Vaccini e Greenpass, Rispetto Messina: “il Sindaco rinuncia a svolgere il suo ruolo”

 

Messina è la città d’Italia con la più alta percentuale di persone non vaccinate, ed, inoltre, sta affrontando la ripresa del lavoro in presenza negli uffici pubblici all’insegna della improvvisazione e di comportamenti del tutto contraddittori.

Di fronte a questi due fatti incontrovertibili il Sindaco della Città rilascia dichiarazioni surreali, ritenendo, forse, che tutti i messinesi abbiano rinunciato ad utilizzare il proprio cervello, e denotando una pericolosa astrazione dalla realtà vera, che è cosa ben diversa dalla “realtà virtuale”.

Non comprendiamo come si possa affermare che i cittadini messinesi non si vaccinano perché non hanno fiducia nel Presidente della Regione, e che , di conseguenza, da sindaco non può più adottare iniziative per incentivare le vaccinazioni (ma va anche ricordato come lo stesso sindaco si sia vaccinato con grande ritardo rispetto all’avvio della campagna vaccinale); e che il Greenpass sarebbe una misura tardiva ed inutile, che andava adottata nel maggio del 2020, cioè quando ancora non esistevano i vaccini, dando cosi supporto a tutti coloro che, celandosi dietro una falsa e pretestuosa difesa della libertà, non intendono vaccinarsi nė utilizzare il Greenpass.

D’altronde il Sindaco De Luca non è nuovo ad esternazioni del tutto scollegate dalla logica; basterebbe ricordare certe sue dirette su Facebook fatte nell’aprile del 2020, in piena pandemia, durante le quali sosteneva che gli impianti del nuovo sistema digitale 5g costituivano una delle possibile cause della diffusione del Covid 19, o che il migliore antidoto per “sterilizzare” il virus sarebbe stato un “bagno di sole”, creando così disorientamento e disinformazione.

Ma De Luca non è un cittadino qualsiasi che può esporre opinioni strampalate o dire sciocchezze in libertà, e dovrebbe ricordarsi che il suo ruolo implica anche la funzione, importante e delicata, di principale autorità a livello comunale riguardo alla tutela della salute pubblica, nonché quella di datore di lavoro delle migliaia di dipendenti del Comune e non solo, e non può assolutamente sottrarsi a queste responsabilità e doveri istituzionali.

Appare, poi singolare, che questa sua presa di distanza dall’adozione del greenpass avvenga contemporaneamente alle esternazioni del suo legale e consigliere giuridico di fiducia avv. Taormina, che ha dichiarato di fare parte insieme al neofascista Fiore capo di Forza Nuova, di un movimento chiamato “Italia libera” per combattere la “sacrosanta guerra al Greenpass”.

Sta di fatto che se De Luca non intende più svolgere i ruoli, talvolta difficili ed impopolari, che sono propri di un Sindaco, non può cercare di utilizzare come capri espiatori ora il presidente Musumeci ora la maggioranza dei consiglieri comunali che, con un gesto di orgoglio e di dignità, hanno ribadito la loro autonomia, rimarcando, come avviene già da tempo, la distanza dal suo modo di “governare” la città; ma, in maniera responsabile dovrebbe trarne le conseguenze senza attendere il “febbraio” di chissà quale anno.

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