Messina invisibile: permanenze e mutamenti. Laboratorio di ricerca sulle attività produttive della città

Domani 1 marzo alle ore 19.00  c/o Casa del Con via Maddalena, 8, l’Associazione Il Cantiere dell’InCanto inizierà un Laboratorio di ricerca sulle attività produttive della città dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi dal titolo “Messina invisibile: permanenze e mutamenti”.

Obiettivo del laboratorio è quello di esplorare la complessità della città di Messina partendo da alcune domande:

Quali attività produttive sappiamo o pensiamo e immaginiamo vi fossero nella nostra città dopo la seconda guerra mondiale?
Quali attività produttive sappiamo o pensiamo e immaginiamo ci siano oggi nella nostra città?
Quali attività consideriamo produttive dal punto di vista economico?
Consideriamo produttive solo le attività che producono denaro?
Che cosa altro produce e da che cosa è generata un’attività che non produce denaro?

La riflessione che si propone, come si legge nell’invito, si basa sul fatto che: “I poteri economici non sono visibili a tutti e spesso ci esprimiamo sul destino delle nostre città senza sapere. Pensiamo quindi di dovere migliorare i servizi, rendere appetibili ai turisti i monumenti, creare posti di lavoro, rivendicare i diritti, imporre legalità doveri e sanzioni, litigare su come renderle sicure, occuparci delle aree pedonali e redimere le periferie, il tutto ogni cosa per conto suo, senza cogliere il fatto che una città, come ci dice Calvino, è una struttura, cioè un insieme di relazioni e che è impossibile capirci qualche cosa se studiandone un aspetto non si è abituati a vederne le connessioni. E’ l’abitudine al pensiero lineare e ideologicamente orientato che sta devastando la nostra possibilità di partecipazione politica e di gestione della cosa pubblica.

La proposta laboratoriale prevede anche una fase di esplorazioni urbane: ” Ci recheremo nei luoghi in cui si faceva il sapone, si esportavano gli agrumi, si costruivano navi, si produceva la birra, o le essenze, o la farina. Da qui vorremmo partire per capire che cosa è successo, perché i villaggi si sono trasformati in periferie perché alcune attività sono sparite, perché l’Università non ci aiuta a sapere e capire”.

Il laboratorio sarà a cura di
Giuseppe Martino, artista e storico
Francesca Billé psicopedagogista e presidente dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Margherita Ghirlanda avvocato e vicepresidente dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Giovanna La Maestra esperta di educazione corporea e socia fondatrice dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto
Enza La Rocca imprenditrice e socia fondatrice dell’associazione Il Cantiere dell’InCanto

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