Mafia a Messina, dopo il Riesame restano in carcere gli indagati di “Beta 2”

Reggono dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame le accuse per gli indagati nel secondo filone d’inchiesta sui rapporti d’affari e i contatti istituzionali della cosca Romeo, referente di Santapaola a Messina. Restano quindi in carcere tutti i principali protagonisti dell”entità criminale di stampo mafioso”, come definita dal Gip Mastroeni, “capace di proiettare i propri interessi in diversi settori dell’imprenditoria, che non si è limitata a sfruttare parassitariamente, ma che ha pesantemente infilrato e finanziato”.

Confermate le accuse formulate dai magistrati della Dda Liliana Todaro e Fabrizio Monaco per Antonio e Salvatore Lipari, Giuseppe La Scala, Giovanni Marano, Michele Spina, Ivan Soraci e Maurizio Romeo che restano in cella. E confermato anche il sequestro preventivo dell’intero capitale sociale e del compendio aziendale della Bet srl, considerata la “cassaforte economica” del gruppo mafioso.

Si alleggeriscono invece le misure cautelari per il funzionario comunale Salvatore Parlato, che dai domiciliari (concessi dal Gip) passa alla interdizione per 12 mesi con la sospensione del suo ruolo a Palazzo Zanca.

Annullato soltanto un unico capo di imputazione per estorsione aggravata a Maurizio Romeo per una vicenda che riguarda le pressioni esercitata nei confronti delll’imprenditore Biaggio Grasso, oggi collaboratore di giustizia e uomo “chiave” per approfondire alcuni aspetti dell’intricato intreccio tra mafia e borghesia messinese.

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