Assenteismo alla Provincia, l’Ente si costituisce parte civile. Ecco chi sono gli indagati

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta che ha coinvolto 59 dipendenti, da Palazzo dei Leoni giunge una nota che annuncia la volontà dell’ ente guidato dal Commissario Filippo Romano di costituirsi parte civile.

“In particolare, in vista dell’attivazione delle procedure disciplinari – si legge in un comunicato –  l’Amministrazione ha richiesto agli organi giudiziari la documentazione relativa alla chiusura delle indagini. L’Ente, sin dall’inizio dell’attività investigativa, aveva attivato controlli interni nell’ambito di una collaborazione fattiva con l’autorità giudiziaria. L’Amministrazione si costituirà parte civile a tutela dell’Ente, fermo restando la presunzione di innocenza costituzionalmente garantita fino all’emanazione di sentenza passata in giudicato per ognuno degli indagati”.

Sono complessivamente 59 gli indagati che hanno avuto notificato da parte della Digos l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta avviata dal pm Antonio Carchietti.

Coinvolti alti dirigenti e semplici impiegati, accusati di truffa allo Stato, per aver utilizzato il badge per risultare presenti anche quando non lo erano, con un coinvolgimento reciproco tra i colleghi che si scambiavano il favore.

La Digos prese in osservazione il periodo del dicembre del 2012, gli accertamenti scattarono il 6 e si conclusero quasi sotto Natale.

Ecco i  nomi degli indagati: Rosario Anastasi, Francesca Sofia, Teodora Scandurra, Paola Franciò, Umberto Andò, Demetrio La Torre, Giuseppe Di Giorgio, Salvatore Gullì, Giovani Pinto, Graziella Currenti, Santo Arrò, Andrea Valenti, Caterina Basile, Pasquale Retti, Antonino Bonansinga, Ettore Grimaldi, Gaetano Mangano, Roberto Branca, Giovanni Liotta, Antonino Infondenti, Santi Paladino, Anna Burrascano, Giovanni Tripodo, Rosario Bruschetta, Antonino La Camera, Carmela Caiezza, Giorgina Rosaria Caruso, Giuseppe Parisi, Daniela Cafeo Cucé, Giovanni Loria, Placido Giordano, Salvatore Libro, Alfio Tiano, Giuseppe Gemelli, Santo Mondello, Mario Micali, Maurizio La Spina, Maria Caputo, Nicola Libro, Rosario Mondelli, Orazio Lombardo, Maria Giovanna Militello, Rosa Arnò, Carmelo Gambadoro, Natale Chillemi, Domenica Mangraviti, Domenica Di Fini, Angela Rosalba Melita, Daniele Santi Piccione, Giuseppe Giacobbe, Alfredo Misitano, Luigi Triglia, Marisa Passalacqua, Cosimo Pistorino, Santo Patané, Angela Criscillo, Carmela Sedia, Francesco Cristaudo e Santo Bonasera.

Secondo quanto emerso dalle indagini, due indagati ovvero Rosario Mondelli e Santo Bonasera, si sarebbero anche resi responsabili del danneggiamento delle telecamere istallate dalla Digos per il monitoraggio. Il 10 dicembre del 2012 Mondelli si è reso evidentemente conto che era stata installata una telecamera dagli investigatori  nel corridoio del piano terra vicino all’ingresso principale di corso Cavour della Provincia, quindi ha preso un bel bastone telescopico («si muniva di bastone allungabile») e ha cominciato a menare fendenti a destra e a manca fin quando la telecamera si è frantumata («rimossa dal suo alloggiamento prendeva a penzolare e, ulteriormente colpita dall’indagato, subiva il distacco del circuito»).

Bonasera si è accorto di un’altra telecamera il 14 dicembre. Era stata collocata all’altro ingresso di via XXIV Maggio, ha dunque preso il manico di una scopa e ha spostato le telecamere una per volta, rivolgendole verso il muro.

 

 

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