parlamentari siciliani , il premier Monti e il ministro Passera,  bisogna dare risposte subito in termini occupazionali e al diritto a viaggiare di notte dei siciliani” .
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Aveva protestato per chiedere, con altri due compagni di lavoro, la retribuzione di quattro mensilità. Un gesto che non è stato apprezzato dalla società Keita srl, che gestisce la manutenzione degli impianti dell'Ospedale Piemonte, e che lo ha licenziato. Una lettera di poche righe con questa motivazione: “Soppressione del posto di lavoro”. 

“Peccato – spiega Nino Alibrandi, segretario della Fim Cisl Messina – che pare la stessa azienda abbia già sostituito il lavoratore con un altro. Quindi, è evidente necessità di quel posto di lavoro e il licenziamento appare mirato e anomalo”, denuncia il sindacato. Il lavoratore, questa mattina, ha inscenato una protesta davanti l’ingresso dell’Ospedale Piemonte mentre il segretario della Fim, Alibrandi, ha incontrato il direttore generale dell’Azienda Papardo-Piemonte con il quale ha affrontato la questione.

Il manager Caruso ha chiesto 24 ore di tempo per convocare l’azienda che ha in appalto il servizio e nella mattinata di domani dovrebbe dare una risposta esaustiva sulle motivazioni effettive che hanno portato al licenziamento. La Fim Cisl ha chiesto a Caruso di farsi carico della vicenda, auspicando un incontro immediato con tutte le parti interessate per far rientrare il licenziamento e discutere con l’azienda del ritardo continuo nel pagamento degli stipendi che, ad oggi, ammonta a due mensilità arretrate.

“La situazione personale del lavoratore – conclude Alibrandi – è molto delicata e il licenziamento assume la forma di una scure sul futuro suo e della sua famiglia. La Fim Cisl è pronta a tutelare il dipendente con tutte le azioni legali e di protesta utili alla risoluzione della vertenza”.

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Lettera unitaria dei segretari generali di Cgil Cisl e Uil Messina, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Costantino Amato, al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, per manifestare perplessità e critiche sulla gestione della città dello Stretto e per denunciare la mancata applicazione di quel Protocollo di intesa sulle Relazioni sindacali siglato un anno fa che stabiliva confronti periodici e preventivi sulle questioni a forte impatto sociale. I sindacati richiedono un confronto urgente.
Tre le principali critiche mosse dai dirigenti sindacali a Buzzanca la mancanza di trasparenza e confronto sull'operato e le scelte fin qui adottate, che riguardano settori a forte impatto sociale come il trasporto urbano, il sistema di gestione e raccolta dei rifiuti, i servizi sociali, ma anche quelle sulla finanza e la programmazione economica locale.
 
“Ad un anno dalla sottoscrizione del Protocollo di intesa sulla Relazioni sindacali nel quale si definivano dinamiche bilaterali sull'individuazione di soluzioni ai problemi gestionali della città, e dopo numerosi e reiterati solleciti puntualmente ignorati, non resta che certificare come tale Accordo si sia risolto in un mero evento mediatico rimanendo di fatto inapplicato” osservano nella nota i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Messina, Oceano, Genovese e Amato che ricordano come tale accordo, oltre a stabilire un percorso preventivo di collaborazione tra le parti, individuava espressamente anche i temi oggetto di tale confronto: programmazione strategica (investimenti, sviluppo economico, assetto del territorio),  finanza locale (bilancio, fiscalità e tariffe dei servizi), servizi pubblici locali e la loro gestione (servizio idrico, trasporto pubblico locale e ciclo dei rifiuti), welfare (servizi sociali e sanitari, scolastici ed educativi, politiche abitative, lavoro ed occupazione, politiche dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti). 
“Si  prevedevano incontri programmati prima dell’approvazione dei Bilanci di previsione e consuntivo in modo da condividere percorsi e indirizzi che si potessero tradurre in un sistema di governance delle scelte strategiche per la nostra Comunità, ma ad oggi, nulla di tutto ciò si è mai verificato”.
 
Nel concreto, Cgil Cisl e Uil Messina contestano le modalità di gestione di snodi importanti per la comunità come quello dei servizi pubblici, la Messinambiente e l’ATM, come la questione dei Fondi comunitari che si continuano a perdere, come i mancati interventi a carattere redistributivo sulla fiscalità locale che oggi tassa più incisivamente i redditi da lavoro e da pensione rispetto alle rendite immobiliari penalizzando, così, quel segmento sociale che più di ogni altro sta pagando la crisi.
 
