Escrementi sulla Scalinata dell’Arte. Messina, la città del degrado…e l’inciviltà dilaga

L’immagine del degrado passa da tanti scatti che ritraggono la situazione di abbandono, sporcizia, incuria in cui versa la nostra città.
Basta girare per le vie di Messina per vedere montagne di rifiuti sparse dai cassonetti fino alle corsie invase da sacchetti neri e colorati. Certo, la questione discarica che accoglie a singhiozzi è un problema; i soldi che non arrivano dalla Regione, un dramma; una cattiva gestione della faccenda, una realtà! Ma sporcizia non fa rima solo con cassonetti: c’è tutta una città che maleodora -provate ad attraversare il viale antistante la Piscina Comunale e il tanfo di urina vi stordirà-, usata come posacenere -pensiamo all’ingresso e l’uscita autostradale di Gazzi-, discarica o latrina a cielo aperto.
Una città è come una casa: va ordinata, spazzata, lavata. Ma non si può pensare di imputare tutta la responsabilità agli addetti alla pulizia: quanti messinesi, nelle proprie abitazioni, gettano cenere e cicche, cartacce e rifiuti sul pavimento? E quanti, tra i membri della nostra comunità, sono soliti defecare o urinare nel proprio soggiorno, nel corridoio di casa, in cucina o camera da letto? Ok, tralasciamo le ovvie considerazioni sul senso di appartenenza che, evidentemente, non appartiene alla nostra collettività al punto di associare la città all’abitazione. Ma il rispetto per l’altro? Chi ha detto sia accettabile che un uomo o una donna in servizio debbano provvedere a rimuovere escrementi dal suolo -tanto per fare un esempio-? E questo avviene ovunque: materie organiche (di animali e, sì, anche di persone) sparse su marciapiedi o addirittura pareti. È esattamente il caso rappresentato in foto: feci e carta igienica -non certo attaccata al muretto da un cane randagio: non fosse altro che per il piccolo problemino dell’assenza del pollice opponibile che non consente agli animaletti certa manualità. No. La bestia in questione appartiene alla razza umana!– sparse e, letteralmente, spalmate sulla “Scalinata della Cultura”, ossia quella gradinata che porta a Montalto e a Cristo Re, e si trova proprio vicino al Monte di Pietra. Neanche a dirlo tre location di attrazione turistica tra le principali in città. E questo è quello che offriamo alla vista (e all’olfatto) di chi viene a visitare Messina. Questo è quello che che devono accettare i messinesi perbene. Questo è ciò che devono subire gli operatori ecologici alla cui dignità professionale e umana, ogni qual volta qualche criminale (perché sono crimini contro il decoro e la collettività questi) pensa di poter fare ciò che vuole tanto poi sarà compito di qualcuno con ramazza e sacco rimettere apposto. Sono segni di un’inciviltà inaccettabile, di un degrado etico prima che ambientale.
La segnalazione inerente la scalinata in oggetto è rimbalzata stamani sui social network e, il presidente della circoscrizione, Francesco Palano Quero -che da buon renziano è molto social- ha prontamente rassicurato, in un commento su Facebook, che solleciterà un pronto intervento.

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