Atm. Dalla Regione 5 milioni, sconto di 4 al Comune come contributo al piano di riequilibrio

Si è parlato di trasporto pubblico nella seduta della seconda commissione consiliare riunitasi stamani a palazzo Zanca, ma non dei disservizi registrati in città, con specifico riferimento ai villaggi e le periferie. Almeno non nei termini in cui ce lo si sarebbe aspettato. Ospiti dei lavori anche l’assessore Gaetano Cacciola e il direttore generale di Atm, Giovanni Foti, i quali hanno comunicato varie informazioni ai membri del consesso tra cui l’arrivo dei fondi 2013 stanziati dalla Regione Sicilia, ammontanti a poco più di 5 milioni di euro.

Inoltre, i mezzi a disposizione del servizio di trasporto pubblico, i cui numeri sono stati sciorinati con precisione al cospetto dei membri della commissione, già da domani sarebbero in aumento: pertanto alle 5 vetture oggi sulle rotaie tranviarie, se ne aggiungerebbe una sesta tra meno di 24 ore, così come anche per i bus che da 35 dovrebbero divenire 36, con la prospettiva di riportare la disponibilità su strada ad una quarantina di mezzi il più presto possibile. Quel che è certo – e viene riconosciuto – è che la disponibilità è ancora carente rispetto al fabbisogno effettivo e la dotazione è decisamente affaticata. Oltre a quanto sin qui riportato, vi sarebbe un ulteriore acquisto che l’azienda vorrebbe supportare, quello di tre bus più piccoli utili per servire i quartieri più periferici verso i quali, qualche giorno fa, l’assessore al ramo aveva ricordato di aver “assunto un impegno che va rispettato”.

Per quel che concerne il contratto di servizio, vi sarebbe l’intenzione di chiedere all’assessore al bilancio la possibilità di ridurre il contributo che annualmente il Comune eroga in favore della partecipata. Sarebbe questo il contributo dell’azienda al piano di riequilibrio, piano del quale – è verosimile – si tornerà a parlare anche in prima commissione mercoledì mattina, in occasione di una seduta straordinaria, convocata oggi, giacché stamani erano assenti il vicesindaco e il segretario generale.

Ma tornando alla riduzione del contributo, pare che suddetta somma dovrebbe ammontare a circa 4 milioni di euro che dunque non sarebbero più erogati dal Comune ma compensati dai fondi regionali.

“Questo si sarebbe potuto fare aumentando il chilometraggio dei bus, ottenendo maggiore rimborso della Regione che avrebbe coperto la parte tolta dal Comune”, chiarisce il consigliere ex Cmdb, Gino Sturniolo.  “Dall’ evidenza dei fatti risulta chiaro che questo dato non è sostenibile, però”. Viene spontaneo pensar male e, ricordando accuse sollevate in un passato neanche troppo remoto a precedenti gestioni della società, ci si chiede se l’occasione non rischi di diventare ghiotta per gonfiare – chiamiamo le cose col proprio nome – suddetti chilometri, registrando percorrenze a vuoto che, di fatto, non corrispondono a reale servizio erogato. Per intenderci, non sarebbe proprio una leggenda metropolitana quella secondo la quale vi fu un tempo in cui i bus, in orari notturni, vagavano a vuoto per la città pur di registrare una maggiore percorrenza, non corrispondente in realtà ad un concreto servizio erogato”.

“E’ chiaro che il sistema si presta”, prosegue il consigliere, membro della seconda commissione, “ma in questo momento non si può perché, in concreto, dovremmo disporre dei bus necessari per servire le linee che, invece, sono di fatto scoperte. Insomma, se non hai i mezzi non puoi avere un maggiore chilometraggio”, chiaro! Quindi si ovvierebbe al rischio.

Il contratto di servizio sarebbe inoltre corredato da una clausola (una sorta di postilla di salvaguardia) per cui “la rinuncia ad una parte del contributo sarebbe vincolata alla concreta possibilità dell’azienda di fare a meno di quei milioni di euro” di cui sopra.

“Se il documento dovesse arrivare in questo modo al ministero e alla Corte dei Conti”, prosegue Sturniolo, “io penso che non sarebbe accettabile, giacché è chiaro che ci chiedono di comunicare misure certe non incerte. Potrebbe essere un elemento di criticità nel contributo che Atm può dare al piano di riequilibrio”, conclude.

Nel frattempo, voci di corridoio bisbigliano tra loro, insinuando qualche dubbio sulla “benevolenza gratuita” che la Gtt di Torino avrebbe sin qui accordato all’azienda trasporti messinese. Una “benevolenza” che potrebbe non essere così “gratuita”, ma fondata invece su un accordo che vedrebbe in ballo la garanzia dell’acquisto di due vetture del tram. Ma ci teniamo a sottolineare come si tratti, ad ora, di un vociare che nessun riscontro avrebbe sulla carta (“certo, la convenzione con l’azienda piemontese ancora non la tirano fuori!”, commenta la vocina che si leva nel sopracitato corridoio!).

@eleonoraurzi

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