CASO CUTRONI-ZODDA: CONSIGLIO COMUNALE E AMMINISTRAZIONE, POSIZIONE UNANIME

 

Si è svolta in un 2 Agosto un po’ sottotono causa il forte caldo, la riunione informale del consiglio comunale barcellonese. La sala consiliare ha visto lavorare in tutta serietà e collaborazione una giunta preoccupata dalle recenti notizie sull’avviato processo di trasformazione dell’ospedale cittadino.

Da mesi si parla, dandolo per certo, dell’instaurazione d’un polo congiunto con la vicina struttura mamertina, ma l’arrivo di un nuovo direttore dell‘ASP, il Dott. Manlio Magistri, aveva recentemente fatto sperare in una possibile discussione aperta tra le parti coinvolte, prima fra tutte  la città del Longano. Perché al di là degli allarmismi, che non sono stati effettivamente lanciati nella seduta straordinaria odierna a tutto vantaggio di una serie di riflessioni attentamente ponderate dalle varie coalizioni, i rappresentanti dei partiti sono giunti con unanimità alla stessa conclusione dopo essersi ascoltati l’un l’altro nelle valutazioni personali (molti sono medici di varia specializzazione) e nelle riflessioni generali riguardanti non solo l’ospedale ma l’intera salute pubblica.

Così, ad esempio, dopo il discorso del consigliere Dott. Calabrò, ha preso la parola tra i tanti presenti il collega Calamuneri che ha denunciato le reale assenza, sempre più pericolosa, di una educazione alla prevenzione che, nella contingente situazione ospedaliera, dovrebbe essere ulteriormente incoraggiata. E, quasi un piccolo miracolo, al suo discorso si ricollega per il PdL il cardiologo (in alcuni precedenti casi anche leggero antagonista politico) Alosi il quale ha confermato e specificato maggiormente la validità dell’affermazione del collega del PD ricordando come non vi sia nel Cutroni Zodda, causa la chiusura del reparto di cardiologia, un defibrillatore, strumento che come aveva detto Calamuneri in molte realtà italiane esiste anche dentro strutture come scuole e grandi e medi centri di vendita.

Perché un defibrillatore automatico (per il cui uso cioè non servono qualifiche specifiche) si può comprare, all’ingrosso come su internet,  a meno di tre mila euro e spesso si può rivelare vitale per un infartuato o un soggetto colpito improvvisamente da anomalie cardiache.

Invece a Barcellona, a quanto sembra, non ne è dotato neppure l’ospedale  perché la tanto agognata cardiologia aperta tempo fa dopo anni di richieste èattualmente chiusa.

Ed è questo il punto di incontro di tutte le parti: potrebbe andare bene, forse, la complementarietà per reparti fortemente specializzati come quello delle ustioni gravi (da porre anzi preferibilmente a Milazzo dove il rischio per la presenza della raffineria è più alto), ma le strutture d’urgenza dovrebbero essere garantite in entrambi i poli.

Dunque un fermo “no” alla chiusura del punto nascite ma soprattutto all’assenza di un centro cardiologico 24h, e no alla frammentazione illogica di reparti compartecipanti come pneumologia e  rianimazione, o neurologia e una strumentazione per la risonanza magnetica.

In simili situazioni, portate come esempio delle tante incongruenze denunciate dai tecnici presenti in sala, un paziente con gravi problemi respiratori potrebbe essere sì accettato e visitato a Barcellona ma, mancando la rianimazione, dovrebbe poi, una volta avuta la diagnosi, essere trasportato d’urgenza (e ricordiamo la angusta e spesso bloccata strada di collegamento) al polo milazzese.

Oppure un bravo neurologo barcellonese potrebbe prendere in analisi un caso sospetto di anomalia celebrale ma indirizzare, probabilmente sempre in urgenza, il malato a Milazzo per fare la risonanza magnetica ricevendone magari i risultati con lo stesso paziente che poi per la degenza dovrebbe tornare a Barcellona. 

Incongruenze gravi dunque, ma ciò che un altro consigliere ha fatto da subito notare è che comunque non si sa bene cosa preveda la direzione centrale ed in ciò sta il vero dilemma. Perché, come denunciato dal primo a prendere la parola, il dott. Calabrò, di importanti volti politici a Barcellona ne sono passati tanti, tra i quali alcuni che oggi potrebbero nuovamente riaffacciarsi per la candidatura alla futura ARS, ma nessuno, nel momento in cui si è chiesto un incontro per la “faccenda Cutroni Zodda”, si è veramente fatto avanti per essere di aiuto alle esigenze della popolazione.

Esigenze che, come sempre ricordato in un secondo intervento dallo stesso medico, non riguardano solo Barcellona. Infatti secondo il consigliere, che di fatto nel Cutroni vi lavora e rappresenta sindacalmente una buona parte del personale medico, esiste anche il secondario ma non meno importante problema delle utenze: se Milazzo è un punto di assistenza per tutta l’area orientale compresa tra il proprio territorio e Messina, Barcellona assorbe le esigenze di se stessa ma anche dei comuni della vicina fascia nebroidea come Montalbano, Basicò, Novara di Sicilia eccetera.

Dunque come pensare, questa la protesta, di incanalare tutte queste utenze in una sola struttura invece che nelle due di fatto già parecchio impegnate? Perché è vero, come detto da altri, che negli ultimi anni l’ospedale cittadino è stato al centro di polemiche per la carenza di strutture e macchinari e per disagi di varia natura, però tali polemiche sono state, secondo più voci in aula, concausa  della graduale chiusura proprio dei reparti ad oggi mancanti ed in passato invece garantiti. 

Conclusione della riunione: approfittare delle carenze per smantellare senza certezze future la già difficoltosa realtà ospedaliera di Barcellona è un suicidio sociale e sanitario e la vera risposta da dare è invece attivarsi tutti insieme per non solo cercare chiarimenti ma anche risolvere le carenze stesse restituendo un servizio valido ad una cittadinanza cui è collegata anche una serie di realtà minori sin adesso curate presso d’essa. E si è sentita forte, nonostante la pacatezza, la voce dello stesso presidente del consiglio che ha confermato il pensiero già aleggiante in sala del “bisogno di mettere da parte la politica”.

Così la proposta del dottore Saija, da tempo impegnato proprio nella lotta per l’ospedale, di un comunicato condiviso (consiglio e giunta, vicesindaco in testa) per la richiesta di un incontro diretto tra tutte le rappresentanze di partito e il Dott. Magistri, viene da subito accolta  portando ad attendere a breve, come detto dallo stesso segretario Pino tra venerdì questo ed il prossimo inizio settimana, novità riguardo la stesura del documento ed il suo inoltro alle personalità interessate. (CARMEN MERLINO)

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