RITA BERNARDINI AL CARCERE DI GAZZI: “NECESSARIO GARANTIRE IL DIRITTO DI VOTO”

 

Non è stato il solito incontro preelettorale. Il tour siciliano della deputata uscente Rita Bernardini, capolista della Camera per la Sicilia Orientale, è iniziato da Messina e proseguirà fino a venerdì, facendo tappa nei luoghi simbolo della battaglia politica che è prioritaria per la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”: il carcere. Così, dopo una conferenza stampa sotto la “pensilina dei parenti”, una sorta di tettoia che rappresenta l’unico riparo per chi attende di fare i colloqui con i detenuti, l’on. Rita Bernardini, con Saro Visicaro e Andrea Brancato (radicali candidati rispettivamente al Senato e alla Camera) e Gianmarco Ciccarelli (candidato radicale di Catania) è ritornata dentro il carcere messinese, che ha rappresentato un punto focale della battaglia per la legalità nei luoghi di detenzione, condotta dalla stessa deputata durante il suo mandato alla Camera. Ricordiamo, infatti, una interrogazione parlamentare dell’aprile del 2011, grazie alla quale il degrado del carcere di Gazzi fu portato a conoscenza dell’intera nazione.

Una ispezione inattesa. Due ore intense, prima di far tappa al carcere catanese di piazza Lanza, per verificare se, a distanza di oltre un anno, qualcosa è cambiato.

“La situazione è sempre ai limiti della legalità – ha detto la Bernardini – anche se finalmente abbiamo potuto incontrare il direttore, che ci è sembrato non solo consapevole della condizione di forte disagio che vivono i detenuti a causa del sovraffollamento, ma che sta cercando di portare avanti una serie di ristrutturazioni anche con l’aiuto degli stessi carcerati, attraverso l’utilizzo di fondi regionali per la formazione. Certo sono progetti che non coinvolgono tutti, e resta grave la totale assenza di spazi adeguati ad attività rieducative”.

Una visita più breve del solito, ma in cui la deputata ha verificato anche le condizioni del reparto “sosta”, che è in fase di ristrutturazione, e il  CDT, il famigerato Centro Diagnostico Terapeutico, dove la situazione resta gravissima con detenuti malati costretti ad utilizzare docce comuni, e a convivere in 12 in una cella dovea causa del sovraffollamento vengono inclusi anche uomini non affetti da malattie.

Uno degli obiettivi della delegazione radicale è stato anche quello di informare i detenuti sull’esercizio del diritto di voto, ed impegnare la direzione a promuovere le azioni e gli strumenti che consentano anche nel carcere di Gazzi l’istituzione di un seggio speciale. “Chiediamo che vengano predisposti per tempo tutti gli adempimenti necessari, atti a garantire l’esercizio del diritto di elettorato attivo, secondo le modalità previste dalla normativa contenuta nella circolare del ministro degli interni del 9 gennaio scorso” ha spiegato la Bernardini. Un sollecito positivamente accolto dal direttore Tessitore che ha assicurato la disponibilità a facilitare le operazioni e la circolazione delle informazioni necessarie.

Durante l’incontro con Rita Bernardini i candidati messinesi Visicaro e Brancato hanno fatto il punto su un’altra nota dolente: il secondo Palazzo di Giustizia, un’incompiuta che non esitano a definire “una vergogna lunga 25 anni” e costata ai cittadini 270 mila euro. 

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