Il bilancio che non c’è: Signorino difende l’operato dell’Amministrazione

Appena due giorni fa, durante la riunione di Giunta, l’Amministrazione ha analizzato la bozza del famoso bilancio fantasma che ad ora, nonostante polemiche, scadenze, proroghe, scadenze di proroghe, aut aut, analisi e controanalisi non è ancora approdato in Aula. Un previsionale 2015 che a metà del primo trimestre del 2016 non c’è. A tal proposito, il vicesindaco oggi ha voluto esprimere alcune considerazioni: “anche in risposta ad alcuni interventi critici sui risultati della gestione finanziaria del Comune o sull’iter di approvazione dei documenti contabili”.

Quello che Signorino offre sono degli “spunti di valutazione in merito sia ai risultati conseguiti che al bilancio di previsione”.

L’assessore al ramo difende l’operato dell’esecutivo che “In questi anni ha lavorato per avviare e sostenere un difficile percorso di risanamento finanziario del Comune di Messina non già millantando, ma piuttosto ottenendo risultati di importante quanto indubbio progresso in questa direzione, attestati dalle relazioni e dai certificati ai rendiconti”

Quali?

Tali risultati sono la premessa per la ripresa dell’attività economica e produttiva della città e per il suo rilancio”.

Sì, ma quali?

Sotto il profilo strettamente finanziario l’Amministrazione Accorinti ha ereditato un Comune in deficitarietà strutturale, in reiterata violazione del patto di stabilità, in ripetuto disavanzo e senza capacità assunzionale”.

Ok ma di quali risultati si parla?

Il professore accorintiano, dopo un lungo e retorico incipit racconta la sua versione della storia, come si suol dire. Il decalogo del benfatto inizia con l’aver “ricostituito un forte avanzo di amministrazione, recuperato l’equilibrio di bilancio, rispettato il patto di stabilità”, e ovviamente, a dire del numero 2 della giunta, l’Amministrazione “è uscita dalla deficitarietà strutturale e ha ricostruito la capacità assunzionale del Comune consentendo la stabilizzazione dei contrattisti (unico capoluogo della Regione), il recupero della graduatoria dei vigili urbani a tempo determinato e il riavvio delle assunzioni al Comune”.

Una gestione dell’Ente che secondo la sua analisi avrebbe consentito di tutelare l’occupazione nell’ATM, “rilanciare il servizio (prima sostanzialmente scomparso) del trasporto pubblico locale in città, recuperare il finanziamento per il “porta a porta” che avvierà tra breve una rivoluzione nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”.

Risultati brillanti quelli che enuncia il vertice amministrativo, figli di quella programmazione che, secondo gli oppositori, è elemento del tutto assente nell’opera di chi regge la città dall’estate 2014.

Ottime interlocuzioni con governi regionale e nazionale finalizzate a risolvere le eterne incompiute, o per meglio dire “bloccate” , per non parlare poi della stravirtuosa gestione delle partecipate, dell’imminente sblocco della questione secondo palazzo di giustizia, e ancora fondi PON-Metro (“anche questi ormai di prossimo varo”), risanamento, messa in sicurezza del territorio e chi più ne ha più ne mette. Novanta milioni di qua, 17 di là: insomma una città su cui rischia di piovere, a breve, una montagna di soldi e ovviamente di posti di lavoro : “Nel 2016-17 potranno aprire cantieri per 200 milioni di euro in opere pubbliche a Messina”, annuncia Signorino.

Nonostante queste fantastiche previsioni, a proposito di soldi, comunque il bilancio non c’è. Piccolo particolare. A tal proposito, l’assessore afferma con una nota : “Martedì scorso, anche al fine di tacitare le illazioni secondo cui il bilancio di previsione non era pronto, l’Amministrazione ha preso atto, allegandolo al verbale della seduta, dello schema di bilancio predisposto dall’Area Finanziaria e ha condiviso con la Segreteria Generale un preciso cronoprogramma mirante al ripristino dell’ordinaria cadenza degli atti contabili, che potrà essere attuato con l’assunzione di impegno e responsabilità da parte di tutti i soggetti che partecipano al processo decisionale, rispettando ciascuno tempi certi e contingentati nell’adempimento del proprio dovere”. Trattasi, per stessa ammissione di Signorino, di una “inusuale procedura di presa d’atto”; una preapprovazione che egli ritiene necessaria per “a) evidenziare che (contrariamente a quanto riferito da non fondate illazioni di stampa) il documento contabile è stato da tempo predisposto dall’Area Finanziaria dietro le indicazioni dell’Amministrazione; b) favorire il rispetto del cronoprogramma indicato dalla nota del Segretario Generale per il pieno recupero dell’ordinaria tempistica di approvazione dei documenti contabili del Comune di Messina; c) accelerare quanto più possibile i tempi di approvazione del documento contabile, nella consapevolezza del danno grave cui l’Ente va incontro con il blocco dei trasferimenti del ministero dell’Interno. Il bilancio dunque c’è (come da tempo affermato) e, per poter essere sottoposto all’esame del Consiglio, attende il parere del Collegio dei revisori sulla proposta di delibera del riaccertamento straordinario.

L’approvazione del bilancio”, continua l’amministratore, “oltre a sbloccare i fondi ministeriali (che non sono perduti, ma solo sospesi, ma il cui mancato recepimento danneggia gravemente il funzionamento del Comune, potendone anche in prospettiva determinare una paralisi), ricondurrà alla normalità la gestione della spesa dell’Ente e, nella prospettiva del 2016-18, consentirà di gestire l’avanzo vincolato determinatosi per effetto del riaccertamento e di recuperare e svincolare le somme residuanti dai fondi non utilizzati. Per questo l’Amministrazione attende con vivo auspicio di poter inoltrare al Consiglio nei tempi più rapidi possibile i documenti di bilancio che ha predisposto e calendarizzato”.

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