Operazione Riciclo su Tirreno Ambiente a Mazzarrà Sant’Andrea: a giudizio l’ex sindaco Bucolo e i vertici della società

bucolo1Il gup di Barcellona Fabio Processo ha rinviato a giudizio l’ex sindaco Salvatore Bucolo e gli ex amministratori della stessa società mista Tirrenoambiente che si sono succeduti nel Cda: Giuseppino Innocenti, 64 anni, di Borgo Vercelli; Giuseppe Antonioli, 56 anni, di Borgomanero; dell’ex senatore piemontese di Forza Italia Lorenzo Piccioni, 63 anni, e dell’ex presidente Antonello Crisafulli, 56 anni, di Barcellona, l’unico che all’epoca non fu arrestato perché aveva cessato ogni carica.

L'ex ad Pino Innocenti
L’ex ad Pino Innocenti

I cinque dovranno rispondere delle ipotesi di reato di corruzione e peculato, in concorso tra loro. Erano già state stralciate invece le posizioni di altre due persone che figuravano inizialmente indagate: l’anziano e ignaro parroco don Andrea Catalano, nel frattempo deceduto, sul cui conto corrente bancario – grazie ad una delega – venivano effettuate le movimentazioni di denaro incriminate, e il collaboratore e badante del parroco, Rodolfo Torre, per il quale era stata invece avanzata richiesta di archiviazione.

Salvatore Bucolo, come emerso dalle indagini, avrebbe solo formalmente cercato di “mettere ordine” nella gestione della discarica dal momento del proprio insediamento. Di fatti, non solo con una determina sindacale ha avallato la riduzione dell’equo indennizzo, ma ha di fatti “rinunciato” a fare incassare al comune oltre un milione cinquecento mila euro, grazie ad un indebito accordo transattivo tra la società e il Comune. Una delibera ritirata in autotutela dallo stesso sindaco che sentiva l’incombere delle indagini, e che per quell’accordo, come verificato dai finanzieri,  ricevette 33 mila euro in contanti.

Per incassare e movimentare denaro liquido, l’ex sindaco Bucolo non esitava ad usare le sue influenze nell’ambito della chiesa locale. In questa occasione le fiamme gialle hanno ricostruito il raggiro a cui sottoponeva l’anziano parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie: il gioco era semplice, poichè lo stesso sindaco gli chiedeva di firmare richieste per contributi alle attività parrocchiali da avanzare a Tirrenoambiente, che puntualmente pagava. Richieste partivano dal fax dello stesso sindaco a cui poi i soldi venivano girati in contanti, spesso con la scusa di provvedere lui direttamente ad eventuali fornitori.

Le indagini effettuate, realizzate anche mediante accertamenti bancari, attività tecniche, perquisizioni domiciliari e sequestri presso le abitazioni degli indagati ed il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, hanno pure permesso di individuare condotte degli amministratori della società mista che hanno elargito sponsorizzazioni e contributi ad associazioni sportive e culturali, anche al fine ottenere la connivenza dei soggetti pubblici che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta gestione della Tirrenoambiente S.p.A.

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