“Il Comune è l’ente territoriale più vicino ai cittadini e come tale dovrebbe curarne gli interessi offrendo servizi e promuovendo lo sviluppo della Comunità- spiegano I tre dirigenti sindacali- Per questo deve farsi interprete della domanda sociale e dei bisogni presenti nel proprio territorio, rendendo conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell'impiego di risorse in un’ottica di coerenza  in modo da consentire ai portatori d’interesse di valutare quanto e come viene realizzato” .
 
Cgil Cisl e Uil chiedono quindi al sindaco un significativo cambiamento e la convocazione urgente di un Tavolo di Confronto, “poiché, non vi è dubbio, che dalla qualità dei servizi che vengono erogati ad una comunità dipenda anche la qualità della vita e il destino di quella stessa comunità”, concludono.
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“Il Governo regionale, i Sindaci, l’ANCI, le Organizzazioni Sindacali, devono affrontare il grave problema della stabilizzazione a tempo indeterminato dei precari della Sicilia e arrivare a una risoluzione positiva e definitiva. La Stabilizzazione dei precari è una priorità e il blocco delle procedure una cosa gravissima che va risolta con indifferibile urgenza”.

Il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Messina prende posizione dopo lo stop da parte della Corte dei Conti che, a seguito di pareri richiesti da diversi sindaci siciliani, obbliga al rispetto dei vincoli previsti dalle norme nazionali nonostante la Sicilia abbia legiferato utilizzando lo status di regione a statuto speciale.

“Abbiamo tentato di trovare una soluzione nelle pieghe della legge per dare il via alle stabilizzazioni – sostiene Emanuele - ma in quegli Enti in cui sono stati fatti timidi passi avanti ci si è fermati di fronte alle perdite di tempo e alle strumentali perplessità degli amministratori locali.

“Le Amministrazioni – denuncia la Cisl Fp - non hanno mai fatto un lavoro serio per arrivare alla stabilizzazione definitiva, contrariamente a quanti da diversi anni si spendono con forza e convinzione portando avanti l’annosa battaglia. E’ giunta l’ora di fare chiarezza e bisogna reagire perché non deve essere consentito alle amministrazioni di sfruttare i lavoratori precari per servizi essenziali quali trasporti, refezione, vigilanza, servizi tecnici, servizi amministrativi, acquedotto, tributi sapendo che un’altissima percentuale di dipendenti storici è ormai collocato a riposo e senza essersi verificato alcun ricambio per il divieto imposto dalla legge”.

“Bisogna – sostiene Emanuele - bloccare gli Enti, per legge e con sanzioni pesanti, per evitare che continuino ancora a sperperare risorse pubbliche per conferimento incarichi a esperti, consulenti,  esternalizzazioni di servizi, sagre, feste, convegni e seminari”.

La Cisl chiede una reazione forte di tutti gli attori coinvolti, convinta che l’asse di azione debba essere spostato a livello regionale e nazionale. “Lombardo e i suoi deputati di maggioranza e di opposizione – afferma ancora il segretario generale della Cisl Fp Messina - devono assolutamente affrontare la vicenda perché si tratta di un problema sociale, occupazionale, di sopravvivenza per oltre 20 mila lavoratori in tutta la Sicilia e delle rispettive famiglie”.

La Funzione Pubblica della Cisl ricorda come si parli anche di altri 6000 lavoratori LSU non ancora contrattualizzati, di cui un parte sono ostaggio di cooperative a sfondo politico, e soprattutto della vastissima platea di lavoratori disoccupati che vivono a totale carico delle rispettive famiglie senza avere la speranza di poter avere un posto di lavoro. “Non bastano i proclami dei Governi nazionali e regionali – conclude Emanuele - bisogna agire e trovare soluzioni definitive per evitare la rivolta sociale”.

 

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Un appalto vinto, con la promessa, anzi l’impegno sottoscritto, di assorbire sette ex dipendenti  Schipani.   Ma le ditte Aristea e Smai, vincitrici della gara d’appalto per la pubblica illuminazione cittadina, a tre mesi di distanza dalla sottoscrizione del contratto, non hanno mantenuto l’impegno, per altro sottoscritto proprio all’atto dell’aggiudicazione dell’appalto, di riassorbire il personale della precedente ditta che gestiva l’illuminazione Messinese, la Schipani.

Per questo ritardo, la Fim Cisl Messina, ha deciso di scrivere alle due aziende, al sindaco Buzzanca ed all’assessore Capone, affinchè, tempestivamente, ci sia un incontro per la soluzione della vertenza degli ex dipendenti Schipani.

Nel messaggio inviato da Alibrandi, segretario generale Fim Cisl Mesina, si chiede luce sul perché di questo ritardo visto e considerato che l’ostacolo iniziale, dato da una mancata firma del contratto, è stato risolto ormai tre mesi fa con l’aggiudicazione dell’appalto.

