Anni cinquanta. La carriera di Giuseppe Moro, portiere acrobatico con un talento per le parate impossibili, comprende molta serie A e qualche presenza in Nazionale.
Tradito dal suo carattere, si scontra con allenatori e dirigenti, e infine nel mondo del calcio italiano sembra non esserci più posto per lui. Va ad allenare in Tunisia, è povero e disperato: si presenta alla redazione del Corriere dello Sport in cerca di solidarietà.
Il direttore Antonio Ghirelli lo presenta a un allora giovane cronista, Mario Pennacchia, che per giorni e giorni raccoglie il suo sfogo. Le dieci puntate scritte in prima persona, in presa diretta, pubblicate in «Terza pagina» e seguite dai lettori come un romanzo d’appendice che riscopriamo qui integralmente, sono l’omaggio a una scuola di giornalismo sportivo oggi scomparsa, e il racconto della discesa agli inferi di un uomo disposto per questo a svelare le eterne miserie, piccole e grandi, del mondo del calcio.
Mario Pennacchia è un giornalista e scrittore italiano. Ha collaborato con varie testate tra cui il Corriere dello Sport, Il Giorno, e la Gazzetta dello Sport, di cui ha diretto la redazione romana. È stato per anni opinionista in Rai, a 90° minuto di Paolo Valenti e al Processo del lunedì di Aldo Biscardi.
Massimo Raffaeli, filologo e critico letterario, scrive su quotidiani e riviste. Ha pubblicato numerosi volumi e curato testi di autori italiani e francesi, fra cui Primo Levi, Paolo Volponi e Luis- Fernande Céline.
LA VITA DISPERATA DEL PORTIERE MORO CON UN RICORDO DI DINO ZOFF
MARIO PENNACCHIA
132 pag. PAGINE | 14 EURO
Una giornata all’insegna del divertimento e della riflessione in occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia. Centro Multiculturale Officina e Circolo "Makwan" Arcigay Messina propongo negli spazi di Via Croce Rossa un’ intensa giornata di dibattiti, arte, musica e cultura per promuovere la libertà sessuale dell'individuo e combattere la paura del diverso.
A partire dalle 19, con ingresso gratuito, si susseguiranno gli interventi degli esponenti dei Partiti che hanno aderito all'iniziativa e delle Associazioni Culturali che partecipano al Progetto.
A seguire verrà proiettato un cortometraggio, realizzato da Kiko Fisichella, sul tema dell'Omofobia.
Dopo l'eventuale dibattito, il collettivo femminile "Rising Love" darà vita ad uno spettacolo danzante. Subito dopo partirà il Dj-Set curato da Giorgio G. che farà scatenare il pubblico con balli che si preannunciano “forsennati”.
Nell’occasione MessinaOra.it allestirà un video-corner dove poter lasciare un messaggio e partecipare alla realizzazione di un filmato speciale contro l’omofobia e a favore della libertà sessuale.
Un appuntamento unico, un'opportunità per unire al divertimento un momento di riflessione, seria e costruttiva, su una tematica sociale di grande attualità, dimostrando che Messina, oltre a sapersi divertire, è pronta per dare un grande segnale di Civiltà.
Noi abbiamo dedicato a Rosario Duca, presidente del circolo"Makwan" Arcigay
La Sicilia e la Calabria unite nella lotta alla mafia grazie al progetto di un museo diffuso intitolato 'Un ponte per la memoria'. Un gemellaggio che culminera' simbolicamente nell'anniversario della morte di Peppino Impastato, ucciso a Cinisi il 9 maggio del 1978. Qui oggi, alle 10.30, è stata posta sul corso principale, davanti alla sede di Casa memoria, la prima pietra della memoria di un percorso intitolato ''I cento pensieri di Peppino''. L'iniziativa coinvolge due luoghi, il museo della 'Ndrangheta di Reggio Calabria e casa Memoria a Cinisi e si concludera' nel marzo 2014. Al centro del progetto, finanziato con 250 mila euro da Fondazione con il Sud, la creazione di un museo diffuso con punti della memoria a Cinisi e Reggio Calabria costituiti dalle ''pietre dell'inciampo'', con contenuti e immagini che verranno forniti dagli studenti grazie a un concorso di idee.
A completare il progetto istallati, tra Cinisi e Reggio Calabria, totem multimediali con informazioni sulle iniziative socio- culturali della citta' curati da un comitato scientifico, insieme a una portale online che costituira' una sorta di manuale di contrasto alle mafie, coinvolgendo anche studenti e ricercatori. ''La mafia si serve di apparati simbolici, per questo vogliamo disseminare il territorio di segni - dice Claudio La Camera, coordinatore del museo della 'Ndrangheta - non a caso molti totem si troveranno in prossimita' delle parrocchie''.
