Energia sostenibile, il Comune di Messina aderisce al Patto dei Sindaci

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“Il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) è un’iniziativa per cui paesi, città e regioni si impegnano volontariamente a ridurre le proprie emissioni di CO2 oltre l’obiettivo del 20%.
Il Comune di Messina ha aderito al Patto dei Sindaci con Delibera del Consiglio Comunale n.45/c del 10 maggio 2011″, si legge sul sito del Comune di Messina. E così, dopo due sedute andate deserte o quasi (il numero legale non è stato raggiunto), questa sera, il consiglio comunale (una ventina dei suoi membri) ha approvato la proposta di delibera sul PAES presentata dall’assessore Gaetano Cacciola, anche lui in aula durante i lavori. L’acronimo sta letteralmente per piano d’azione per l’energia sostenibile e rientra fra le misure che potrebbero rendere Messina una città semplicemente più normale di quanto non sia, ponendola al passo con realtà un po’ più attente all’impatto che l’energia ha sull’ambiente.
Ironica la reazione incredula dell’amministratore all’esito della votazione, favorevole come questa giunta non è certo abituata. Poco meno di due ore per discutere emendamenti presentati da consiglieri dei diversi gruppi, non tutti approvati dai colleghi (come nel caso delle modifiche proposte da Nina Lo Presti).

Come riportato anche sul sito web del Comune, le fasi di lavoro prevedono diversi step: dall’approvazione della delibera di Consiglio Comunale di adesione al Patto dei Sindaci alla predisposizione di un Inventario delle Emissioni di CO2 (Baseline) del territorio comunale analizzando sia dati del consumo diretto della Pubblica Amministrazione (illuminazione pubblica, edifici pubblici…) e il consumo dei residenti e degli utenti che gravitano sul territorio, fino alla redazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), in cui sono affrontate le strategie da mettere in campo per ottenere l’obiettivo 20-20-20.
E ancora il rafforzamento delle competenze energetiche all’interno dell’Amministrazione Comunale e dei tecnici che operano sul territorio nonchè la sensibilizzazione della cittadinanza sul processo in corso e l’inserimento delle informazioni prodotte in un’apposita banca dati e conseguente comunicazione all’Unione Europea oltre alla predisposizione di un sistema di monitoraggio degli obiettivi e delle azioni previste dal PAES. (Eleonora Urzì)

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