Amministrative 2018, Cmdb: “Noi abbiamo scelto da che parte stare: senza padroni”

Senza caste e come sempre “bassisti“. Una nota asciutta e chiara, quella di Cambiamo Messina dal Basso, che prosegue il percorso iniziato nel 2013 e prepara la sua squadra di candidato per le prossime amministrative2018 riconfermando, ancora una volta, la fiducia in Renato Accorinti e lo spirito iniziale di “scommessa” contro la competizione sterile e il populismo. Pochi giri di parole e una posizione netta: contro i padroni e senza dover sottostare a nessun potere. Scrivono:
“Il comitato elettorale. L’arcobaleno. La lista civica. La sinistra. I palloncini. Il programma pieghevole. Il programma non scritto. Le periferie. I comizi. Le assemblee. La musica. Straccioni. Piazzaioli e barricaderi. La partecipazione. Gli accorintiani. Il fuoco amico. Indietro si torna? Bassisti. La liberazione del fronte mare. Le isole pedonali. Rifiuti zero. I diritti. I migranti. Citta a misura di bambino. Le donne. Pensare globale e agire locale. L’autonomia. Difendere l’allegria. Organizzare la rabbia.
Dal 2013 ad oggi di noi si è detto e si dice di tutto. Siamo figli di un’esperienza in cui la personalità di Accorinti ha preso molto spazio, nel bene e nel male. Per molti siamo, semplicisticamente, una sua protesi, che non ci si sforza neanche di conoscere nella sua peculiare identità di soggetto politico comunque anomalo, di comunità umana comunque ricca.
Noi, Cambiamo Messina dal Basso, siamo una scommessa. Siamo quelli che possono uscire di casa con lo sguardo limpido di chi non riceve la telefonata di nessun padrone prima di esprimere un voto, di chi può dissentire, litigare, avere prospettive e fare scelte talvolta differenti ma restare insieme. Siamo una scommessa che urla piano, o forse canta il suo Esserci così, mentre altri si stanno organizzando le poltrone, saltellando da un polo all’altro in base a una convenienza che di politico non ha nulla, perché la politica è una cosa alta. La politica è quella che ci fa accettare anche di restare minoritari dentro una cultura che premia le competizioni e alimenta populismi e guerre tra poveri. Se vi servono etichette e slogan per definirci, fate pure: ma farci apparire tutto e il contrario di tutto non servirà ad annacquare che … noi abbiamo scelto da che parte stare. Diversi, variegati, colorati, allegri e arrabbiati… ma di parte. E …cosa per molti strana… senza padroni.”

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