UNIME, NUMERO CHIUSO: VINCE IL DIRITTO ALLO STUDIO
UNIME, L'8 E 9 MAGGIO 17ESIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA DELL'ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO E PROFESSIONALE
POLICLINICO UNIVERSITARIO E IFC DI PISA: AL VIA UNA NUOVA COLLABORAZIONESCIENTIFICA
È un centro congiunto per l’innovazione e la ricerca, quello costituito grazie alla convezione firmata nei giorni scorsi tra l’AOU “G. Martino” di Messina e l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa.
Definire e sviluppare progetti innovativi di ricerca di base e di trasferimento tecnologico; è questo l’obiettivo principale alla base dell’accordo che consentirà di portare avanti nuovi studi in settori particolari tra cui la bioingegneria applicata alle neuroscienze e ai disordini neurali in età evolutiva, lo sviluppo di metodologie di pervasive healthcare, lo studio della fisiologia e patofisiologia.
Operatori dell’IFC e del policlinico universitario collaboreranno, dunque, insieme all’interno di un unico centro intensivo di cure (“Pervasive Healthcare Center”) - collocato al piano 0 del padiglione NI - per pianificare programmi mirati.
A coordinare i lavori saranno per l’IFC l’ing. Giovanni Pioggia e per l’azienda ospedaliera universitaria il prof. Gaetano Tortorella.
Particolare attenzione sarà dedicata all’applicazione di innovazioni tecnologiche diagnostiche e terapeutiche che, se poste a supporto dell’attività clinica, possono essere funzionali dal punto di vista diagnostico e terapeutico per curare disturbi dell’apprendimento, disordini neurologici, psichiatrici, comportamentali, cognitivi e neurofisiologici.
L’IFC è il più grande istituto del Dipartimento di Medicina del CNR e ha come missione principale la ricerca in ambito biomedico; l’idea alla base del protocollo d’intesa è quella di utilizzare gli strumenti che la scienza mette in campo per favorire una tipologia di approccio clinico in cui tecnologia, ricerca e assistenza si fondono insieme per alimentare prevenzione e conoscenza.
UNIME, NAVETTE ANNUNZIATA: "OGGI SERVIZIO RIPRENDE REGOLARMENTE"
LA PROTESTA DEGLI SPECIALIZZANDI: LA CAMERA CANCELLA LA NORMA CONTESTATA
Studenti o lavoratori? questo è il problema. Si sintetizza in queste due parole la massiccia mobilitazione che anche gli specializzandi, dottorandi, assegnisti di Messina hanno portato avanti per affermare diritti e far sentire la loro voce, attraverso le associazioni Sigm, Segretariato italiano giovani medici e Agm Federspecializzandi.
Una protesta andata a buon fine, tanto che specializzandi di Medicina, dottorandi di ricerca e iscritti alle scuole di specializzazione possono cantare vittoria. La Commissione Finanze della Camera, infatti, ha approvato "all'unanimità" un emendamento al decreto legge sulla Semplificazione fiscale che imponeva l’Irpef a chi percepisce borse di studio, tassando le somme eccedenti gli 11.500 euro all’anno. La norma, che era già stata approvata in senato, è stata cancellata.
La pietra dello scandalo era, per l’appunto, l’emendamento 3143 del disegno di legge in materia di semplificazione fiscale 3184, recentemente approvato dal Senato della Repubblica . Se non fosse stato abrogato nell’iter successivo parlamentare alla Camera dei deputati, ci sarebbe stato l’obbligo di tassare borse di studio, assegni, sussidi per studio ed addestramento personale da chiunque corrisposti, superiori a 11.500 euro annui, considerando l’eccedenza una equiparazione al lavoro dipendente. Situazione questa molto preoccupante perché gli specializzandi, oltre a pagare le tasse universitarie sarebbero stati subissati da altri oneri che peraltro non sarebbero stati compatibili con i loro contratti. Ne sarebbero stati assoggettati medici in formazione specialistica, giovani dottorandi ed assegnisti di ricerca, borsisti di tutti i settori scientifici disciplinari.
