Piano “Salva Messina”, consiglieri e sindaco al lavoro: si comincia domani mattina

di Marina Pagliaro – La riunione a porte aperte domenica mattina fra il Sindaco Cateno De Luca, la giunta e i consiglieri comunali ci sarà a partire dalle 9.30. Ben sei ore di consiglio comunale, durante il quale il primo cittadino ha esposto la sua relazione di inizio mandato al civico consesso, hanno fatto da contorno a quello che da domani consiglieri comunali e amministrazione dovrebbero costruire insieme, cioè un Piano Salva Messina. Entro il 25 novembre, infatti, il consiglio dovrà decidere se votare il piano di riequilibrio o se dichiarare il dissesto. Ma, ha annunciato De Luca, per scongiurare la seconda opzione, ci sono tanti atti propedeutici da votare per modificare l’assetto del bilancio e della spesa del Comune.

Scelte non soltanto economiche, ma inevitabilmente politiche, quella che saranno compiute a Palazzo Zanca e che si focalizzeranno innanzitutto su tagli al costo del personale del comune, rimodulazione dei budget per i servizi sociali e riorganizzazione delle società partecipate principalmente. Cateno De Luca ha già cominciato a lavorare – e lo farà per tutta la notte – al progetto che proporrà domani in aula e che metterà da parte momentaneamente il programma elettorale ma che servirà a salvare la situazione economica della città. In ballo non c’è però soltanto questo. Il primo cittadino, infatti, ha fatto una richiesta di fiducia a un’aula che si dovrà confrontare con il termine del 16 ottobre data, questa, a cui il sindaco ha rimandato le sue dimissioni che dipenderanno, di conseguenza, dalla capacità di riuscire a condurre un lavoro corale sui bilanci del comune.

Dunque dietro il “fatidico giorno” vi è non soltanto una motivazione amministrativa dipendente dalle tempistiche date dalla legge in caso di dimissioni, ma innanzitutto la scelta politica di trovare “una squadra che voglia lavorare al mio fianco fino all’ultimo – ha spiegato il sindaco – Volete giocare a ping pong? Per me questa non sarebbe democrazia. Ognuno collabora per salvare la città e chi ci sarà nella partita deve deciderlo prima senza possibilità di tirarsi indietro finché la partita è in giro. Ecco il senso delle mie dimissioni: se non c’è la squadra giusta ne prendo atto, se c’è vado avanti e faccio il capitano”.

I contenuti della relazione di inizio mandato, oltre a essere scaricabili da tutti dalla pagina Facebook dello stesso Cateno De Luca, sono stati riassunti in aula esattamente come domenica in piazza. La sostanza è prendere le distanze dal piano di riequilibrio approvato nel 2013, che, di fatto non è riuscito ad accumulare le somme sperate fermandosi a 37 milioni di euro messi da parte contro gli 89 milioni di euro dovuti con una differenza di 52 milioni di euro. “Questi sono documenti ufficiali che vanno alla Corte dei Conti, non appartengono ai comizi – ha spiegato De Luca – Decidete come ci vogliamo organizzare: io ho la necessità entro martedì 16 di chiudere la partita. In queste ore io comincio a lavorare ma sui tempi ho bisogno che questo consigli si determini al più presto: lunedì 15 è l’ultimo giorno utile per un consiglio comunale oltre il quale le mie dimissioni saranno irrevocabili. Con i vostri atti avete dato segno di discontinuità ma ora vi chiedo un altro sforzo”.

 

Completamente d’accordo sulla presa di distanza dal piano di riequilibrio del 2013 la consigliera Antonella Russo (PD): “Nel 2015 ho chiesto gli ispettori con un atto di indirizzo e la proposta è stata bocciata – ha detto – Alla fine gli atti venivano approvati all’ultimo minuto ottenendo dei pareri condizionati. Quello che le chiedo è il rispetto per le voci fuori dal coro: non ha soltanto le voci bulghere, ma anche le semibulghere”. Paolo Mangano (M5S) ha espresso la sua presenza per trattare l’argomento in questione, esattamente come Biagio Bonfiglio (LiberaMe), Salvatore Sorbello (Gruppo Misto), Pietro La Tona (Sicilia Futura), Libero Gioveni (PD), Giovanni Scavello(Lega) e Cristina Cannistrà (M5S).

“La democrazia è una questione di scelta: o ci si assume le responsabilità o niente – ha spiegato ancora De Luca – Siamo in una situazione in cui non si può stare tranquilli ma neanche possiamo pensare di ammazzare la città. Dobbiamo restituire la speranza e rilanciare in qualche modo l’economia senza passare i prossimi cinque anni nella depressione.Tutto questo ci impone la revisione strutturale del palazzo e delle partecipate”. A chiedere maggiore concretezza al consiglio e al sindaco Gaetano Gennaro (PD) che deciderà domani mattina se partecipare o no alla riunione: “La città si può salvare o no? – ha detto – Se si come la salviamo? Questo è importante. Ognuno deve svolgere il proprio ruolo e io penso che in una squadra sono tutti attaccanti. In questo caso ognuno di noi che ruolo può avere? Il metodo corretto è vederci come stiamo facendo oggi e ragionare sul futuro della città e su questioni concrete che in qualche modo devono provenire principalmente dal sindaco”.

Una volta trovato l’accordo per svolgere la riunione di domani a porte aperte soltanto il consigliere Felice Calabrò (PD) ha avuto da ridire sulla scelta della riunione a porte aperte ribadendo, invece, la necessità di un incontro privato fra consiglio e Sindaco, ma dopo un confronto fra i capigruppo l’appuntamento per le 9.30 aperto a tutti è stato confermato.

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