Operazione Beta, due nuovi indagati dopo le dichiarazioni di Biagio Grasso

Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione Beta che lo scorso anno fece luce su una cellula mafiosa dei Santapaola radicata nel tessuto economico e sociale della città di Messina, grazie alle dichiarazioni dell’imprenditore Biagio Grasso che sta collaborando con gli investigatori.

Mentre sul fronte processuale per “Beta” si è già conclusa l’udienza preliminare (per il troncone con l’ordinario) ed a settembre saranno trattati gli abbreviati, le indagini della procura e del carabinieri del Ros proseguono per esplorare un altro capitolo che porterebbe ad una storia di orologi di prestigio regalati, tangenti e appalti truccati di cui Biagio Grasso cominciò a parlare lo scorso marzo.

Indagine che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati  Salvatore Iacuzzo, ex direttore generale del consorzio Asi di Messina – Milazzo e Fabrizio Vigorita, già direttore della banca “Antonello da Messina” del gruppo BCC, destinatari di due decreti di perquisizione. A rivelarlo sulla Gazzetta del Sud Nuccio Anselmo.

Le ipotesi avanzate dai sostituti procuratori della Dda Liliana Todaro e Fabrizio Monaco sono diverse: Iacuzzo di tentata concussione e concorso esterno all’associazione mafiosa dei barcellonesi per fatti fino al 2008 mentre Vigorita di concorso in riciclaggio di denaro aggravato dall’art.7 della legge 203/91 tra il 2007 ed il 2010 su conti in qualche modo riferibili al gruppo mafioso Romeo Santapaola.

Vigorita, curiosità a margine, Vigorita è stato membro dello staff di Dino Bramanti (ovviamente totalmente estraneo alla vicenda) in campagna elettorale, dove della banca Antonello avevamo parlato a proposito della indicazione di una assessora.

 

 

 

 

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