Imbarchi di Rada San Francesco: il TAR accoglie il ricorso di C&T

Sull’assegnazione degli scivoli di Rada San Francesco il Tar di Catania si è in fine pronunciato a favore del ricorso presentato da Caronte & Tourist.

La vicenda è quella della doppia gara voluta dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto lo scorso agosto per la concessione triennale dell’approdo di Rada San Francesco, con la divisione delle sue aree in due parti e la separazione degli scivoli, per l’occasione “spacchettati”: cinque scivoli da assegnare, tre sul bando T1 e i restanti sul bando T2.

La questione era nata in prossimità della scadenza della concessione di Rada San Francesco, data in cui sarebbe dovuto già essere pronto il nuovo porto di Tremestieri (la consegna era prevista per marzo 2021).

Caronte & Tourist aveva presentato ricorso al Tar di Catania chiedendo l’annullamento dei provvedimenti dell’AdSP, sostenendo l’unicità storica della Rada e prospettando i seri problemi che la suddivisione dell’approdo in due parti avrebbe certamente provocato. In termini di fluidità delle operazioni portuali con refluenze – a cascata – sul traffico e la viabilità in città ed altresì sui prezzi che potrebbero in tale ipotesi addirittura crescere all’aumentare dei costi sui benefici per ambi gli armatori.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania ha accolto dunque con le due sentenze di ieri, 6 aprile, (la n. 1001/2022 e la n. 1002/2022) i ricorsi proposti da Caronte & Tourist contro l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.

“I provvedimenti dell’AdSP – si legge in una nota di C&T – sono stati integralmente annullati in accoglimento delle nostre tesi che evidenziavano l’evidente difetto di istruttoria legato in particolare al mancato coinvolgimento del Comune di Messina e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare.

La sentenza ha dunque riconosciuto la competenza dell’AdSP nella gestione delle aree demaniali, ma ha chiarito che l’AdSP non può procedere da sola e senza confrontarsi con gli interlocutori pubblici e privati della Città di Messina.

“Siamo ovviamente molto soddisfatti – ha concluso C&T – per quella che è una vittoria del buon senso prima che nostra. Avevamo peraltro evidenziato la ‘originalità’ dell’idea che a un aumento delle concessioni potesse corrispondere una fluidificazione dei traffici da attraversamento, dimostrando che invece il raddoppio dei concessionari aumenterebbe le congestioni e i costi a ciò connessi. Non possiamo infine non rilevare che, purtroppo ancora una volta, l’AdSP dello Stretto ha evitato il confronto con gli stakeholders”.

A sua volta l’Autorità Portuale si è pronunciata sulla sentenza non condividendo quanto deciso dal giudice amministrativo, preannunciando il ricorso in appello. Secondo l’AdSP, ad ogni modo, la sentenza del TAR non escluderebbe alcuni dei punti fondamentali, tra cui la divisione dei terminal e pertanto non precluderebbe la possibilità di procedere con l’impianto dei bandi così come prefigurati.

“Le ordinanze del TAR censurano esclusivamente alcuni aspetti procedurali evidenziando la mancanza dei pareri preliminari sui bandi da parte dell’Organismo di Partenariato e del Comune di Messina che, a nostro avviso, non sono previsti dalla legge che regola il funzionamento dei porti e dai regolamenti per il rilascio delle concessioni demaniali.”

 

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