OPERAZIONE ANTIRICICLAGGIO A REGGIO CALABRIA: TRE MESSINESI TRA I 32 ARRESTATI, TRA CUI UN AGENTE DIA E UN EX DIPENDENTE DEL GRUPPO FRANZA

Ci sono anche tre messinesi tra gli arrestati dalla Guardia di Finanza nel corso dell’operazione anti riciclaggio che ha fatto luce su una vasta organizzazione che attraverso 12 società evadevano il fisco.

Si tratta di Pietro Cammaroto, messinese di origine, 45 anni e agente della Direzione Investigativa Antimafia, del fratello Giuseppe Cammaroto, avvocato di 43 anni, e  di Pietro De Salvatore, avvocato di 51 anni, ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ex dipendente del gruppo Franza.

Come appurato dall’inchiesta  condotta dalla Procura di Palmi,  il riciclaggio partiva dalla Piana di Gioia Tauro e arrivava fino alla Svizzera, passando per Roma, Milano, Benevento, l’Estonia, l’Olanda e Vanuatu, un piccolo atollo del Pacifico, un impenetrabile paradiso fiscale.

L’indagine, avviata parecchi mesi fa dalla Polizia Postale, ha richiesto da subito il coinvolgimento della Guardia di Finanza poiché gli associati, attraverso  12 società che sono state sequestrate (per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro), mediante un consolidato sistema di false fatturazioni, hanno consentito ad imprese ubicate in parecchie altre province italiane di evadere le imposte sui redditi ed imposta sul valore aggiunto per oltre 53 milioni di euro.

Il denaro, frutto prevalentemente di evasione fiscale, veniva trasferito su conti correnti esteri nella disponibilità degli imprenditori e dei professionisti coinvolti oppure, secondo le necessità, riportato in Italia in contanti.

Un consistente sequestro di 101mila euro in contanti, divisi in banconote da 50 euro, è uno dei riscontri più importanti nell’ambito dell’indagine. Il denaro è stato sequestrato alla stazione Termini di Roma alla segretaria di un imprenditore campano con interessi nel commercio all’ingrosso di pneumatici. I soldi, frutto della  vendita in nero delle gomme, erano divisi in buste e destinati a professionisti romani.

Da qui sarebbero stati ulteriormente distribuiti dai promotori dell’associazione ad altri imprenditori disposti a emettere fatture per operazioni inesistenti emesse per false sponsorizzazioni. Il giro coinvolgeva società romane attive nell’organizzazione di eventi motoristici.

Il contante fornito dall’imprenditore campano serviva per ”restituire” il denaro bonificato alle società romane a fronte dell’emissione delle false fatturazioni. A loro volta, tali società, a fronte di altre fatture false emesse da società Estoni, risultate nella piena disponibilità di un avvocato italiano residente in Svizzera, trasferivano tali somme di denaro su conti correnti accesi nella Repubblica Baltica.

Da qui, il denaro veniva trasferito in Olanda quale pagamento di forniture di pneumatici rivolte all’imprenditore campano il quale, quindi, poteva disporre di ingentissime quantità di pneumatici da rivendere sull’intero territorio nazionale in totale evasione d’imposta. In altre occasioni, il denaro veniva trasferito, sempre a fronte di false fatturazioni, su conti correnti accesi presso istituti di credito elvetici da quali poi veniva prelevato in contanti e ritrasferito fisicamente in Italia mediante la tradizionale tecnica degli ‘’spalloni’’.

Oltre ai tre messinesi , in manette  Andrea Pessina, del 1972, di Rho (Milano), imprenditore; Riccardo Bonini, del 1963, di Gallarate (Varese), imprenditore; Roberto Pio Ronzoni Marescalchi, commercialista, nato in Etiopia ma residente in Lombardia, del 1961; Antonio Trifone, avvocato, del 1973, di Avellino; Alessandro Orlandini, del 1962, di Civitavecchia, avvocato; Giovanni Falco, del 1971, di Airola (Benevento), imprenditore; Simona Razzano, del 1973, di Caserta, dipendente prestanome di una delle società coinvolte; Rosaria De Nitto, del 1977, anch’essa prestanome, di Benevento; Cosimo Pastore, del 1961, nato a Torino ma residente a Benevento, imprenditore; Vincenzo Managò, del 1978, di Taurianova, imprenditore; Andrea Sellani, del 1974, di Roma, imprenditore e prestanome; Giuliano Filippetti, del 1974, di Todi (Perugia), anche lui imprenditore prestanome; Paola Pascucci, del 1967, di Viterbo, imprenditore prestanome; Antonio Oliveri, del 1968, di Reggio Calabria, e Paola De Salvo, del 1976, di Palmi, questi ultimi due dipendenti di una società di prestanome; Walter Amici, del 1971, di Roma, imprenditore; Matteo De Pasquale, del 1958, di Varapodio, imprenditore; Arsiero Pignataro, del 1975, di Pessina (L’Aquila), imprenditore prestanome); Aldo Maccarone, del 1953, imprenditore prestanome; Marco Salvati, del 1965, di Roma, imprenditore prestanome; Renato Mattioli, del 1963, di Roma, imprenditore prestanome; Massimo Di Benedetto, del 1969, di Roma, imprenditore prestanome; Antonino Cutrupi, del 1953, di Reggio Calabria, imprenditore; Vincenzo Tripodi, del 1968, di Palmi, imprenditore;  Luciano Gioia, del 1962, di Potenza, imprenditore; Federica Putino, del 1979, di Roma, imprenditore prestanome; Andrea Palma, del 1976, di Roma, imprenditore prestanome; e Pietro Romeo, del 1957, di Melito Porto Salvo, imprenditore.

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