Mafia: Messina Denaro a processo per le stragi del ’92

epa02809418 Italian police released 4 July 2011 this composite 'age progression' identikit image of one of the top ten most wanted criminals in the world, Sicilian Mafioso Matteo Messina Denaro, 49, also known as Diabolik. The image of Denaro, 49, has been aged to update a previous identikit issued in 2007, a year after he took over Cosa Nostra following the arrest of Bernardo Provenzano. He has been on the run since 1993 EPA/POLICE

Il gup di Caltanissetta Marcello Testaquatra ha rinviato a giudizio il boss latitante Matteo Messina Denaro, ritenuto uno dei mandanti degli attentati di Capaci e via D’Amelio in cui vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e otto agenti delle scorte.

È di strage l’accusa della quale Messina Denaro dovrà rispondere davanti alla Corte d’assise nissena nel processo che inizierà il 13 marzo.

Paci, durante la sua discussione nell’udienza preliminare, ha sostenuto che «Messina Denaro prese parte a una riunione della commissione di Cosa nostra alla fine del ’91 a Castelvetrano in cui Totò Riina decise di dare via alla strategia stragista, prevedendo che la Cassazione avrebbe di lì a poco confermato le condanne del primo maxi processo contro la mafia».

Inoltre, sempre secondo la Procura nissena, Messina Denaro «avrebbe inviato a Roma, su ordine di Riina, diversi sicari per uccidere Giovanni Falcone nei primi mesi del ’92, mentre questi era direttore degli Affari penali del Ministero della giustizia».

La cosiddetta «missione romana» non andò in porto perché poi Riina richiamò i sicari in Sicilia per eseguire l’attentato nell’isola. In aula con Paci anche l’altro aggiunto Lia Sava e il sostituto della Dda nissena Stefano Luciani.

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