Il segretario generale, mette in evidenza anche un altro punto importante, quello del numero dei lavoratori Schipani: 7 in tutto, i quali, vista la crescita dei punti luce cittadini, sono in numero certamente esiguo rispetto alla reale necessità di personale da destinare alla gestione dell’illuminazione pubblica. (SIRO BIZZI)

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Rischio paralisi a MessinAmbiente: i lavoratori, che minacciano il blocco della raccolta, hanno manifestato davanti a Palazzo Zanca. Nonostante la messa in liquidazione sia già stata avviata, la raccolta dei rifiuti è già in condizioni critiche in alcuni quartieri della città e la sicurezza dei lavoratori è stata messa in dubbio da un grave incidente avvenuto nei giorni scorsi. Proprio la sicurezza sul lavoro, oltre al problema degli stipendi alla base della protesta di stamattina. A nulla sono valse le “rassicurazioni a mezzo stampa” del Sindaco Buzzanca che la scorsa settimana ha annunciato di aver destinato somme alla riparazione dei mezzi considerati "non sicuri", e che con circa 120 mila euro si provvederà anche a noleggiare autocompattatori . Nessun cenno, invece, al pagamento degli stipendi, tanto che i sindacati hanno deciso di accompagnare i lavoratori fin a Palazzo Zanca.

La delegazione di lavoratori, accompagnata da  Lasagni della Uil, Crocè della Cigl e dal segretario cittadino del Pd Grioli, è stata accolta dal Vice Sindaco di Messina Franco Mondello. Una delle più grosse perplessità manifestate da Lasagni è proprio quella della messa in liquidazione della società, decisione presa in fretta e furia, nonostante nel precedente incontro con l’amministrazione, avvenuto il 30 dicembre, non  fosse stata fatta voce di una tale opzione.

Mondello poco prima che finisse l’incontro ha affermato che  il problema andrebbe  affrontato tutti insieme e si chiedeva la motivazione per la quale il commissario Di Maria non fosse presenta all’incontro . Il vice sindaco si è anche detto  rammaricato dal fatto che l'amministrazione non abbia preso posizione rispetto all’incidente dell’operatore.

Mondello ha poi sottolineato che le maestranze  rappresentano la vera forza lavoro della società e  andrebbero sempre tutelate e che  l’Udc su questo tipo di questioni non ammette “sgarri”, aggiungendo poi che si sarebbe sentito con Buzzanca per la questione stipendi e per riaggiornare l’incontro e dare delle doverose risposte.  

Durante l’incontro, avvenuto a palazzo Zanca, mentre fuori continuava il presidio, un lavoratore ha accusato un malore ed è stato soccorso dal 118. 

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“Nessuna data certa per il pagamento dello stipendio di gennaio e nessuna convocazione d’incontro”.  Questo quanto emerge da un documento di Fit Cisl che sta seguendo la vicenda dei lavoratori di Messinambiente, in agitazione dopo l’incidente sul lavoro che ha fatto traboccare il vaso già pieno della società messa in liquidazione dall’Amministrazione Comunale.

Il segretario generale della Fit Cisl Messina, Enzo Testa e la responsabile dei Servizi Igiene e Ambiente della Fit, Rosaria Perrone, hanno chiesto al Prefetto di convocare le parti in tempi brevi per trovare una via che porti a una risoluzione positiva della vertenza, dal momento che restano alte le tensioni : “Riscontriamo uno stato di forte tensione tra i lavoratori – hanno sottolineato nella lettera Enzo Testa e Rosaria Perrone – questo a causa delle difficoltà economiche in cui versano con l’aggravante dello stato di incertezza dovuto ai recenti sviluppi societari e agli ultimi episodi che hanno messo in evidenza le precarie condizioni di sicurezza in cui gli stessi sono costretti a operare per garantire il servizio alla cittadinanza”.

Mette acqua sul fuoco il Sindaco Buzzanca, che, rincuorato dall’arrivo da Palermo e da Roma dei trasferimenti dovuti al Comune di Messina, per 7 milioni di euro, ha annunciato sulle pagine della Gazzetta di aver destinato somme alla riparazione dei mezzi considerati "non sicuri", e che con circa 120 mila euro si provvederà anche a noleggiare autocompattatori .

Di stipendi, però, neanche a parlarne. Serviranno altri “mezzi” per scongiurare un'emergenza rifiuti che sembra alle porte?

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“Lo stato di sofferenza del Comune di Messina è da tempo e sino a oggi nessuna iniziativa è stata assunta dalla Giunta. I proclami e le dichiarazioni del Sindaco sullo stato economico e finanziario delle casse comunali, compresa la lettera al Premier Monti, sembrano, quindi, finalizzate a un ricercato effetto sensazionalistico”.

