CONSUNTIVO, PICCIOLO: “COMUNE NON PUO’ PROCEDERE PER SPOT. RISPOSTE O COMMISSARIAMENTO”

Il Bilancio Consuntivo 2013 è diventato una brutta bestia non solo per i componenti del Civico Consesso che lo cercano come i “predatori dell’arca perduta” ma anche per i “noti big” della politica.

“Il Comune deve pur dare delle risposte altrimenti merita il Commissariamento” – dichiara il presidente dei Democratici Riformisti all’Ars, Beppe Picciolo, intervistato da noi già ieri sera. “L’Amministrazione insiste a procedere per spot. Non può continuare a farlo per sempre. Deve concretizzare gli impegni pronunciati in quest’ultimo anno per il bene della popolazione. Noi abbiamo un’esigenza che coinvolge la città dal punto di vista dello sviluppo economico: vagliare il Consuntivo insieme al Piano di Riequilibrio, altrimenti il Consiglio non potrà far altro che bocciarlo”.

A chiamare la città affinché si chiariscano le sorti economiche di Palazzo Zanca è la squadra al completo dei Dr (i consiglieri Elvira Amata, Carlo Abbate, Nino Carreri, Nino Interdonato, Rita La Paglia, Santi Sorrenti) compresi i deputati all’Ars, Picciolo e Marcello Greco, che hanno indetto questa mattina nella sala Commissioni, una conferenza stampa avanzando appunto la proposta di esaminare il Consuntivo 2013 parallelamente al Piano decennale 2013-2022. Senza il Piano di riequilibrio è impossibile verificare la compensazione dei passivi.

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Nino Carreri, Elvira Amata e Carlo Abbate, assemblea Dr

“E’ la prima volta dal 1994 – afferma il capogruppo Dr al Comune, Elvira Amata – che non riusciamo ad incardinare il Consuntivo nei tempi previsti dalla legge”.

Le novità sostanziali giungono da Roma perché il Ministero degli Interni ha concesso una proroga al 31 luglio ai Comuni per presentare il Bilancio Consuntivo e l’ha anche pubblicato sul proprio sito ufficiale. A anticiparlo è la direttrice generale del dipartimento regionale Funzione Pubblica e Personale, Luciana Giammanco che lo ha ribadito al parlamentare Picciolo. “Noi abbiamo sempre dato fiducia al sindaco Accorinti, anche troppa – – incalza il deputato -. Siamo stati uniti in una battaglia di verità. Qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità. Il Comune di Messina non risultava preparato alla data di scadenza prestabilita ovvero il 30 giugno. Non aveva preparato il Consuntivo (tranne una bozza) né gli allegati delle Società Partecipate su cui si basa la maggior parte dei debiti. Insomma, il Governo centrale ha lanciato l’ennesima ciambella di salvataggio a tutte le città in difficoltà finanziaria. Sappiamo che gli amministratori precedenti hanno sempre dirottato i debiti sulle Partecipate. Adesso, ci sono limitazioni stringenti da parte della Corte dei Conti da cui i consiglieri non si devono scostare. L’Organo giurisdizionale non perdona su queste tematiche. Non si può votare su una questione che riverbera sul Comune”.

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Marcello Greco, assemblea Dr Comune

E poi il presidente dei Dr invita ad analizzare la condizione di commissariamento di Milazzo come un insegnamento: “Il comune tirrenico è come un faro. Dopo tre anni di dolore, adesso, vede la luce. Accorinti deve chiarezza alla cittadinanza se si parla tanto di trasparenza. La Giunta non ci può chiedere salti nel buio. Già ne vediamo tanti nel contesto della Regione”.
E dove sono finite i famosi 40 milioni di euro promessi dal governatore Rosario Crocetta? Sulle promesse datate e mai soddisfatte forse c’è poco da commentare ma Picciolo puntualizza: “Quei soldi, ammesso che ci siano ancora, erano sicuramente vincolati dalla presentazione tempistica del Piano di Riequilibrio di cui non abbiamo traccia”.

“Il bilancio del Comune risulta in attivo di 6 milioni e 500mila euro – dice il deputato Greco -. Da ridere. Peggio di Genovese e Buzzanca. Vogliamo sapere dall’alto chi governa questa Amministrazione. In questi mesi, abbiamo assistito a scene di cui non avremmo voluto neanche discutere: dalla bandiera della pace sventolata davanti l’Arma dei Carabinieri al cero votivo. Abbiamo bisogno di gesti concreti per fare andare avanti Palazzo Zanca che non può risparmiare sul cero votivo ma deve scovare i debiti nelle Partecipate, segnalare le mancanze delle vecchie gestioni e rendere partecipe il Consiglio comunale di tutto. Questo organo istituzionale deve poter interagire con la Giunta perché dovrà approvare i conti dell’Ente, passaggio fondamentale per dichiarare eventuale dissesto. Non si può far finta che i bilanci non debbano passare attraverso la valutazione dei consiglieri”. (@MARCELLA RUGGERI)

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