Oscar: the day after

Ed anche quest’anno il rito degli Oscar è stato celebrato, rito che ha fatto fare le ore piccole a migliaia di appassionati che sono sopravvissuti al twitting selvaggio ed agli strafalcioni di Sky.

Premi piuttosto prevedibili (persino il sottoscritto, che notoriamente non ne azzecca una, quest’anno è riuscito ad indovinare i premi più importanti), ma nel complesso giusti, polemiche ridotte al lumicino (brutta notizia per chi vive di soli clic) e almeno quattro momenti altissimi.

Vince Birdman che porta a casa quattro statuette “pesanti”: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia. Resta l’amaro in bocca per il mancato premio come attore protagonista a Michael Keaton che forse avrebbe meritato più per una questione di anzianità che per la performance in sé: performance notevole, ma in effetti il vincitore, Eddie Redmayne,  è stato straordinario nell’interpretare Stephen Hawking ne La Teoria del Tutto. Scontati gli altri premi agli attori: Julianne Moore che vince per la sua interpretazione da protagonista in Still Alice, Patricia Arquette che porta a casa la statuetta come attrice non protagonista per Boyhood e il magnifico J.K. Simmons premiato come attore non protagonista per Whiplash, film che è uscito in Italia in pochissime copie, ma che nelle prossime settimane probabilmente si allargherà forte di un passaparola potentissimo.

Un pezzo di gloria anche per l’Italia  grazie alla bravissima Milena Canonero, al suo quarto Oscar  premiata per i costumi di Gran Budapest Hotel che è il film che esce sconfitto dalla serata, ma che, a mio giudizio, non poteva competere con gli altri nominati.

Per completare il quadro dei premi più importanti:  Ida vince il premio come miglior film straniero, Big Hero 6 come miglior film di animazione (premio un pelo esagerato, ma lo scandalo dell’esclusione di The Lego Movie si è consumato già mesi fa, quando sono state annunciate le nomination) e Citizenfour come miglior documentario. Quest’ultimo uscirà a giugno nelle sale italiane grazie all’impegno di I Wonder Pictures che continua ad avere nel suo listino prodotti di altissima qualità.

Ovviamente non poteva mancare la polemica italiana: quest’anno a far infuriare i nostri concittadini, sempre attenti alle cose importanti, è stata la mancata menzione di Francesco Rosi, regista scomparso recentemente, nella tradizionale clip  che ha onorato le star scomparse nell’anno precedente. Polemica sterile e sostanzialmente inutile, anche se magari, grazie ai titoloni roboanti dei giornali, qualcuno potrebbe anche avvicinarsi all’opera del regista ed onorare così in maniera più efficace la sua memoria.

La serata degli Oscar però è vista più per lo sfarzoso show che viene messo in scena che per i premi in sè: la conduzione di Neil Patrick Harris è stata piuttosto noiosa fatta eccezione per l’omaggio iniziale a Birdman.

Ridateci Ellen DeGeneres!

I momenti però altissimi non sono mancati: due discorsi memorabili e due star che hanno ipnotizzato ed emozionato il pubblico.

Il discorso di Graham Moore è stato toccante:

Quando avevo 16 anni ho tentato il suicidio. Mi sentivo strano, diverso e mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. Ed adesso sono qui e mi piacerebbe che questo momento sia dedicato a quel ragazzino lì fuori che si sente strano, diverso o che non si sente adeguato in nessun posto. Si, lo sei. Te lo giuro lo sei. Lo sei. Resta strano, resta diverso. E quando sarà il tuo turno di stare su questo palco, dai lo stesso messaggio alla prossima persona che arriva.

Il video del discorso lo trovate all’interno di questo articolo.

Un altro discorso memorabile è stato quello di Patricia Arquette che ha dato lezioni di invecchiamento a quelle gallinacce di Hollywood piene di silicone. Per quanto mi riguarda è lei che vince il premio come donna più bella della serata.

Dopo i doverosi ringraziamenti, ha fatto letteralmente impazzire il pubblico dicendo:

“Ad ogni donna che partorisce, ad ogni contribuente e cittadino di questa nazione, noi abbiamo combattuto affinchè tutti avessero uguali diritti. E’ il nostro turno di avere parità di salari una volta per tutte, e pari diritti per le donne degli Stati Uniti d’America”

Particolarmente infervorata Meryl Streep, come potete vedere alla fine della clip.

 

Però i due momenti migliori li hanno regalati John Legend & Common premiati con l’Oscar per la miglior canzone, Glory, per il film Selma.

Canzone che hanno interpretato così

 

Ma la migliore performance in assoluto ce l’ha regalata Lady Gaga, bravissima nel suo omaggio a Tutti Insieme Appassionatamente

E infine rifatevi gli occhi con un po’ di foto.

(U.P.)

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