CONCESSIONE STADI: VINCENZO FRANZA CONDANNATO AD UN ANNO DI RECLUSIONE PER ABUSO D’UFFICIO

 

 

In primo grado era stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.  In appello, invece, l’ingegnere Vincenzo Franza è stato condannato ad un anno di reclusione  per abuso d’ufficio. La vicenda riguarda la convenzione stipulata tra il gruppo e il Comune di Messina per lo sfruttamento commerciale degli stadi San Filippo e Celeste. Un accordo siglato con l’allora city manager del sindaco Genovese Gianfranco Scoglio, nei cui confronti la procura, nel 2009, aveva fatto richiesta di rinvio a giudizio accanto ai fratelli Pietro e Vincenzo Franza, all’epoca dei fatti Presidente e Vicepresidente dell’FC Messina.

Nel mirino della magistratura il procedimento che garantiva alla società di calcio la disponibilità degli stadi, per 15 anni, e siglato senza tener conto dell’evidenza pubblica. Stipulando un contratto, infatti, l’ex city manager del sindaco Genovese, legato agli stessi Franza per il coinvolgimento diretto nella società di traghettamento, secondo l’accusa non avrebbe rispettato la legge che prevede la necessità di “esplicitare, rendendo evidenti al pubblico, i motivi e le modalità con cui vengono spese risorse pubbliche (c.d. evidenza pubblica)”.

Inoltre, secondo quanto stabilito in questi casi (trattandosi di una struttura pubblica) è necessario predisporre in anticipo le condizioni idonee a garantire la parità, tramite la previsione di tecniche di aggiudicazione dell’affare (c.d. principio della par condicio). Evidentemente anche questa via non è stata seguita per procedere all’accordo.

Sul ruolo di Gianfranco Scoglio, che successivamente all’esperienza da city manager è rimasto a Palazzo quale assessore della Giunta Buzzanca, la magistratura deve ancora pronunciarsi, così come per Pietro Franza.

Ricordiamo infatti che in primo grado Vincenzo Franza, che aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, era stato assolto mentre erano stati prosciolti il fratello Pietro e l’ex assessore ai lavori pubblici Gianfranco Scoglio, ma i pm Fabrizio Monaco, Vito Di Giorgio e Maria Pellegrino proposero appello contro le decisioni di primo grado. 

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