Oggi anche a Messina, presso la torre biologica, al Policlinico, si è svolta un’assemblea, così come nel resto d’Italia, per confrontarsi e a gestire la mobilitazione in maniera che è stata evidentemente efficace ed incisiva.
Ma parliamo di numeri. Soltanto a Messina sono interessati circa 1000 giovani medici, che troppo spesso sono sottopagati e sempre reperibili in orari assurdi oltre che nelle festività.
Unanime reazione dei leader politici, per Pierferdinando Casini, leader dell'Udc: ""Il governo ha accettato di stralciare la norma che prevedeva una tassazione delle borse di studio per i giovani medici. Bene così!".
Mentre Antonio Di Pietro, leader dell'Idv ha dichiarato : "L'Italia dei Valori si è schierata al fianco degli specializzandi per sostenere le loro istanze contro la norma iniqua che prevedeva la tassazione delle borse di studio e si è battuta per eliminarla dal decreto. Per questo, siamo felici che il governo abbia deciso di rivedere la sua posizione". (EMANUELA DE DOMENICO)
UNIME, INTERRUZIONE SERVIZIO NAVETTE: DISAGI PER STUDENTI DEI POLI ANNUNZIATA-PAPARDO
Mattinata di caos e disagi per gli studenti universitari iscritti alle facoltà situate nei poli Annunziata e Papardo. Infatti al capolinea nord della rete tranviaria, i studenti si sono ritrovati ad aspettare invano le navette che li trasportano nelle rispettive Facoltà. Ancora non sono chiari i motivi dell'assenza del trasporto privato. Da alcune fonti si apprende che la convenzione fra Università e ditta privata sia scaduta, senza che vi sia stato un rinnovo, ma il sito dell'Ateneo non fornisce alcuna informazione al riguardo.
Altre indiscrezioni invece riferiscono di un possibile sciopero degli autisti per mancati pagamenti.
Ciò che è sicuro è che centinaia di studenti sono rimasti, questa mattina, ad aspettare invano sotto, come se non bastasse, ad una pioggia torrenziale, ritardando o non potendo partecipare alle lezioni. (SIMONE INTELISANO)
FACOLTA' DI MEDICINA: IL TAR ORDINA AL MIUR DI DARE 22 POSTI IN PIU'
Accolto il ricorso degli studenti difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che commentano: “paradossale che debbano essere gli studenti ad ottenere giustizia innanzi al T.A.R. e l'Ateneo resta immobile innanzi agli illegittimi tagli ministeriali”.
Il MIUR non da a Messina 22 posti in più che vogliono dire più tasse e più prestigio per l'Ateneo che, negli ultimi 4 anni, è diventato l'ultimo corso di laurea in medicina della Sicilia avendo subito l'aumento esponenziale dei posti di CATANIA (da 257 con il polo di Ragusa nel 2007 a 347 senza il polo di Ragusa nel 2012) e PALERMO (da 250 del 2007 a 440 del 2012) e l'Università resta a guardare. Messina, in controtendenza rispetto al resto d'Italia, nonostante abbia un rapporto docenti-studenti tra i più alti della nazione (8,80 studenti per docente mentre in Italia la media è di 11) resta al palo dei 200 posti. La metà rispetto, ad esempio, all'Università di Palermo che, peraltro, ha 68 docenti in meno rispetto all'Università peloritana (462 Messina vs 394 Palermo). Ed è così che, come sta sempre più spesso avvenendo per tutto ciò che riguarda Messina, negli ultimi anni si assiste ad una vera e propria "dismissione del sapere" in riva allo stretto. Sino al 2007, infatti, i posti per l'ammissione al corso di laurea in Medicina in Sicilia vedevano Catania, in testa, con 260 posti, poi Palermo con 253 ed infine ad irrisoria distanza Messina con 225.