''I valori morali portati avanti da Peppino sono incarnati da soggetti diversi, cattolici, ambientalisti, socialisti che riconoscono il senso del suo lavoro - afferma Giovanni Impastato, fratello di Peppino - per la prima volta, inoltre, sara' coinvolto il Comune di Cinisi, e tutto cio' si riflette sul cartello imponente di associazioni che quest'anno parteciperanno alle manifestazioni''. L'azione cattolica, ieri sera alle 21 ha organizzato una veglia di preghiera a cui partecipera' don Luigi Ciotti, con la benedizione del cardinale Carlo Maria Martini.
Due passi sono è la storia di Pè e Crì, due personcine piccole piccole che vivono rintanate, ma sarebbe meglio dire autorecluse, nella propria casina piccola piccola. Tutto li terrorizza: dai germi all’indigestione, dalle malattie congenite a quelle virali. Insomma, il mondo appare loro grande e minaccioso, tanto terrificante da costringerli a nascondersi, ad evitare la vita, ad amarsi solo con i guanti di plastica. L’ansietà derivante da un futuro incerto, la paura della cattiveria del prossimo e l’autoconvinzione di non riuscire a sopravvivere sono temi attualissimi, temi che Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi ripropongono con questo spettacolo, di cui non sono solamente interpreti ma anche autori e registi, e con il quale hanno vinto il premio Scenario per Ustica 2011.
Ma centrano il bersaglio a momenti alterni. Lo spettatore partecipa cercando di scoprire, immaginare, intuire attraverso la conta delle pillole di cui si cibano, la fisioterapia, il terrore dei germi, il come e il perché cerchino di proteggersi fino all’ossessione, come e perché si amino, e cosa e perché li abbia portati in quella situazione. Poi, a spezzare questo processo di empatia da parte dello spettatore, sopraggiungono le spiegazioni: spiegano il perché faccia meno paura immaginarla la vita anziché doverla affrontare, illustrano i loro sentimenti, temono insomma che lo spettatore non sia abbastanza intelligente da arrivarci da solo. Fasi che, come dicevo sopra, si alternano, impedendo di rimanere o sull’emotività o sul mero intelletto. Il finale poi soffre più che mai di questa situazione: il coraggio, la voglia di amarsi e i sogni da vivere, non sono più un piccolo tesoro nascosto che lo spettatore trova e gelosamente custodisce, ma più che altro un momento che si ferma alla mente, senza scendere al cuore.
Forse è per questo che non si arriva commossi alla fine. Peccato. (RE CARLO)
Si chiama “Shakespeare in Italy” il documentario in due parti, della durata di un ora ciascuna, interamente girato in Italia realizzato dalla BBC.
La prima parte “the land of love” è andata in onda nel Regno Unito giovedi 3 maggio.
Nel corso della puntata il conduttore Francesco da Mosto ha raccontato del viaggio fatto in quelle città italiane in cui sono ambientate le opere di colui che è considerato tra i più grandi scrittori di tutti i tempi.
Tra queste non poteva mancare Messina, dove è ambientata “Molto rumore per nulla” e proprio a Messina la troupe inglese ha cercato di capire se davvero Shakespeare ha le sue origini nella città dello stretto, innanzitutto approfondendo la questione del cognome “Crolla Lanza” che tradotto diventa appunto “Shake Speare” e poi su come il “Bardo” potesse essere così informato sulle questione italiche visto che nella sua vita pare non abbia mai lasciato l’Inghilterra.
Nella tappa siciliana che è stata girata a settembre dello scorso anno protagonista anche Emma Thompson.
L’attrice che ha interpretato il ruolo di Beatrice nella trasposizione cinematografica del 1993 di “Molto rumore per nulla” del regista Kenneth Branagh, nel corso del documenatrio ha letto alcuni brani dell’opera “messinese”.
pubblichiamo alcuni frame tratti dal documentario
Più di un'ora di intensa musica ha attraversato il web, da Messina fino alle principali città del mondo. Il concerto è iniziato alle 21 ora italiana, ed è stato ascoltato contemporaneamente in tutto il pianeta. Un evento che ha raccolto l’entusiasmo degli astrofisici e degli appassionati e che per questa edizione ha visto protagonista il messinese Giovanni Renzo, versatile musicista siciliano, apprezzato in tutta Europa specialmente per le sue produzioni musicali legate al cielo e alle stelle. Lo avevamo incontrato nel corso della nostra rubrica “CINQUE MINUTI CON”, e ci aveva annunciato questo importante appuntamento.
