Trasporti Stretto, Garante: “Tutta colpa di Tremestieri. Nessun cartello tra compagnie di navigazione”

“Le condizioni del mercato del trasporto merci nello Stretto di Messina sono state alterate in modo decisivo dalle anomalie strutturali che gravano su Tremestieri”. Anomalie che “ostacolano il pieno confronto concorrenziale tra i vettori (in presenza dell’accordo di interlining) e compromettono le possibilità di un equo accesso al mercato da parte della concorrenza potenziale”. Lo stabilisce l’Agcm che, come si apprende dal bollettino numero 50 di oggi, 29 dicembre, delibera di non intervenire contro Caronte&Tourist Spa, Rete Ferroviaria Italiana Spa, Bluferries Srl, Meridiano Lines Srl, Ustica Line Spa, Terminal Tremestieri Srl e Consorzio Metromare in relazione all’intesa contestata in violazione dell’articolo 2 della legge 287/90, sulle intese restrittive della libertà di concorrenza, e dell’articolo 101 del Tfue (Testo sul funzionamento dell’Unione Europea), che vieta gli accordi tra imprese e le pratiche concordate atti a impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato. Insomma, nessun cartello da parte dei vettori. Né per aumentare le tariffe, né per tenere ai margini potenziali competitor e boicottare il cosiddetto secondo approdo a beneficio della rada San Francesco e del porto storico. In questo caso, la colpa è unicamente dell’inadeguatezza dello scalo.

Il provvedimento numero 25231, assunto nell’adunanza dello scorso 11 dicembre dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, è impugnabile davanti al Tar. E’ altrettanto possibile presentare ricorso straordinario al presidente della Repubblica. L’istruttoria è stata avviata il 26 giugno 2013 per verificare “l’esistenza di un’intesa unica e complessa tra gli operatori attivi nel mercato del trasporto marittimo nello Stretto di Messina (merci, autovetture e passeggeri), volta alla concertazione sui prezzi e alla ripartizione del mercato e tale da sterilizzare l’ingresso dei nuovi entranti, anche alla luce dei significativi aumenti di prezzo registrati nel trasporto merci, autovetture e passeggeri”.

Nessuna anomalia, secondo l’Agcm, proprio a cominciare dalle tariffe: “Dagli accertamenti istruttori non sono emersi contatti e/o scambi di informazioni tra le parti in ordine alle politiche tariffarie, con la sola eccezione di quanto previsto nell’accordo di interlining per la gestione del voucher. Con tali presupposti, le tariffe sono state esaminate tenendo conto della struttura oligopolistica del mercato, nonché della tipologia di servizio prestato e della relativa semplicità della struttura tariffaria (per i passeggeri, per le autovetture e in parte per le merci), fattori che rendono inevitabile un certo grado di trasparenza sulle condizioni di prezzo e sui quantitativi offerti e a determinate condizioni potrebbero favorire una certa correlazione nelle dinamiche tariffarie dei vettori come esito spontaneo del mercato”.

Spostandosi sul versante del secondo approdo, nota dolente soprattutto in funzione del decongestionamento del traffico cittadino, totalmente alla mercé dei tir, “il suo ruolo decisivo è emerso nel corso del procedimento”. Pertanto, “sono stati svolti approfondimenti per verificare l’esistenza di eventuali strategie concertate poste in essere dai vettori, anche attraverso l’impresa comune Terminal Tremestieri, che gestisce l’omonimo porto, volte a dirottare i mezzi pesanti da Tremestieri agli altri porti di Messina, da cui partono le rotte più brevi e dunque più convenienti, con l’intento di ripartire il mercato”.

Secondo il Garante, tuttavia, “è escluso che l’impresa comunale Terminal Tremestieri, d’intesa con le imprese azioniste (Caronte&Tourist, Bluferries e Meridiano), abbia avuto un ruolo determinante nel produrre il crescente e duraturo sottoutilizzo del terminal di Tremestieri a beneficio dei porti cittadini. Infatti – prosegue – considerata la cronica congestione del porto (spesso utilizzabile solo in parte) molti autotrasportatori che necessitano di minimizzare i temi di trasporto complessivi hanno ritenuto preferibile utilizzare i porti cittadini, a prescindere dai prezzi (e dal rischio di incorrere in sanzioni da parte della polizia municipale)”.

In altri termini, aggiunge l’Agcm, “pur in un contesto caratterizzato da significative criticità di natura infrastrutturale, non risultano elementi sufficienti a confermare l’ipotesi di un coordinamento strategico tra i vettori – anche mediante l’impresa comunale Terminal Tremestieri – finalizzato al sottoutilizzo di Tremestieri”.

Nel proprio provvedimento, il Garante ricorda di avere inviato, “già nel luglio 2014, constatata l’urgenza di intervenire per rimuovere le problematiche emerse, una segnalazione all’Autorità portuale di Messina in occasione della pubblicazione del bando di gara per la nuova concessione di Tremestieri (scaduta a settembre 2014), invitando l’Ap ad assumere tempestivamente le misure strutturali necessarie a far sì che la gara si svolgesse in un contesto di effettiva apertura concorrenziale”. La gara, rammenta l’Agcm, “è andata deserta: permane dunque – ammonisce – l’esigenza di affrontare le gravi distorsioni strutturali che hanno alterato negli anni scorsi il normale funzionamento del mercato del trasporto marittimo merci nello Stretto di Messina, in modo da consentire un uso pro-concorrenziale dell’infrastruttura”.

Volendo leggere il tutto da un’altra prospettiva, si deduce che non serve che le compagnie di navigazione si mettano d’accordo. Perché nulla cambi, è sufficiente insistere sul considerare il porto di Tremestieri l’unica risposta al traffico pesante in città. Non sarà un caso, del resto, che la gara per la nuova concessione sia andata deserta. (@FabioBonasera)

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