Oggi la differenza è siderale. Palermo offre 443 posti, Catania 350, Messina ne occupa solo 221.
Nonostante a livello nazionale si sia passati dai 7.366 posti del 2007 ai 10.464 del 2011, Messina, ai nastri di partenza di settembre, è sempre rimasta ferma ai 200 posti.
Sulla base di questi numeri una quindicina di studenti, difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, gridano giustizia ritenendo che per loro, ad appena pochi posti dall'ultimo ammesso, non c'è nessuna valida ragione che possa giustificare la loro esclusione. Se ci sono spazi, strutture e risorse umane per più studenti, perchè negarci il diritto di studiare? Il T.A.R. ritiene fondate le doglianze e ordina al Ministero "il riesame della specifica situazione relativa all’Università di Messina e al suo effettivo fabbisogno, anche alla luce della situazione complessiva dell’intero contenzioso che si è sviluppato in argomento, secondo i precedenti richiamati nell’odierna camera di consiglio dal difensore dei ricorrenti medesimi" (Sez. III, 6 aprile 2012, n. 1291).
Mentre l'Ateneo messinese deve ancora provvedere a coprire tutti i posti disponibili lasciati da extracomunitari mai sbarcati in Sicilia sulla base dell'ordine del Consiglio di Stato e del T.A.R. Catania, commenta l'Avvocato Delia, la decisione del T.A.R. Lazio mette a nudo quanto distorto ed illegittimo sia l'attuale sistema del numero chiuso che, in casi come quello di Messina, non consente a studenti meritevoli di poter studiare ciò a cui aspirano senza alcuna legittima ragione.
NASCE IL PRIMO OSPEDALE DIDATTICO VETERINARIO: 600 MILA EURO STANZIATI PER OPERARE H24
L’ospedale degli animali, già operativo in fase sperimentale, adesso è cosa fatta. E’ la prima struttura di questo tipo a sorgere in Sicilia. Senato Accademico e Consiglio di amministrazione dell’Università di Messina hanno approvato il regolamento dell’ospedale Veterinario didattico.
Un passaggio fondamentale per una struttura che ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per il territorio.
L’ospedale veterinario, che sorge in un intero padiglione della facoltà di Veterinaria al rione Annunziata, secondo il regolamento approvato, comprende: l’ospedale veterinario per grandi animali, l’ospedale veterinario per piccoli animali, la sala necroscopica.
L’ospedale consentirà agli studenti di provare sul campo quello che imparano ogni giorno sui libri ed in aula ed al territorio di poter contare su una struttura di alta qualificazione dotata di sale operatorie e strumenti diagnostici.
Organi dell’ospedale saranno il comitato di gestione, che sarà designato dal consiglio della facoltà di Veterinaria e resterà in carica quattro anni (e che è attualmente affidato al professore Pugliese) e la direzione sanitaria.
La facoltà di Veterinaria ha già avviato da tempo la fase sperimentale dell’ attività dell’ospedale per animali aperto dal lunedì al venerdì. Il primo ospedale siciliano per animali sarà operativo presto 24 ore su 24. Intanto, è partita la cosiddetta fase di simulazione. Un ambulatorio dotato di sale chirurgiche è attivo dal lunedì al venerdì.
A decidere di avviare la fase sperimentale sono stati i professori Antonio Pugliese, che è attuale presidente del comitato di gestione, i professori Santo Cristarella e Nicola Iannelli e naturalmente il preside di Scienze veterinarie Vincenzo Chiofalo. Saranno presto coinvolti, tramite un bando, quattro professionisti esterni che copriranno i turni ospedalieri assieme ai docenti.
L’ospedale costituirà tra l’altro una sorta di guardia medica con tanto di pronto soccorso e piastra chirurgica operativa notte e giorno. Nel grande padiglione attrezzato ci sono guardia medica, sale degenze, sale chirurgiche, radiologia, addirittura foresteria per i medici di guardia.
