Comitato Giovani No Muos di Messina: a Palazzo dei Leoni due giorni “in direzione ostinata e contraria”

Due giorni per approfondire il dibattito su una scuola alternativa, e sull’uso della repressione nei confronti delle occupazioni alla luce di quanto accaduto nella nostra città. E’ l’obiettivo del Comitato Giovani No Muos di Messina, che hanno organizzato a Palazzo dei Leoni la “prima giornata nazionale contro la repressione  e per una scuola alternativa”,  citando De’ Andrè, “in direzione ostinata e contraria”.

Ecco il PROGRAMMA:

28 Gennaio “Un’altra scuola è possibile”
h.16 presso la Sala Consiglio dell’ex Provincia – Palazzo dei Leoni

introduce: Roberto D’Andrea (Rappresentante del Liceo La Farina)

intervengono:
– Francesco D’Uva (Parlamentare M5S)
– Ivana Risitano (consigliera comunale CMdB)
– Antonella Arena, Federico Martino (Comitato per la Democrazia Costituzionale)
– Alessandra Minniti (SEL – Sinistra Italiana)
– Dario Morgante (Presidente Consulta Provinciale degli Studenti)
– Francesco Greco (Presidente emerito CPS Messina)
– Casa Rossa [email protected] Messina
– Interventi e domande
Modera Tonino Cafeo (giornalista freelance)

29 Gennaio: “La repressione ai tempi di Renzi”

Mattina h.09 Assemblea con gli studenti presso il Salone delle Bandiere – Palazzo Zanca
Pomeriggio h.16 presso la Sala Consiglio dell’ex Provincia;

introduce Nicola Ialacqua, Rappresentante del Liceo La Farina
intervengono:
– Erasmo Palazzotto (Deputato Sinistra Italiana)
– Italo di Sabato (Presidente Osservatorio sulla Repressione)
– Claudia Candeloro (Segretario nazionale GC)
– Giuseppe Ialacqua (GC Bologna, Comitato Giovani No Muos)

– Interventi e domande
Modera Antonio Mazzeo (insegnante e giornalista)

“Nella nostra città  – scrive il comitato – sono quasi 20 anni che non si sgombera forzatamente una scuola occupata, più di 50 studenti, di cui la maggior parte minorenni, scacciati alle prime luci del mattino dalle loro scuole, portati in questura e denunciati, nel caso del Liceo Classico La Farina sono già cominciate le indagini preliminari con i primi interrogatori.
A seguito di quel primo sgombero alle 7 del 29 Novembre, la solidarietà che ci è arrivata è stata significativa, all’appello degli ex studenti del La Farina si sono aggiunte moltissime firme cittadine e nazionali che ora cerchiamo di riunire in una due giorni di respiro nazionale sul tema della Repressione.
Ma non soltanto il mondo della scuola, anche quello delle lotte sociali è sistematicamente colpito dalla repressione del governo e della polizia. Recentemente è arrivata l’indegna proposta da parte del governo di un risarcimento di 45mila euro per le vittime delle torture perpetrate alla caserma di Bolzaneto nel 2001; la repressione dei movimenti No Muos, No Tav, che ha portato alla condanna di molti attivisti.
In particolare, nella nostra città abbiamo assistito al “Caso Tendagate”, per il quale due attivisti sono stati processati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Qualcuno ci voleva muti e soli tra le aule di scuola e le aule giudiziarie, ma “voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo”.

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