L’ex Sindaco di Mazzarrà si difende cantando: Salvatore Bucolo attacca la magistratura, “si può essere grandi stronzi”

Una difesa di stampo berlusconiano. Salvatore Bucolo, l’ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea ( comune della omonima discarica, sciolto per mafia  lo scorso ottobre) tornato in libertà dopo cinque mesi di custodia cautelare, ha sfogato su youtube le sue riflessioni post-carcerazione.

Un monologo dalla sua scrivania, preceduto da una performance lirica che ha voluto dedicare ai detenuti di Gazzi e di tutte le carceri italiane: il Nessun Dorma dalla Turandot di Puccini, che lo ha accompagnato anche nel giorno del suo arresto, l’8 settembre del 2015, nell’ambito dell‘operazione “riciclo” sulla gestione della discarica di Mazzarrà.

“Per me ha un alto significato, perchè l’8 settembre 2015 giorno del mio arresto, ricordo che  il primo giorno della mia carcerazione ho cercato di farmi conoscere a Gazzi per la mia passione per la lirica. Sono entrato cantando “Vincerò” accompagnato dalla guardia di finanza di Messina, per un presunto peculato”.

Ma i ricordi del carcere, di quei “ben 17 giorni assieme ai detenuti, di cui ho un ricordo positivo, perchè ho incontrato spacciatori, truffatori e criminali, ma anche persone perbene” fanno presto da viatico per un discorso diretto all’amministrazione della giustizia, “perchè in carcere ci stanno anche le vittime della giustizia”.

E’ in questa fase che Bucolo attacca i magistrati, “uomini che spesso o per superficialità pensano di essere superuomini gestendo la libertà e di conseguenza la vita degli altri. Ci sono persone grandi nella lirica come Pavarotti, e nella magistratura come Falcone e Borsellino e tanti altri magistrati di cui non conosciamo i nomi, ma ci sono anche magistrati che hanno costruito la loro carriera politica demolendo la vita degli altri.”

Bucolo proclama la propria innocenza, e non fa nomi, ribadendo però che ” Si può essere grandi: ma anche grandi stronzi”.

A sostegno della sua tesi porta ad esempio i casi eclatanti come quello dell’ex presidente delle misure di prevenzione Silvana Saguto  e dell’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo. “Li cito – ha detto Bucolo – per dirvi che anche nel mondo della magistratura, ci sono persone che pensano di essere al di sopra degli altri e che approfittano del loro ruolo per guadagnare denaro ma soprattutto per schiacciare gli altri e dimostrare di essere dei superuomini”.

L’ex sindaco chiude con un appello ai politici sulla riforma carceraria (tema che lo accomuna a colleghi di partito vecchi e nuovi, che hanno sperimentato come lui la detenzione). “Si esce dal carcere in una condizione psicologica e morale peggiore di quando vi entra. E chi vi entra da innocente ne uscirà da delinquente, per cui bisogna riformare anche il carcere e farlo divenire un luogo privilegiato dove l’essere umano possa risignificare il proprio vissuto e possa, ritornando nella società civile, avere dei valori e comprendere che bisogna fare il bene ed evitare il male”.

Salvatore Bucolo, il cui fratello Angelo è attualmente in carcere con l’accusa di associazione mafiosa e detenzione di armi nell’ambito dell’inchiesta Gotha V, saluta i suoi amici da politico navigato, ribadendo anche a se stesso di essere “un giovane che ha voluto fare politica per servire la propria comunità ed è stato il Sindaco: sempre affettuoso, disponibile, umile e sorridente”.

“Il sorriso non l’ho perso nemmeno il giorno del mio arresto – ha concluso Bucolo –  non l’ho perso durante la detenzione in carcere e non lo sto perdendo neppure oggi”. (@Pal.Ma)

 

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