Oggi il gran giorno : da Roma a NewYork, da Teheran a Sidney, a Tokyo, le note di Giovanni Renzo attraverseranno i fusi orari e accompagneranno dal vivo alcune delle più straordinarie immagini foto e video realizzate nello spazio dagli astrofotografi del progetto “The World at Night”.
Su Messinaora.it, nello spazio WEBBANDO, abbiamo trasmessola diretta per vivere questo straordinario momento artistico, che dalle esili mani di Giovanni Renzo, nella sua postazione sullo Stretto, ha raggiunto i luoghi più lontani, fino a toccare le galassie dell’anima.
Alla fine della performance, caratterizzata da alcune delle melodie che compongono l'Album Atlas Caelestis, Giovanni Renzo ha ringraziato quanto hanno assistito in diretta all'evento, rispondendo in inglese ad alcune domande che gli venivano poste dai fans, ribadendo la sua grande passione nel coniugare l'interesse astronomico con la musica.
Emozionante e coinvolgente incontro ieri sera (giovedì 26 aprile) a S. Maria Alemanna per ricordare i bombardamenti Alleati su Messina del 1943 e il rinvenimento dei numerosi ordigni bellici, ancora sepolti sotto la città, organizzato dall’Assessorato alle Politiche del Mare del Comune di Messina e dal Centro Studi e Documentazione del Museo di Forte Cavalli, al quale hanno preso parte il Col. Aldo M. Vergano, comandante del 24° Rgt. Artiglieria “Peloritani”, il Capitano di Vascello Giacomo Legrottaglie, Comandante del Distaccamento Marina Militare, il Maresciallo Bonfiglio del Comando Zona Fari della Sicilia e numerosi storici e cultori di storia patria tra i quali Giovanni Molonia, Sergio Di Giacomo, Rosario Moscheo, Giulio Santoro.
Un tuffo nel passato offerto dai numerosi filmati proiettati provenienti dall’Imperial War Museum di Londra e dall’Istituto Luce e dall’intervento di due specialisti dell’ex Direzione Artiglieria di Camaro,
Ha aperto i lavori l’Assessore Pippo Isgrò che, allacciandosi alla metafora dei bombardamenti, ha voluto allacciarsi al continuo “bombardamento” di problemi che investe oggi la società, e in particolare la città di Messina, legati alla disoccupazione, al reperimento di fondi, alla ricostruzione dei villaggi dopo le alluvioni, alle tasse che incombono sui cittadini.A seguire, la proposta fatta all'Amministrazione Comunale, accolta favorevolmente dall'Assessore Isgrò, da parte del Ten Col. Corrado di Bartolo, ufficiale del 24° Rgt. Artiglieria e referente regionale dell'Associazione Lamba Doria, per l’istituzione di una giornata in memoria delle vittime civili dei bombardamenti del '43, già istituita a Siracusa ed Augusta.
Il prof. Enzo Caruso, direttore del Museo Storico di Forte Cavalli, nel trattare il tema “Il valore educativo della Memoria. Forte Cavalli, un luogo per conoscere e non dimenticare”, ha delineato il percorso educativo “Ho visto la guerra, per questo amo la Pace” su cui si fonda la chiave di lettura della preziosa raccolta di documenti e reperti custoditi presso il Forte Cavalli, un museo interattivo nel quale le giovani generazioni possano apprezzare il valore della Pace attraverso la conoscenza delle sofferenze subite da coloro che hanno vissuto sotto le bombe in quei tragici anni e scoprire un pezzo importante della nostra storia che andrebbe altrimenti, via, via sbiadendosi.
Giuseppe Galletta, ha quindi trattato il tema “La difesa dello Stretto nel ‘43” con una puntuale analisi di inedite carte topografiche militari, provenienti dallo Stato Maggiore della Marina Militare e dagli Uffici Storici del Genio, grazie alle quali è stata descritta l’evoluzione e l’implementazione degli armamenti e delle batterie Antinave, Contraeree e Doppio Compito distribuite sulle due sponde dello Stretto dal 1890 all’agosto del ’43.
