Crisi di governo: nel giorno del ricordo di Craxi il PSI di Maraio e Nencini salva Pd e 5stelle

di Salvatore Di Bartolo – È di poche ore fa la notizia che Giuseppe Conte andrà in Parlamento ad affrontare la prova di verifica di maggioranza. E lo farà la settimana prossima: lunedì a Montecitorio e martedì a Palazzo Madama. I riflettori sono tuttavia tutti puntati sul Senato e su quella pattuglia di “costruttori” che potrebbero permettere a Conte di sopperire all’addio dei senatori renziani. Una strada percorribile, secondo accreditate fonti di maggioranza e confermata peraltro da una prima adesione molto significativa: Riccardo Nencini.

Il senatore Nencini è anche il titolare del simbolo del Partito Socialista Italiano in Senato e colui che permise ad Italia Viva di avere a suo tempo un gruppo a palazzo Madama, nonostante non si fossero presentati alle elezioni. Proprio Nencini, insieme all’attuale segretario del PSI Enzo Maraio, è uno dei primi ad aver risposto all’appello delle forze di maggioranza ed essersi proposto quale “costruttore”.

Il simbolo ed i voti del glorioso PSI, potrebbero dunque risultare decisivi per salvare il premier Conte e consentire a Dem e 5stelle di formare una nuova maggioranza in Senato. E, strano scherzo del destino, il tutto andrebbe a concretizzarsi il 19 gennaio, giorno della scomparsa di Bettino Craxi.

Una scelta, quella di Maraio e Nencini, che potrà anche suonare come “responsabile”, ma che di certo non rende onore né alla memoria di Craxi, né alla lunga e gloriosa storia del PSI, né tantomeno agli ideali di quel socialismo moderno, liberale e riformista incarnati nel secolo scorso dai vari Turati, Rosselli e dallo stesso Craxi.

Ma si sa, nell’era del postideologismo e della politica fluida, in cui i simboli sono stati completamente svuotati del loro valore e ridotti a mera merce di scambio, meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

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