Nicola Calì, il Riina di Bellocchio, torna a Messina con “Sikaniae”

Nicola Calì torna sul palcoscenico della sua città, Messina, con la pièce “Sikaniae”, alla quale è legato fino al punto da dedicarla al fratello prematuramente scomparso. Torna a oltre sedici anni dal debutto e oltre dieci dall’ultima rappresentazione dello spettacolo, a poco più di tre anni dal trionfo del film “Il traditore” di Marco Bellocchio nel quale interpreta Riina e dopo due anni di assenza forzata dalle scene. Torna lanciando il guanto di sfida ad un’acerrima nemica, la sfortuna, che prende in giro fissando la rappresentazione per venerdì 17 giugno (ore 21, Teatro Annibale, piazza Santo Spirito).

«Questo “Sikaniae” – sottolinea Calì – sarà un “nuovo debutto”. Sfumature interpretative e scelte registiche sono oggi tali da “rifondare” la pièce. Ed è tutta da riscoprire, dopo tanto tempo di obbligato distacco, la relazione con gli spettatori».

Per presentare “Sikaniae”, Nicola Calì sarà martedì 7 giugno alle ore 17 alla Feltrinelli Point di via Ghibellina 32 in un incontro pubblico a ingresso libero al quale prenderanno parte il drammaturgo Dario Tomasello, autore delle scene centrali di “Sikaniae” (mentre prologo ed epilogo sono scritti dallo stesso Calì) e il compositore Giacomo Farina, il quale venerdì 17 sarà con le sue percussioni sul palcoscenico dell’Annibale, insieme con Carlo Piciché, aiuto regista e “spalla” di Calì, e con l’attrice Rosemary Calderone.

«”Sikaniae” – conclude il regista e attore – è nato dalla volontà di realizzare uno spettacolo che fosse tutto sulle mie spalle. Ne parlai con Dario Tomasello e gli sottoposi l’idea di lavorare sulla nostra lingua più vera e ancestrale, il siciliano, e sulle storie della nostra terra, sia reali che immaginarie. Io ho imparato dal mio maestro di teatro Beppe Randazzo che in questa arte tutto è dialogo. Anche il monologo è dialogo fra noi ed una parte di noi stessi. Così “Sikaniae” è dialogo, ibridazione, mescolanza tra autori, narrazioni, epoche diverse … La prova è già nel titolo che prende la K dal greco e il dittongo dal latino. Dai Vespri ai personaggi dell’attualità, dall’omicidio di Graziella Campagna all’alluvione di Giampilieri, attraverso accenti drammatici, comici e persino grotteschi, questo spettacolo è anzitutto testimonianza dell’amore per questa nostra terra».

Nicola Calì, classe 1971, è in scena dal 1989, quando aveva appena compiuto 18 anni. Da allora teatro e cinema si sono intersecati nella sua esperienza artistica. Per citare solo alcuni titoli, per il suo maestro Beppe Randazzo è stato protagonista di “Teatroteca” e Tiresia in una versione comica di “Edipo re”; lo spettacolo teatrale “Malacarne”, di cui Calì è attore e regista, nel 2005 viene rappresentato anche al teatro Argot di Roma; nel 2007 scrive e dirige il lungometraggio “L’infernale Litterio”, con Enrico Guarneri come protagonista, distribuito in diecimila copie in DVD nelle edicole siciliane; nel 2008 scrive e dirige al Teatro greco di Tindari Hieros, con guest star Anna Galiena e Luigi Maria Burruano; nel 2009 cura il casting in Sicilia per il cortometraggio in 3D “Il volo” di Wim Wenders. Realizza un cameo nel film “Amiche da morire” di Giorgia Farina con Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore e Cristiana Capotondi, e in “Shakespeare horror story” di Daniele Gonciaruk.

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