OPERAZIONE ANTIDROGA A TORTORICI: 22 MISURE LE MISURE CAUTELARI, IL CAPO COMUNICAVA DAL CARCERE DI GAZZI

Francesco Conti-Mica

Era detenuto nel carcere di Gazzi, ma continuava a gestire gli “Affari di famiglia”.  Si tratta di Francesco Conti Mica, 27 anni,  ritenuto al vertice di una organizzazione criminale dedita al traffico di droga, al centro di una vasta operazione eseguita nella nottata odierna sui Nebrodi. Il giovane boss affidava i suoi messaggi alla madre Luisa BONTEMPO che andava a trovarlo nel carcere messinese, dove si trova detenuto per una rapina commessa ai danni di un’anziana a Tortorici. Un episodio che qualifica lo spessore “mafioso” del figlio dell’ergastolano Sebastiano CONTI MICA, detto “bellocciu”, temuto killer del Clan dei Batanesi, nonché nipote del boss Sebastiano BONTEMPO, inteso vappu, ritenuto il capo del medesimo gruppo criminale, anch’egli condannato all’ergastolo.

Ventidue  i provvedimenti  notificati dai Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello tra Tortorici, Rocca di Capri Leon,  Galati Mamertino, Milazzo, Centuripe (En), Catania e comuni del catanese. Ad essere coinvolti nel traffico elementi di spicco del clan dei Batanesi e loro gregari coinvolti a vario titolo in una ramificata organizzazione criminale, con base a Tortorici, votata stabilmente al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, cannabis indica e hashish. Dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere, 9 ai domiciliari e 3 con l’obbligo di dimora: questi i numeri dell’operazione denominata “Affari di Famiglia” i cui particolari sono stati resi noti in tarda mattinata, nel corso di una conferenza stampa al Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina.

In particolare, le indagini hanno riguardato un composito gruppo criminale, di cui fa parte anche una donna, chiaramente riconducibile alla famiglia mafiosa di Tortorici, nello specifico la cosca  dei Batanesi, i cui componenti risultavano avere il controllo diretto di numerose “piazze di spaccio” ramificate sull’intero territorio dei Nebrodi. I carabinieri hanno potuto ricostruire una “mappa” delle zone assegnate  ciascun membro del clan:  nei centri di Rocca di Capri Leone e Capo d’Orlando, la gestione del traffico di doga era affidata a Michele BONTEMPO VENTRE; inoltre, sempre a  Rocca di Capri Leone, agivano pure i fratelli Salvatore e Valentino CONTI BELLOCCHI; nel paese montano di Galati Mamertino, operava invece Francesco ANASTASI. Ma il cuore operativo della “famiglia” era Tortorici, dove era stata allestita una frenetica piazza di spaccio gestita direttamente da Alessandro TALAMO, Maurizio ARCODIA, detto mafia, Sebastiano GALATI MASSARO , chiamato Jano, e Giuseppe BARBAGIOVANNI, soprannominato gniupino.

Dall’indagine,avviata nel mese di luglio 2011, sono emerse  ulteriori piazze di spaccio  individuate nei comuni di Torrenova e Sant’Agata Militello. Localizzati anche i canali di approvvigionamento delle sostanze  stupefacenti: Palermo, Catania e Centuripe (EN), dove la famiglia mafiosa dei tortoriciani  aveva agevolato il contatto con la criminalità locale per aiutare i referenti dei Batanesi.

A svolgere un ruolo determinante i fratelli Alessandro e Mirko TALAMO, che traducevano le disposizioni provenienti dal carcere da parte di CONTI MICA, che a sua volta faceva riferimento ai maggiorenti delle cosche mafiose tortoriciane, agevolato anche dalla parentela con esponenti di spicco del clan.

“Il nome dell’operazione, AFFARI DI FAMIGLIA – spiegano gli inquirenti – scaturisce dal coinvolgimento di alcuni componenti della famiglia di Francesco CONTI MICA nelle attività illegali gestite dal sodalizio criminale ed è diretto a sottolineare il vincolo associativo che unisce tutti gli indagati. Infatti, le disposizioni veicolate dal carcere giungevano agli affiliati del gruppo prevalentemente attraverso Luisa BONTEMPO, madre del predetto, nonché Antonino CONTI MICA, detto Massimo, zio paterno, i quali settimanalmente si recavano presso il carcere di Messina – Gazzi  per effettuare i colloqui parentali”.

Le indagini sono state estese anche ad altri contesti criminali, che hanno avuto essenzialmente  riguardo delle “piazze di spaccio”,  articolate sul territorio egemonizzato dalla locale criminalità organizzata, per cui l’inchiesta giudiziaria avrà certamente ulteriori sviluppi.

Nel corso dell’imponente operazione di polizia sono stati impiegati circa 100 militari, con l’uso di 35 automezzi, e l’ausilio di diverse unità cinofile antidroga ed un elicottero in ricognizione sulla zona di interesse.

Il provvedimento in questione  è stato emesso dal gip del Tribunale di Patti, su richiesta del sostituto procuratore Rosanna Casabona, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti . Dieci gli indagati colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere: Francesco CONTI MICA, di anni 27, ritenuto il capo del gruppo criminale, i fratelli gemelli Alessandro e Mirko TALAMO, di anni 27, considerati i luogotenenti del predetto, nonché gli affiliati Andrea CALA’ CAMPANA di anni 26, Sebastiano GALATI MASSARO , di anni 43, Giuseppe BARBAGIOVANNI (detto gniupinu), di anni 28, tutti di Tortorici, ed ancora Michele BONTEMPO VENTRE, di anni 29, residente a Rocca di Capri Leone, i catanesi Tindaro LA MONICA, di anni 37, e Phil Joe LA MONICA di anni 24, ed infine Simone COSTANZO ZAMMATARO, di anni 23, residente a Centuripe.

Nove gli indagati colpiti dal provvedimento degli arresti domiciliari: Luisa BONTEMPO, di anni 43, Antonino CONTI MICA (Massimo), di anni 36, Maurizio ARCODIA Maurizio (mafia), di anni 26; Caramelo CALA’ CAMPANA, di anni 30, Antonino COSTANZO ZAMMATARO (karate), di anni 32,  Salvatore MARINO GAMMAZZA, di anni 26, tutti di Tortorici, Francesco ANASTASI, di anni 31, di Galati Mamertino, Calogero Salvatore CONTI BELLOCCHI di anni 26, di Torrenova, ed infine, Samuele CHILLEMI, di anni 32 anni, di Milazzo.

Tre gli  indagati colpiti dal provvedimento di obbligo di dimora: CONSALES Giuseppe, di anni 30 di Tortorici, CONTI BELLOCCHI Valentino, di anni 23, di Torrenova, e TALAMO Luca, di anni 25, di Milazzo.

 

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