CARONTE & TOURIST: INTESA LONTANA CON I SINDACATI, SI PREPARA IL 4° SCIOPERO

 

Nessuna collaborazione, nessuna intesa tra sindacati e l’azienda privata dei traghettamenti, che si prepara ad avviare le procedure di licenziamento per ottanta lavoratori.

La tensione resta alta, visti gli esiti dei tre scioperi che hanno coinvolto tutte le sigle sindacali con una adesione quasi totale dei marittimi, che però non hanno ricevuto alcun atto distensivo da parte dell’azienda.

“ Lo Stretto deve essere un’opportunità e non un giacimento da portare a esaurimento” – ribadisce il segretario di Cgil Lillo Oceano, ma di fatto l’azienda che gestisce il collegamento tra le due sponde sembra agire in termini ottocenteschi, presindacali: in regime di monopolio decide tariffe, licenziamenti, mantenendo un ruolo dominante di cui adesso si fa forte,  dinanzi a 370 marittimi e un centinaio di persone tra amministrativi e piazzalisti.

Il guadagno sembra non bastare, nonostante due approdi nella città di Messina, uno centrale per le auto private e uno nella zona sud riservato ai veicoli commerciali, che la città, le sue amministrazioni, hanno messo a disposizione, senza permettere che nessuna altra compagnia potesse sfruttare la possibilità di creare un impresa di traghettamento che sarebbe stata a tutto beneficio dei residenti messinesi, costretti a pagare la stessa quota di chi sullo Stretto viene solo di passaggio.

Il gruppo armatoriale intende risparmiare il 25% sui costi del personale, mentre le organizzazioni che rappresentano i lavoratori respingono la proposta di abbassare lo stipendio. Ma l’alternativa sembra essere solo il licenziamento.

Anche per questo motivo i sindacati hanno indetto un nuovo sciopero, il quarto, tra il 23 e il 24 ottobre, a cui sono chiamate a partecipare anche le forze politiche.

Certo con qualche paradosso. Infatti proprio nei giorni scorsi il PD, partito dell’onorevole Francantonio Genovese, parte in causa come socio dell’azienda di traghettamento, ha espresso “solidarietà” ai marittimi, spingendosi addirittura ad affermare che “ i cittadini hanno sopportato negli anni aumenti consistenti dei costi di attraversamento dello stretto e costi indiretti dovuti all’attraversamento dei tir, oggi è arrivato il momento in cui la società di navigazione deve compiere ogni sforzo per assicurare livelli occupazionali e salari. Il PD seguirà con attenzione la vertenza nell’interesse dei lavoratori”.

 

 

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