Il Comitato per la Rinascita di Messina scende in campo per la Vallata abbandonata di Santo Stefano

da sinistra l'Avv. Catalano, Floridia, Il Dott. Mondello

di Michele Bruno – Ha fatto il pieno la conferenza tenutasi ieri sera all’Auditorium “San Gaetano” a Santo Stefano Briga, organizzata dal “Comitato per la Rinascita di Messina”. Pippo Floridia, anima storica del Comitato, ha deciso di tornare a occuparsi dei problemi della Vallata di Santo Stefano, come ha fatto “da ventitré anni” a questa parte, e di aggregare più persone possibili alla causa, tra gli abitanti.

Il fulcro attorno al quale si raccolgono tutte le lotte del Comitato per Santo Stefano sono la realizzazione di una strada che colleghi la Vallata a Messina e il contrasto alla grave situazione di rischio idrogeologico cui è sottoposta.

Al tavolo di discussione erano presenti con lui l’Avv. Salvatore Catalano e il Dott. Lorenzo Mondello (famoso per aver ideato il protocollo “M” per la cura del Covid a domicilio).

Tra gli intervenuti dal pubblico anche Emilio Fragale, ex Direttore Generale del Comune di Messina sotto la Giunta Genovese e Maurizio Gemelli referente del Comitato Diritti Dignità Sociale. E’ presente tra il pubblico anche il deputato regionale Antonio De Luca (M5S).

La serata di ieri rappresenta sicuramente un’importante segnale della presenza di una sempre maggiore mobilitazione dei cittadini messinesi in questi ultimi tempi. E il segnale di una crescente insoddisfazione, soprattutto nei confronti dell’Amministrazione De Luca.

Sono chiare e lapidarie le parole d’accusa che lancia Floridia dal tavolo. Il Sindaco ha fatto delle promesse in campagna elettorale riguardo alle due questioni di cui abbiamo accennato. Ma l’insoddisfazione tra gli abitanti è evidente di fronte ad un’Amministrazione che ha beneficiato non poco del voto di protesta nella zona ionica, ma anche per il passato.

C’è un senso di abbandono che riecheggia anche nelle parole del Dott. Mondello, che cita il Referendum per Montemare Comune «ci viene detto che certe zone della periferia di Messina abbandonate a sé stesse non dovrebbero andarsene via, ma se le risposte da chi di dovere mancano…».

Il problema dell’assenza di una strada è irrisolto. Quest’estate c’è anche stato un decesso, la morte di una signora sulla strada dissestata che costeggia il torrente. L’Avv. Catalano spiega che «questa strada non solo non è praticabile, ma dichiarata inagibile da un’ordinanza, dovrebbe essere chiusa». C’è la SP36, ma questa resta una strada impervia, stretta e ripida: difficile raggiungere i paesi, soprattutto per i mezzi pubblici.

Al momento esiste un progetto dell’Amministrazione che però non riscuote molto favore tra la cittadinanza, ma in passato sono stati depositati altri progetti, come quello del Genio Civile presentato dall’allora Capo ing. Gaetano Sciacca.

Il torrente Santo Stefano è poi un rischio per l’intera vallata. Già diverse sono state le alluvioni, a partire da quella del Novembre 1974. Se non si provvede a mettere in sicurezza il rischio può essere una nuova “Giampilieri”: potrebbe crollare un’intero tratto di montagna.

Molte altre sono le criticità della Vallata, in particolare la situazione di Ponte Ortera, la bitumazione di Via Provinciale…

In questi anni il Comitato ha lottato e realizzato lettere ed esposti alle diverse amministrazioni, alla Procura di Messina, ai prefetti, alla Protezione Civile nazionale e a tutti gli organi competenti interessati per questi ed altri problemi.

Adesso sembra che l’intera popolazione della Vallata possa decidere di mobilitarsi attivamente assieme al Comitato, per via delle tante delusioni subite.

 

 

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