Brogli al concorso in magistratura: il prof messinese Franco Astone indagato, rassegna le dimissioni

Voleva diventare magistrato truccando la selezione di accesso: un paradosso in termini. Uno dei candidati all’ultimo concorso in magistratura, bandito sulla Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2021 per 500 posti, è stato scoperto e ora finirà a processo insieme a uno dei componenti della commissione esaminatrice. Entrambi sono accusati dalla Procura di Roma di tentato abuso d’ufficio.

Un tentativo naufragato per una svista dell’aspirante toga che ha inviato un messaggio compromettente alla persona “sbagliata”, ossia a un altro commissario che, insospettito, ha subito avvisato l’autorità giudiziaria. La “talpa”, stando a quanto emerso finora dall’inchiesta, sarebbe stato il professore di Diritto amministrativo Francesco Astone, attuale direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina, che travolto dallo scandalo seguito alla pubblicazione della notizia, ha rassegnato le dimissioni.

D’altro canto anche l’Università di Messina ha tenuto a precisare per bocca del Rettore Salvatore Cuzzocrea, che l’Ateneo è estrano alla vicenda e che, quando gli è stato notificato ufficialmente il primo esito dell’inchiesta, ha attivato tutte le procedure previste in questi casi.

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