Genovese show al Palacultura, Luigi candidato alle Regionali “nel nome del padre”

Cosi sia. Dalla Luna al Palacultura, passando dal Pd a Forza Italia, il potere politico della famiglia Genovese, da oggi ufficialmente ereditato dal giovanissimo Luigi, sembra essere sopravvissuto a processi e scandali giudiziari. Questo almeno il messaggio da comunicare, luigi_genoveseattraverso una impeccabile organizzazione, dove di certo non si è badato a spese: maxischermi, dieci bus straripanti di gente da tutta la provincia, giornalisti in prima fila, baci e pacche sulle spalle, pezzi di potere economico e sociale della città, consiglieri comunali, avvocati, commercialisti, tanti giovani, hostess a distribuire i “santini” e un buffet per ringraziare gli intervenuti. E poi la presenza dei big di Forza Italia: il coordinatore regionale, Gianfranco Miccichè, il responsabile delle politiche sindacali, Renata Polverini e il vicepresidente della Regione in pectore, Gaetano Armao. Tanto da far diventare l’evento una vera convention, più che la presentazione di una candidatura.

Una prova di forza o un atto di presunzione? Di certo i numeri di Francantonio Genovese hanno rivitalizzato Forza Italia, tanto da far dire a Miccichè che “stavota non c’è spisa pi nnuddu”.

micciche_luigiE proprio Gianfranco Miccichè, che nei suoi anni accanto a Dell’Utri e Cuffaro ha acquisito una certa disinvoltura a sorvolare sulle questioni morali, è entrato diretto sulla vicenda Genovese: “Non prendiamoci in giro – ha detto rivolto al giovane rampollo –  Tu non saresti qui se non avessero fatto quello che hanno fatto a tuo padre. Luigino mio hai un compito difficile, hai delle responsabilità importanti. Devi ringraziare la tua famiglia per quello che fa e farà per te”. E  poi, guardando la sala non resiste: “se io avessi i voti della metà delle persone che sono qui sarei tranquillo, sarei eletto….sono un po’ invidioso”.

Dal canto suo Luigi, con i suoi 21 anni, trasforma in entusiasmo la rabbia di dover continuamente giustificare la sua corsa ad una poltrona pesante, senza alcuna esperienza di politica attiva se non quella scolastica e in un contesto dove anche il linguaggio degli avversari non fa sconti. Certo dire “sarei candidato anche senza questo cognome, perchè conta l’entusiamo” o puntare sulla fuga dei giovani come conseguenza di una “cattiva politica” tradisce una ingenuità che potrebbe essere fraintesa come il massimo della presunzione. E’ invece inequivocabile quando riconosce di essere “un ragazzo fortunato” che vuole “dimostrare di essere capace di portare avanti un’idea con la passione politica trasferita dalla famiglia”.

Buona la prima, la vera sfida sarà oltre la “zona confort” di una platea organizzata. Di certo quella di Luigi Genovese sarà una responsabilità condivisa, anche da chi lo voterà. (@Palmira Mancuso)

 

 

 

 

 

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