La struttura occupa duemila metri di un ampio edificio che costituisce l’ultima palazzina della facoltà. La piena operatività, si avrà entro poche settimane. I professionisti esterni collaboreranno con i 22 veterinari che fanno parte dell’organico della facoltà.
Considerevole la somma investita dall’Università per allestire l’ospedale per animali. Sono arrivate attrezzature che nulla hanno da invidiare a quelle per i pazienti umani grazie a seicentomila euro di stanziamento. Per i quattro contratti ci sono già a disposizione circa sessantamila euro.
L’ospedale è dotato di reception, radiologia, sale chirurgiche, ginecologia, farmacia, reparto di isolamento per gli animali affetti da patologie infettive. Già attivato un sistema che consentirà l’archiviazione informatizzata delle cartelle cliniche.
Il 27 marzo scorso il Consiglio di Facoltà ha eletto il nuovo Comitato di gestione composto dai professori Pugliese, Cristarella, Iannelli, Musicò e Lanteri che quanto prima provvederà all’insediamento.
UNIVERSITA’: CONFERMATE LE CONDANNE A DOCENTI E RICERCATORI COINVOLTI NELLO SCANDALO A VETERINARIA
La corte di appello di Messina ha confermato la sentenza di condanna emessa in primo grado nell’ambito di un troncone del processo sulla facoltà di Veterinaria e sulla gestione dei fondi Lipin.
Il processo era a carico di sei persone, tra docenti e ricercatori, che in primo grado erano state giudicate con il rito abbreviato. A dicembre 2008 il gup Massimiliano Micali aveva condannato ad un anno, pena sospesa, il professore Raffaele Tommasini, i componenti del consiglio di facolta' Francesco Naccari, Maria Grazia Pennisi, Marisa Masucci mentre ad un anno e quattro mesi erano stati condannati i ricercatori Mirko Paiardini e Barbara Cervasi. Il procedimento era scaturito dall'inchiesta sul concorso per un posto di professore associato alla facoltà di Veterinaria nell'Università di Messina. Secondo l'accusa la selezione era pilotata e mirata a favorire il figlio dell'allora preside di quella facoltà, il prof. Battesimo Macrì.
Tommasini, Naccari, Pennisi e Masucci dovevano rispondere di abuso d'ufficio mentre Paiardini e Cervasi di peculato per la gestione dei fondi Lipin, in particolare per l’appropriazione di 23.333 euro. Nella scorsa udienza l'accusa aveva chiesto la riqualificazione del reato ed una riduzione di pena per i due ricercatori accusati di peculato.
L'indagine, affidata alla Guardia di finanza, prese il via dalle denunce del prof. Giuseppe Cucinotta, ordinario di Clinica chirurgica e patologia chirurgica della facoltà, che nel febbraio 2006, dichiarò di aver ricevuto pressioni proprio per indirizzare l'esito del concorso.
Per questa inchiesta è indagato anche il rettore Francesco Tomasello che ha optato per il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale assieme ad altre 22 persone tra docenti e funzionari dell'Ateneo. Tra loro anche l'ex preside di Veterinaria, prof. Battesimo Macrì.
RESTYLING UNIVERSITARIO: IN ARRIVO DAL CIPE 23 MILIONI DI EURO PER LA FACOLTA’ DI SCIENZE, MA NON SOLO…
Un progetto milionario per la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. E’ stato infatti concesso dal CIPE un super finanziamento da 23 milioni di euro che ha avallato un progetto predisposto dall’Area Servizi Tecnici dopo quasi un anno di lavoro. Un finanziamento che supera le aspettative degli stessi tecnici, visto che supererebbe il preventivo di spesa di 10 milioni.
Il denaro è destinato alla completa ristrutturazione della facoltà di Scienze, in una vasta area della salita di Sperone in contrada Papardo.
