Braccialetto elettronico per dirigenti di Messinambiente: 5 arresti, coinvolti anche imprenditori

Stamane la Sezione di Polizia Giudiziaria-Aliquota Polizia di Stato della Procura di Messina, unitamente a personale del locale Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Messina, ha dato esecuzione ad una misura cautelare con cui il Gip c/o il Tribunale di Messina Dott. Giovanni De Marco, su richiesta del Procuratore Agg. Dott. Sebastiano Ardita e del Sost. Proc D.ssa Stefania La Rosa, ha disposto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di 5 persone, tra Dirigenti di Messinambiente ed Imprenditori.

DI MARIA ARMANDO -
Armando Di Maria

Gli indagati raggiunti dalle misure di arresto sono: Armando Di Maria, commissario liquidatore fino a marzo 2014, gli imprenditori Marcello De Vincenzo e Francesco Gentiluomo, il broker Antonino Buttino titolare della società BCM Insurance Broker srl,  e il responsabile amministrativo Nino Inferrera, funzionario amministrativo-contabile di Messinambiente, accusati dei reati di corruzione e truffa aggravata.

Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, avviata nel 2013 dalla quale è emersa la sistematica violazione della normativa prevista dal codice degli appalti per quel che concerne l’acquisizione di servizi e forniture da parte di enti e società pubbliche.

Ad entrare nel dettaglio il Procuratore Capo Dr Guido Lo Forte, che all’inizio della conferenza stampa ha dichiarato che a dare l’imput alle indagini sono state e denunce del Sindaco Renato Accorinti.

“Sono stati accertati episodi di corruzione, e quella emersa oggi è solo la punta dell’iceberg.  Messinambiente ha funzionato come una macchina mangiasoldi, finanziata dagli enti pubblici: il numero degli indagati è destinato ad aumentare” ha concluso il procuratore.

 

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