COLONIE FELINE, FLOP DELL’ORDINANZA ACCORINTI. GLI ANIMALISTI: “TESTIMONI DI UN MASSACRO”

Promulgata dalla giunta Accorinti la scorsa primavera, l’ordinanza a tutela delle libere colonie feline avrebbe potuto rappresentare, sulla scia di quanto ormai da tempo accade in moltissime città italiane, un primo provvedimento attraverso il quale arginare abusi, violenze, maltrattamenti ed episodi di intolleranza.

A distanza cinque mesi dalla sua entrata in vigore però il testo del provvedimento, adottato su pressione delle associazioni animaliste che si occupano di felini, si è rivelato inconsistente e improduttivo.

Incapace di inaugurare una politica in grado di assicurare tutela dei felini e sostegno pieno e condiviso all’azione dei volontari, sui quali questa amministrazione così come le precedenti preferisce scaricare responsabilità giuridiche, morali ed economiche che la normativa invece attribuisce ai Comuni, l’ordinanza a tutela delle colonie feline si è dimostrata ad oggi un provvedimento volutamente deficitario.

cartello4Completamente disattese le aspettative del volontariato animalista, in modo particolare quelle delle gattare, che aveva dato credito alle promesse maturate nel corso della campagna elettorale e che adesso si sente tradito:  “Ci sentiamo profondamente umiliati, offesi, presi in giro – denuncia Cinzia La Spada gattara da oltre dieci anni impegnata sul territorio –  ogni giorno, ogni notte riceviamo dai vigili urbani decine di chiamate per far fronte ad altrettante emergenze. Soccorriamo animali feriti lasciati a morire sull’asfalto, assistiamo a un crescendo di atrocità commesse su cuccioli appena nati, gatte gravide, massacri indiscriminati di colonie feline. Siamo semplici cittadini – tuona la volontaria – sui quali Asp e Comune continuano a scaricare compiti e funzioni che spettano a questo sindaco e alla sua giunta”.

E’ un fiume in piena Cinzia, portavoce di un malessere largamente diffuso tra coloro che si occupano di randagi e che da tempo denunciano una condizione che vede il Comune di Messina consapevolmente inadempiente: “Non esistono solo l’isola pedonale, i tir, l’immondizia, perché una città possa essere degna di questo nome anche gli animali che ci vivono devono essere rispettati e tutelati coi fatti – precisa l’animalista – non con le chiacchiere. Nelle ultime settimane una gatta di pochi mesi, investita e lasciata in strada, è stata soccorsa e ricoverata in una clinica veterinaria a pagamento perché non esistono strutture convenzionate, sebbene i randagi per legge appartengano al sindaco”.

Affetta da ernia diaframmatica, conseguenza dell’incidente stradale, la gatta è stata sottoposta ad un intervento chirurgico: “400 euro, più terapia – spiega Cinzia – che ho potuto sostenere grazie alle donazioni che sono arrivate attraverso Facebook”.

Sterilizzazioni, primo soccorso, difesa e cura delle colonie, interventi nei condomini, dove la normativa che vieta di rimuovere le colonie che qui risiedono viene disattesa, sono solo alcuni degli interventi posti in essere dai volontari sempre più allo stremo: “Non riusciamo ad affrontare l’ignoranza di quanti sostengono che un’animale al quale è stata spezzata la colonna vertebrale, da un codardo che non si è fermato a soccorrerlo – racconta Cinzia – debba essere soppresso. Soluzione che qualcuno aveva ipotizzato per un gatto recuperato a Santa Lucia sopra Contesse qualche settimana fa, che adesso ha trovato famiglia a Torino”.

Altrettanto chiara è la posizione dell’animalista in merito alla carenza di fondi dichiarata dall’amministrazione comunale, motivazione alla base dei mancati interventi: “Il Comune replica ad ogni nostra sollecitazione sostenendo di non avere soldi, salvo poi trovarli per pseudo feste della cultura e dell’integrazione e un mercato da 900 mila euro, tutto questo  – denuncia la volontaria – mentre noi continuiamo ricoprirci di debiti: non abbiamo 300 o 600 euro a settimana per affrontare le emergenze che Asp e Comune comodamente scaricano su di noi”.

Il testo del provvedimento a tutela delle colonie, che avrebbe dovuto perfezionarsi con l’istituzione di un registro delle gattare da inquadrare, allo scopo di riconoscerne e tutelarne attività di volontariato ed incolumità, come ausiliarie del Comune, con l’affissione di apposita cartellonistica da ubicare in diverse aree della città ed all’interno dei condomini, allo scopo di divulgare e far conoscere contenuti dell’ordinanza e le norme di legge che tutelano le colonie e puniscono gli autori di abusi e maltrattamenti, e con formazione dei vigili urbani per legge chiamati ad intervenire direttamente in caso di sinistro stradale, è rimasto alla prova dei fatti lettera morta.

“Gli interventi a tutela degli animali che vivono sul territorio, secondo quanto stabilito dalla legge 15/2000 – sottolinea Cinzia –  spettano alle amministrazioni cittadine in collaborazione e non in stato di delega permanente con le associazioni animaliste come invece accade da noi. Siamo stanche di essere sfruttate, stanche di non vedere riconosciuti i diritti degli animali, stanche di constatare che persino una petizione sottoscritta da centinaia di cittadini indirizzata a questo sindaco viene ignorata”.

Stremati da una condizione, che solo attraverso l’impegno di un’autorità centrale sarà possibile contrastare, gli animalisti incalzano l’amministrazione Accorinti mentre sul territorio, nelle ultime ore, gli episodi di maltrattamento si susseguono a ritmo incalzante: “Abbiamo bisogno di aiuto – conclude Cinzia – siamo cittadini ai quali sono state fatte delle promesse e questa amministrazione ha il dovere politico, morale e giuridico di mantenerle”. (@Emma_De_Maria)

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