IL COMUNE INCASSA 36 MILIONI DALL’IMU. TREMONTI PRONTO AL RICORSO: “E’ INCOSTITUZIONALE”

Dopo i 40 milioni in arrivo dalla Regione, Palazzo Zanca incassa altri 36 milioni di euro “da parte dei cittadini” che hanno pagato l’Imu. Il Comune evita il dissesto anche grazie allo svuotamento delle tasche dei cittadini messinesi che hanno dovuto pagare l’imposta municipale unica. Imposta che, secondo l’ex Ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, è incostituzionale poiché si tratta di una tassa “contro la proprietà e non sulla proprietà”.

Così nel sito internet della “Lista Lavoro e Libertà”, Tremonti pubblica una “guida” per capire come farsi rimborsare e su come far  dichiarare incostituzionale l’Imu. La prima fase è proprio quella del rimborso: si può presentare al Comune istanza di rimborso dell’IMU pagata, corredata delle ricevute di pagamento. L’azione anche di un singolo contribuente, meglio se assistito dalle Associazioni di tutela della proprietà o dai CAF, ovvero un’azione di classe collettiva può essere sviluppata attraverso una serie di “ricorsi pilota” – individuali o collettivi –  per innescare un meccanismo di cui tutti  potranno comunque giovare. Nel sito è presente anche uno schema di istanza di rimborso scaricabile in due formati.

La seconda fase è quella del ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale: passati tre mesi dalla proposizione della istanza di rimborso, ed in caso di mancata risposta da parte del Comune, è possibile proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’IMU e chiedendo la remissione degli atti alla Corte Costituzionale. Anche in questo caso sono presenti dei moduli orientativi da scaricare.

Successivamente, se anche una sola delle Sezioni delle numerosissime Commissioni Tributarie italiane dovesse rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, quest’ultima sarebbe obbligata ad esaminare ed a pronunciarsi sulla questione. Se la Corte Costituzionale dovesse definire incostituzionale l’Imu, anche solo in parte, tutti i cittadini potrebbero richiedere ed ottenere il rimborso.

Ma perché, secondo Tremonti, l’Imu è incostituzionale? L’imposizione dell’Imu in un contesto di economia normale, sarebbe stato leggittimo. Non lo è invece “imporre un’imposta patrimoniale permanente nel durante di una gravissima crisi economica. Una crisi di cui l’IMU è essa stessa tra le principali cause, con il blocco del mercato, con il crollo dei valori, con le strade piene di cartelli “vendesi” o “affittasi”, con la progressiva rarefazione dei connessi flussi finanziari”.

Tremonti definisce l’Imu come “un mostruoso mutante fiscale”, aggiungendo: all’origine, si pretendeva da parte del Governo che l’IMU fosse una imposta patrimoniale, per quanto pesante ma pur sempre un’imposta. Invece l’IMU ha subito perso questa forma, per diventare un vero esproprio senza indennizzo. Una prestazione imposta in forma ablativa, distruttiva, negativa. E cosi’ negativa da essere “suicida” per il fisco stesso, perche’ distruggendo la proprieta’, su cui insiste, l’IMU distrugge alla fine la sua stessa fiscale ragion d’essere.Per tutte queste ragioni la legge istitutiva dell’IMU viola i seguenti principi costituzionali:
– “capacita’ contributiva” (art.53);
– ” uguaglianza” tra i cittadini (art.3);
– favore per l’accesso popolare alla “proprieta’ dell’abitazione”  (art.47) ;
– tutela del “risparmio” (art.47).

(SIMONE INTELISANO)

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