Unime, conclusi gli incontri con i dipartimenti. Addio tesi cartacea?

Con l’ultimo confronto svoltosi presso l’Aula Magna del Rettorato, in cui sono stati coinvolti Dipartimenti e uffici del polo centrale, si sono conclusi gli incontri voluti dal Rettore, prof. Pietro Navarra, con docenti e personale dell’Ateneo. Positivo il bilancio dei quattro appuntamenti (al Polo Papardo, al Policlinico, al Polo Annunziata e, appunto, nel plesso centrale), in cui il Rettore e, a rotazione, diversi Prorettori hanno voluto illustrare in coincidenza con l’avvio dell’anno accademico le maggiori novità volute dall’amministrazione. Tanto che si proverà a ripetere questa esperienza periodicamente. Un’occasione utile per raccogliere i diversi suggerimenti di docenti e personale tecnico-amministrativo.
Il Rettore ha innanzitutto voluto aggiornare docenti e personale sulla riforma statutaria, per la quale si attende ora il placet ministeriale. In particolare, ha parlato della rimodulazione che porterà il numero dei Dipartimenti da 21 a 12 così che tutti i direttori possano fare parte del Senato Accademico e delle relative tappe di avvicinamento. Prima dell’estate 2015 si prevede che vengano formati i nuovi Dipartimenti, che saranno operativi da ottobre per quanto riguarda la didattica (da gennaio 2016 sotto profilo contabile).

 
E’ stato anche affrontato il tema della rimodulazione della pianta organica, evidenziando come fosse necessario un intervento per porre rimedio ad alcune distorsioni. Il numero di unità di personale per posizione organizzativa, ad esempio, era pari 1,4 nella vecchia pianta e ciò moltiplicava tra l’altro i passaggi delle procedure e creava evidenti sovrapposizioni. Il Rettore ha voluto ribadire il ringraziamento ai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo ed alle organizzazioni sindacali, che hanno offerto un contributo significativo nella realizzazione della riforma. Posto l’accento pure sul ruolo che svolgeranno le nuove Unità speciali di polo, create per interfacciare l’amministrazione con i Dipartimenti, dal punto di vista burocratico. Il Rettore ha ricordato come questa amministrazione, appena insediata, abbia subito dovuto fare i conti con una VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) che penalizzava fortemente l’Ateneo, ma le cui regole vanno gioco forza accettate. Già lo scorso anno, in un primo ciclo di incontri, i docenti erano stati invitati a migliorarsi sotto il profilo della qualità, puntando su collocazioni editoriali di alto livello. Un appello ora ribadito, a cui se ne aggiunge un altro riguardante un aspetto quantitativo. Nell’ultima VQR, infatti, l’Università ha subito pesanti penalizzazioni per prodotti mancanti. In vista della prossima valutazione, si è proceduto con una verifica intermedia che non ha dato i riscontri attesi. Per questo saranno sensibilizzati i direttori di Dipartimento.
Sono stati poi illustrati i risultati inerenti le politiche di reclutamento, dopo la prima tornata di abilitazioni. Dal 1º novembre diventeranno operativi i primi passaggi di ruolo, ma una seconda data sarà prevista entro la fine del 2014.

 
Il governo di Ateneo – è stato spiegato – per adesso non prevede cambiamenti sostanziali rispetto all’attuale offerta formativa, in ogni caso quest’anno l’obiettivo è di effettuare le modifiche necessarie in anticipo rispetto alle scadenze previste, così da potere operare al meglio. Il Rettore ha anche spiegato nel dettaglio il nuovo meccanismo di retribuzione dei ricercatori a tempo indeterminato ed ha illustrato il piano per la creazione dell’anagrafe della didattica. Una grossa novità per gli studenti, invece, potrebbe arrivare dalle tesi di laurea che, secondo alcune voci non ancora confermate ufficialmente, potrebbero essere “smaterializzate”, passando dal formato cartaceo a quello esclusivamente digitale. Ciò consentirebbe all’Ateneo una miglior prevenzione contro il plagio da parte degli studenti, grazie all’utilizzo di un software, mentre gli studenti stessi avranno un notevole risparmio economico, visto che in base al numero di copie da stampare con rilegatura (alcuni dipartimenti ne chiedono tre, altri quattro) è necessario sborsare una cifra che va dai 60 ai 90 euro. Tuttavia non è ancora chiaro, se questa notizia venisse confermata, quando tale modalità entrerebbe in vigore. (S.I.)

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it