RESTA IN CARCERE CORONA, LA STRETTO DI MESSINA RISPONDE A GENOVESE “MAI AVUTI RAPPORTI CON ASCOM”

 

Dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta romana sugli affari dell’immobiliarista Fabio Calì, e l’accusa di aver “consentito” l’emissione di polizze fidejussorie false negli anni in cui ha ricoperto i ruoli di amministratore delegato, direttore generale e presidente dell’Ascom Finance, Roberto Corona ha rassegnato le dimissioni dalle cariche ricoperte negli organismi della Camera di Commercio, che venerdì si riunirà per adottare i provvedimenti necessari. L’esponente del PDL resta in carcere, il gip di Roma Maddalena Cipriani ha infatti rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato difensore Nino Favazzo.

A seguito dell’inchiesta nei giorni scorsi l’on. Francantonio Genovese aveva sollevato dubbi sulla Società Stretto di Messina, presentando al ministro dello Sviluppo Economico una interrogazione parlamentare chiedendo di chiarire la posiizione della società accusata di aver scelto di contrarre una polizza fidejussoria dalla Ascom.

Dalla Stretto di Messina arriva una smentita, tramite ufficio stampa:

“La Società Stretto di Messina non ha mai avuto rapporti con le società Fingeneral Spa e Ascom Finance, accusate di esercizio abusivo dell’attività finanziaria con rilascio di false polizze. Risultano pertanto infondate le affermazioni contenute in una interrogazione parlamentare presentata al riguardo circa una presunta scarsa cura da parte della Stretto di Messina e una ipotizzata ricerca di ‘benevolenza’ presso politici locali riconducibili alle suddette società”.

 

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