Lo dichiara Calogero Emanuele, segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica, che ricorda come la situazione critica del Comune fosse stata già denunciata a dicembre, fatto constatato anche dal ritardo nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti. "Ancora oggi assistiamo a un assoluto silenzio sulla nostra richiesta di pagamento del salario accessorio 2011", continua Emanuele.

Per la Cisl Funzione Pubblica quella di non pagare gli stipendi o di bloccare le procedure per la stabilizzazione “non è certo la giusta medicina per risollevare le sorti dell’Ente. Bisogna fare altro – spiega Calogero Emanuele – basta seguire le norme che la legge prevede in caso di dissesto. A Messina, infatti, sono pienamente rispettati i parametri e il rapporto tra spesa del personale e abitanti secondo quanto prevede il decreto del Ministero dell’Interno del 16 marzo 2011. Per il triennio 2011/2013, infatti, la città di Messina potrebbe contare su un fabbisogno di 3000 dipendenti, in ragione di un dipendente ogni 75 abitanti, mentre a Palazzo Zanca, oggi, non si arriva alle 2000 unità, compresi i precari”.

Il segretario provinciale tra l'altro aveva già anticipato a dicembre che bisognerebbe procedere inizialmente con il taglio delle spese della politica, delle indennità e quindi alla revoca degli incarichi a esperti, consulenti e delle parcelle ai legali, evitando ogni abuso e sperpero di denaro. "I proclami e gli spot televisivi del Sindaco e di qualche Assessore," prosegue Emanuele, "non servono. Serve, invece, fare chiarezza senza inutili fughe in avanti per scaricarsi dalle responsabilità".

La Cisl Fp chiede un confronto e un dibattito aperto per analizzare lo stato economico e finanziario del Comune e quindi concertare le strategie da attuare per evitare il dissesto che sarebbe un disastro per la città.

Ma sui dipendenti, anticipa il segretario, niente sconti... (SIMONE INTELISANO)

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“Perché le proposte di variazione al piano di dimensionamento sono state presentate quando ormai i lavori si erano conclusi e perché l'assessore Centorrino ha ritenuto di doverle tenere in considerazione tanto da intervenire con modifiche su quanto già precedentemente stabilito, disattendendo anche le stesse procedure fissate nella Circolare 28?”. Alla Cisl Scuola di Messina non sono andati giù, nel complesso, i nuovi cambiamenti al piano di dimensionamento scolastico trasmesso la scorsa settimana al Ministero dell’Istruzione per l’approvazione, ma soprattutto non è piaciuto il metodo utilizzato dall’Assessorato regionale.

Il Piano di dimensionamento, infatti, era stato esitato dopo lunghe e complesse riunioni del Tavolo tecnico regionale e le nuove variazioni (34 in tutta la regione, di cui 14 nella provincia di  Messina) sono state apportate successivamente a seguito, come si afferma nella lettera di trasmissione, di "osservazioni e proposte pervenute da soggetti istituzionali, culturali, del mondo della produzione, formativi ed occupazionali, espressioni di specificità territoriale e delle loro affinità culturali e delle tradizioni locali".

“Tutto ciò – sottolinea la segretaria provinciale della Cisl Scuola, Laura Fleres – ha stravolto le regole e le determinazioni assunte al famigerato Tavolo Tecnico ed ha avuto come conseguenza la scomposizione di Istituti precedentemente aggregati/fusi/accorpati. Perché non si è ritenuto di sentire i soggetti costitutivi del Tavolo tecnico sulle nuove proposte, su alcune delle quali vi era stata un’approvazione all'unanimità?”

Laura Fleres ritiene alcune delle modifiche apportate “ben lontane dalla comune ‘specificità territoriale o socio-economica o culturale’ attribuita a Istituti Comprensivi oggi accorpati. Ma, nel metodo seguito dall'Assessore, dà un'impronta di gestione padronale a tutta l'operazione. Inoltre – evidenzia ancora la segretaria della Cisl Scuola - dalla stessa Regione arrivano comunicati tra loro contraddittori: è il caso della situazione relativa all'I.C."Evemero" di Torre Faro che  nel comunicato dell'Assessore resta priva di una sede staccata (il plesso di materna-elementare e media di Faro superiore transitato al Circolo didattico di Paradiso), smentito poi da una breve nota della Presidenza della Regione che afferma che nel Piano assessoriale tale indicazione deve ritenersi cassata”.

“Il rischio – conclude la Fleres – è che nel percorso di trasmissione al Ministero, firme e ritorno a Palermo per la definitiva approvazione il Piano regionale, comprensivo naturalmente della Provincia di Messina, altre scuole rischiano di vedere cambiare la propria identità. Cosa altro dobbiamo aspettarci?"

 

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