Sei prefetti donna in Sicilia, a Messina primo giorno per la Ferrandino

Diranno che è solo un caso, ma le province siciliane sono nove, con ben tre città metropolitane, e i prefetti in gonnella sono sei. L’ultimo insediamento riguarda Messina ed è  la napoletana Francesca Ferrandino. A Palermo c’è Antonella De Miro, a Catania Maria Guia Federico, a Ragusa Maria Carmela Librizzi, a Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta e a Enna Maria Rita Leonardi. Il rosa dona ai Palazzi del Governo? Ditelo ad Alfano.

Intanto la Ferrandino ha incontrato la stampa. Gioviale, esperienze sicule a Palermo, ma poi prefetto ad Agrigento dove ha chiesto che l’ufficio venisse abbellito con una bella immagine del giudice Rosario Livatino. Quindi Bergamo. Dove, come a Messina, subentrò a un pensionato, Camillo Andreana.

Nata a Napoli il 21 novembre 1962, Ferrandino  è in possesso del diploma di laurea in Giurisprudenza. Entrata nella carriera prefettizia nell’aprile del 1989, è stata destinata alla Prefettura di Milano, dove, addetta all’Ufficio di gabinetto, ha disimpegnato le funzioni connesse al «Comitato metropolitano» e quelle di responsabile dell’Ufficio affari comunali e provinciali.

Dal febbraio 1993 ha lavorato presso la Prefettura di Savona, dove ha svolto le funzioni di dirigente dell’Ufficio Depenalizzazione. Dal maggio 1994 è stata destinata alla Prefettura di Genova ed ha diretto, in qualità di responsabile, l’Ufficio Affari concernenti le Autonomie Locali, nonché l’Ufficio sfratti. Di nuovo a Milano dal 1996 oltre le funzioni di responsabile dell’Ufficio sfratti e dell’Ufficio affari concernenti le autonomie locali, ha svolto l’incarico di vice dirigente dell’Ufficio provinciale di Protezione civile. Dal 1998 oltre ai compiti prima citati, ha svolto anche le funzioni connesse all’Ufficio ordine e sicurezza pubblica. Sempre a Milano ha partecipato all’attuazione del progetto Kiwi, finanziato dalla Comunità europea, in partenariato con la facoltà di Ingegneria di quella città.

È stata promossa alla qualifica di viceprefetto con decorrenza 1 gennaio 2002. Dal 13 settembre 2004 al 20 gennaio 2008 ha svolto le funzioni di Capo di gabinetto presso la Prefettura – Utg di Livorno. Dal 21 gennaio 2008 ha svolto le funzioni di vice prefetto vicario nella Prefettura di Palermo, occupandosi, in qualità di soggetto attuatore, dell’espletamento delle attività connesse alla gestione dello stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio della provincia di Palermo decretato con Dpcm del 16 gennaio 2009.

Il 22 luglio 2010 è stata nominata Prefetto. Il 30 agosto del 2010 era stata nominata Prefetto di Agrigento. Poi Bergamo. Ha un’agenda fittissima dopo il dossier lasciatole in dotazione da Stefano Trotta, che fu definito un prefetto scarso dall’ex assessore della giunta Accorinti Mantineo.

Migranti, gestione del monnezzaro e dell’emergenza idrica, infiltrazioni mafiose nella Vara i temi richiamati dai giornalisti in prima battuta. Compresa la ovvietà che, negli ultimi, Palazzo del Governo è diventato un “rifugio” per tutti coloro che hanno un problema. Ah, senza risposta la domanda su quel che cambierà nel rapporto con il sindaco Renato Accorinti. Lui e Trotta “comunicavano” solo per iscritto. (@Gianfranco Pensavalli)

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