L’intervento di Corrado Loiacono, artificiere e qualificato esperto in munizionamento bellico, ha infine emozionato l’uditorio con immagini e ordigni bellici, esposti “dal vivo”, disinnescati personalmente durante la sua lunga carriera e facenti parte del consistente elenco di ordigni bellici rinvenuti sul territorio dal dopoguerra ad oggi; non solo bombe aeree piovute dall’alto, ma un numeroso munizionamento lasciato sul terreno da tedeschi ed italiani impegnati in quella che fu definita “come una delle più clamorose ritirate per mare di tutta il II conflitto mondiale”.
A dir poco frizzante, a conclusione dei lavori, la testimonianza del Prof. Giulio Santoro che ha raccontato, nell’incoscienza di un bambino di appena undici anni, “l’arte” di sezionare bossoli e granate trovate nei torrenti e per la città, uno dei “giochi” preferiti dei bambini di allora.
A nome dei tanti “giovinetti” di allora, l’ing. Domenico Galatà ha regalato ai presenti i propri i ricordi di un’infanzia vissuta sotto una pioggia di bombe.
La colomba di Picasso, le astrazioni della Accardi, le incisioni di Arnaldo Pomodoro e, sullo sfondo, preziosi e inediti reperti archeologici come la coppa dell'Eta' del Bronzo antico (2200-1800 a.C.) rinvenuta nel villaggio di Filo Braccio a Filicudi durante gli scavi del 2009, sulla quale un ignoto artista del tempo ha raffigurato una serie di imbarcazioni. Tra archeologia e arte moderna e contemporanea, sono le Eolie, il loro mare, la loro antichissima storia il trait d'union della mostra in programma a Lipari fino al 9 giugno, che si intitola ''Contaminazioni'' dall'eta' del bronzo alle collezioni artistiche eoliane moderne e contemporanee, e' organizzata dal Museo Archeologico Luigi Bernabo' Brea e vede la cura di Michele Bellamy Postiglione, Maria Clara Martinelli e Michele Benfari.
Inaugurata domenica scorsa nella Chiesa di Santa Caterina in coincidenza con l'avvio della 14esima Settimana della Cultura, e sara' visitabile, con ingresso gratuito, fino al 9 giugno. Un'operazione curatoriale insolita per esporre due sezioni speculari e coerenti di opere d'arte moderna e contemporanea insieme a preziosi reperti archeologici. E' il caso dell'unico esempio al mondo di coppa dell'Eta' del Bronzo antico con raffigurazioni di barche insieme alla figura umana.
In mostra, oltre agli artisti gia' citati, opere di Piero Dorazio, Rosario Bruno, Mario Sironi, Piero Guccione, Giuseppe Uncini, Renato Guttuso, Filippo de Pisis, Franco Gulino, Elio Marchegiani e molti altri ancora. Entrambi i gruppi di opere provengono da una piccola ma significativa presenza di collezioni di arte moderna e contemporanea nel territorio eoliano.
Presentata davanti ad un numeroso pubblico, presso la libreria Doralice di Contemplazione, Mare Bianco l'opera prima del giovane scrittore messinese Enrico Anastasi. L'intervista video è stata curata da Simone Intelisano.
La Corte dei Conti ‘boccia’ il finanziamento di 2 milioni di euro della Regione al film ‘C’é sempre un perche” prodotto dalla Seven Dreams Production, di proprietà dell’attrice siciliana Maria Grazia Cucinotta, da Sicilia Turismo e Cinema, una società (ex Cinesicilia) partecipata dalla Regione siciliana, e dalla cinese Ciwen Film & TV Production Co..
Le risorse finanziarie di parte siciliana, come scrive il giornale online www.linksicilia.it, avrebbero dovuto essere prese dal Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate (fondi nazionali destinati per l’85 per cento al Sud d’Italia). Il ‘no’ della Corte dei Conti arriva mentre è in corso la preparazione per l’inizio delle riprese.
Il soggetto è stato scritto da uno sceneggiatore cinese, in collaborazione con Giovanna Cucinotta, mentre la regia è stata affidata al messinese Vincenzo Tripodo, già protagonista del lungometraggio ‘Scialo’ (2007) e delle opere liriche ‘Livietta e Tracollo’ (Giovanni Battista Pergolesi) e ‘Don Chisciotte’ di Giovan Battista Martini.
'Un omaggio alla mia terra ma anche un modo per invitare un paese straniero a veder, capire, cosa siamo capaci di fare e chi siamo veramente attraverso una commedia brillante dei mille risvolti'', cosi' Maria Grazia Cucinotta parlava del film coprodotto con la Cina le cui riprese erano previste a partire da fine agosto per 10 settimane tra la Cina e la Sicilia.
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