MAFIA: OPERAZIONE “GOTHA”, ALTRI DUE BOSS AL 41BIS

 

Altri due boss mafiosi del clan dei “barcellonesi” al 41bis. Il provvedimento è stato firmato su richiesta del procuratore di Messina, Guido Lo Forte, e dei sostituti della Dda, Angelo Cavallo, Fabio D’Anna, Vito Di Giorgio e Giuseppe Verzera. Al regime di carcere duro sono finiti Giuseppe Isgrò, 46 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto, e Nicola Aldo Munafò, 43 anni, di Tripi, arrestati lo scorso 24 giugno nell’operazione antimafia “Gotha” e rinchiusi nelle case circondariali di Viterbo e dell’Aquila.

Isgrò è stato indicato dal boss-pentito Carmelo Bisognano e dal suo fidato killer, anche lui pentito, Santo Gullo, come un uomo vicino al padrino Giovanni Rao che guida la “famiglia” dei “barcellonesi”. E’ considerato  uno dei principali esattori del pizzo per il clan di Barcellona, per il quale ha riscosso le mazzette imposte alle imprese IRA e Ferrari, impegnate nei lavori di raddoppio del tratto ferroviario.

Munafò era invece legato proprio al boss-pentito dei “mazzarroti” Carmelo Bisognano. E’ imputato nell’operazione antimafia “Vivaio” quale esecutore dell’omicidio di Antonino Rottino, ucciso nell’agosto 2006 davanti alla sua abitazione di Barcellona. Il 24 settembre al 41 bis erano già finiti il padrino Giovanni Rao, i suoi “delfini” Salvatore “Sem” Di Salvo e Salvatore Ofria ed i “sottordini” Carmelo Giambò, Salvatore Calcò Labruzzo ed Enrico Fumia. Munafò è accusato anche dell’esecuzione di Natalino Perdichizzi, risalente al 23 luglio del ‘97. II resti del ragazzino, giustiziato per aver infastidito un grosso calibro del clan, sono riemersi dal cimitero della mafia scoperto dai carabinieri  a Mazzarrà la scorsa estate, e dove  secondo i collaboratori sono stati seppelliti decine di vittime della lupara bianca.

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