Doppio libretto per transgender: la differenza di genere è riconosciuta anche all’Università

“Conclamata disforia di genere” è la motivazione con la quale lo studente transgender ha ottenuto il doppio libretto universitario dopo che il Senato Accademico ha accettato la sua richiesta. Si tratta, infatti, di un primo passo ottenuto per situazioni di genere già evidenziate dalla professoressa Maria Antonella Cocchiara, presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo che, nel Piano di Azioni Positive del CUG 2015/17  aveva previsto la nascita del “doppio libretto”, che consiste nell’identificazione dello studente con il nome ufficiale e quello di elezione.

Ma l’Università di Messina è fra le ultime ad aver attivato tale procedura. Seguendo Catania, Palermo, Padova, Napoli, Bari, Bologna, Trento dove il provvedimento è già introdotto da tempo. Primo Ateneo ad aver adottato il “doppio libretto” è Torino nel 2003.

Rosario Duca, presidente Arcigay, commenta positivamente quanto accaduto: “Ci aspettavamo l’introduzione del doppio libretto, dato che tale richiesta era già in itinere nel Piano di Azioni Positive presentato dalla professoressa Cocchiara, da sempre attenta a queste tematiche. La notizia del transgeder dimostra che la società è più avanti della politica ed è pronta a fare importanti passi verso una convivenza sempre più democratica e civile. Questo riconoscimento dimostra anche un grande sostegno a quelle ragazze che non vivono una situazione facile, chiuse dentro un corpo che non sentono proprio, ecco perché il doppio libretto è anche una prima forma di emancipazione dentro un importante organo di formazione, quale l’Università di Messina”.

Ma il doppio libretto è solo un primo step, restano ancora altri tasselli da completare: “Si – afferma Duca – sarebbe importante, ad esempio, che il Senato Accademico potesse rendere strutturati corsi con al centro tematiche riguardanti la differenza di genere, un progetto educativo, che già la professoressa Cocchiara intraprende nelle sue lezioni universitarie, ma che potrebbe essere istituzionalizzato”.

(Cla.Com.)

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