A Messina un Commissario che non le manda a dire: “Qualcuno ha mandato a sbattere questa Costa Concordia”

di Michele Bruno – Non si presenta come un qualsiasi tecnico Leonardo Santoro a Palazzo Zanca. Il nuovo Commissario indicato dall’Assessore Regionale agli Enti Locali Marco Zambuto, nome espresso quindi dal Governo regionale di Nello Musumeci per prendere il posto del Sindaco uscente Cateno De Luca, si presenta con parole che non lasciano mezzi termini sul suo ruolo e sul metodo che intenderà utilizzare.

Un tecnico che usa espressioni fortemente significative, che comunica come un vero politico.

Molto forti e dure le metafore che spiegano come la Città sia stata lasciata da chi c’era prima di lui, fino a poche settimane fa.

Parla di ferite, di lacerazioni in merito al rapporto tra l’Ex Sindaco ed il Consiglio Comunale, ma anche nel tessuto sociale:

«Come struttura commissariale dobbiamo sanare le ferite che ci sono per consentire al corpo di riprendere a svolgere un servizio puntuale verso i cittadini. Ci sono troppe ferite, troppe lacerazioni. E le ferite non aiutano a fare un buon lavoro. Lo strappo con il Consiglio comunale è una di queste. Non entreremo nel merito delle diatribe, ma le dimissioni del sindaco hanno fatto ovviamente cadere uno dei motivi del contendere».

E chiarisce con una metafora ancora più eloquente:

«La struttura commissariale ha il dovere e le funzioni di tagliare carne ed ossa per salvare il corpo dalla cancrena». 

E’ chiaro quindi che il Commissario vorrà dialogare e collaborare in maniera costante con un Consiglio Comunale con più volte il Sindaco si è scontrato, e i cui membri sono stati definiti “asini volanti”.

Ma ancora più duro è il giudizio sulle condizioni del Comune di Messina, e quindi anche sull’operato del Sindaco, pur senza che questo’ultimo sia mai nominato. Non usa mezzi termini Santoro, e cita il naufragio della Costa Concordia, riecheggiando una metafora citata in questi giorni da molti detrattori di Cateno De Luca.

«Dobbiamo rimettere in linea di galleggiamento questa Costa Concordia che è andata a sbattere sugli scogli. C’è stato uno “Schettino”? Qualcuno questa nave l’ha mandata a sbattere».

E sulla possibilità di collaborare con l’Ex Primo cittadino, che ha espresso un giudizio positivo su Santoro e si è proposto di dare una mano:

«La struttura comunale è operativa a 360 gradi, quindi grazie per la disponibilità a titolo personale, ma naturalmente tutto rientrerà nell’alveo delle mansioni istituzionali, del Consiglio e della struttura commissariale».

Riguardo alle partecipate del Comune, è stato ancora più chiaro e duro:

«qualora i servizi non fossero all’altezza, attenderò le dimissioni dei vertici delle partecipate». 

Sul ruolo che come Commissario, assieme ai suoi vice, presenti oggi con lui, riterrà di svolgere:

«La nostra azione non si limiterà al traghettamento fino alle elezioni, la struttura commissariale straordinaria ha il dovere di risolvere i problemi essenziali e le criticità che potranno essere affrontate conferiti dal decreto che ci ha incaricato. Faremo in modo che i servizi siano efficienti, se ciò non sarà andrò in giro io stesso per Messina».

Nel merito dei singoli problemi, non si espone troppo, anche se sicuramente, da Ex Commissario di Iacp a Messina, ha fatto capire di tenere molto al risanamento delle ex baraccopoli:

«10 anni fa portai a Messina 60 milioni con cui iniziò l’operazione di risanamento e furono finanziati i primi appartamenti a Camaro Sottomontagna».

Più dialoganti le figure di Mirella Vinci e Francesco Millio, che affiancheranno come vice il Commissario Santoro. L’attuale soprintendente ai Beni Culturali si esprime infatti così:

«Il mio incarico sarà improntato al buon senso, all’equilibrio, al dialogo e alla collaborazione. Lavoriamo in una situazione di emergenza e cercheremo di risolvere i problemi dell’intera collettività». 

 

 

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