L’Università di Messina è destinata ad “essere ancora più competitiva nei prossimi anni“, ha commentato il rettore Tomasello in un comunicato stampa, “questo e’ stato per me un impegno costante, assunto in occasioni pubbliche e nel corso di diverse sedute degli organi di governo, portato a compimento, seguendo l’iter tutt’altro che semplice delle procedure. Ma le mie affermazioni sarebbero riduttive se non dicessi che questo e’ stato, innanzitutto, un successo collegiale della squadra di governo, frutto del lavoro corale di ampi settori accademici e di tutta l’Amministrazione dell’Ateneo, dalla Direzione amministrativa agli uffici del CARECI (Centro Attrazione Risorse Esterne e Creazione di Impresa). Questi lavori offriranno a docenti e studenti le condizioni ottimali per operare in un complesso moderno e funzionale al passo con le sfide che la didattica e la ricerca pongono in una struttura scientifico-tecnologica avanzata“.
Un finanziamento che segue quello di cinquanta milioni di euro erogati quattro mesi fa per costituire le piattaforme tecnologiche dei laboratori dedicati ai Progetti Agroalimentare, Infrastrutture ed Energia, e preceduto prima ancora dai nove milioni di euro per Neurooncologia ed Oncologia.
“Ma le buone notizie non finiscono qui”, recita un comunicato dell’Ateneo “ Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato la gara dei lavori, per un importo di cinque milioni di euro, per la costruzione al Policlinico di una residenza destinata agli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Saranno realizzati 50 alloggi con una costruzione sull’area nella quale insiste un immobile degradato, recuperato dopo una battaglia legale durata quasi due anni.
Un milione e mezzo di euro e’ stato assegnato per completare l’Ospedale Veterinario per grandi animali, nell’emiciclo della Facolta’, dopo aver completato quello per piccoli animali con un finanziamento di 430 mila euro per lavori strutturali e 560 mila euro per dotazioni strumentali, per un totale di 2.500.000 euro, investimento reso obbligatorio da direttive ministeriali ed europee, che scongiura la chiusura della Facolta’ ad opera della Commissione Europea di Valutazione (EAVE) attesa per marzo 2013.
Due milioni di euro sono stati impegnati per i lavori di manutenzione straordinaria della Facoltà di Farmacia. Due milioni e mezzo sono disponibili per modernizzare e dotare la rete informatica di tutto l’Ateneo con le dorsali in fibra ottica, 500 mila euro per lavori alla Facoltà di Giurisprudenza. A questi si aggiungeranno analoghi investimenti dell’Università per le Facoltà di Scienze della Formazione e di Lettere.
Inoltre, e’ stato già firmato il contratto e sarà aperto a giorni il cantiere per l’allestimento dell’Aulario a Gravitelli nell’ex Istituto di Anatomia. Saranno realizzate un’Aula Magna da 260 posti, n. 2 aule da 100 posti, n. 2 da 50 posti, n. 11 aule da 25 e 50 posti, più 3 internet-point, spazi comuni per gli studenti ed Uffici per le Facoltà con sede al centro. L’impegno finanziario sul bilancio universitario e’ pari a circa 2.200.000 euro. La buona notizia e’ che i lavori saranno ultimati in un anno anziché nei due inizialmente previsti.
Infine, i lavori per la pista di atletica dei Cappuccini sono in corso e saranno ultimati prima dei Campionati Nazionali Universitari.
Il Consiglio di Amministrazione ha dato all’unanimità parere favorevole sulle modifiche statutarie da adottare a seguito dei rilievi del MIUR. Di fatto, tutti i suggerimenti del MIUR sono stati fatti propri dall’organo di governo nell’interesse superiore dell’Ateneo, cioè al fine di una celere attuazione delle norme statutarie e di una definizione rapida del nuovo assetto istituzionale. Approvata anche la Convenzione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza relativamente alla lotta alla evasione contributiva degli studenti e alle attività formative”.
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