VIVONO IN AUTO CON UNA FIGLIA MALATA, UNIONE INQUILINI LI AIUTA A OCCUPARE UNA CASA ABBANDONATA

Moglie e marito, con una figlia minorenne affetta da una malattia respiratoria, costretti a vivere in auto. Fino a quando, oggi, l’Unione Inquilini di Messina, insieme al circolo Peppino Impastato di Rifondazione comunista, non ha dato loro un alloggio. In un modo o nell’altro.

A raccontare il dramma per niente isolato di questa famiglia, costretta a ricorrere al rimedio dell’occupazione abitativa, è la stessa Unione Inquilini che “da sempre sostiene, con le sue battaglie, il diritto di tutti i cittadini all’abitare, sancito dalla Costituzione”.

“Stamattina – affermano i rappresentanti dell’associazione – una famiglia che versa in stato di difficoltà economica ha riaperto, con il sostegno dell’Unione Inquilini di Messina e dei militanti del circolo Peppino Impastato di Rifondazione comunista, un alloggio abbandonato da almeno una decina di anni in una traversa del viale della Libertà. La famiglia, composta da tre persone, di cui una minore affetta da patologie respiratorie, si trova nella materiale impossibilità di potere accedere al mercato privato degli affitti, ragion per cui aveva trovato in una vettura la propria abitazione di fortuna da una decina di giorni”.

L’Unione Inquilini ritiene “insostenibile questa situazione”. “La graduatoria comunale degli alloggi Erp – prosegue – si limita a 25 case, mentre la domanda è decisamente più elevata e gli affitti diventano inaccessibili per l’impennata della crisi. A questo si aggiunge il notevole ritardo da parte delle istituzioni competenti di intervenire per i morosi incolpevoli garantendo loro l’accompagnamento sociale presso un’abitazione alternativa ai sensi del decreto legislativo 124/2013”.

L’azione di oggi si inserisce “in maniera dirompente nel vuoto istituzionale”. E’ fondata convinzione dell’associazione che le politiche abitative recenti non solo non abbiano segnato un avanzamento rispetto al passato nei confronti della crisi abitativa, ma che addirittura si registri “un imbarbarimento della situazione sociale che si palesa anche nell’articolo 5 del Piano Casa del Governo Renzi, che risolve il problema della casa come una questione di ordine pubblico, bypassando la disperazione che caratterizza gli animi dei nuclei familiari costretti a situazioni precarie”.

L’organizzazione, mediante l’ausilio dei “senza casa”, ha stilato un elenco parziale di una quarantina di immobili pubblici non utilizzati o in stato di palese degrado: “Per queste ragioni, continueremo su questa linea di azione fino a quando non otterremo delle risposte chiare da tutti i soggetti chiamati in causa”.

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