Incendi a Messina, Signorino “chiesto lo stato di calamità e maggiore coinvolgimento degli agricoltori”

Contrasto agli incendi attivi, risarcimento del danno e risorse per la prevenzione. Questa la sintesi dei punti in agenda per l’amministrazione comunale, che in questi giorni ha avviato un tavolo di collaborazione con l’Ispettorato Agrario, l’Azienda Foreste Demaniali e l’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste per una stima dei danni ai fini degli stanziamenti da richiedere con la dichiarazione di calamità.

“L’emergenza causata dalla concomitanza di condizioni climatiche avverse e comportamenti colposi o dolosi dell’uomo, richiede interventi immediati su tre fronti – ha detto l’assessore Signorino –  1) contrasto agli incendi, 2) valutazione dei danni e ristoro dei soggetti colpiti, 3) attivazione anche immediata di innovative strategie di prevenzione. I primi interventi vengono condotti con professionalità e generosa disponibilità dai responsabili locali dei corpi interessati (Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forestale, Volontari, singoli Cittadini) e consentono di limitare i danni, avendo ad oggi evitato vittime e tutelato gli abitati. Sul secondo fronte, l’Amministrazione è consapevole dei gravi danni subiti dalla città (perdita di vaste aree boschive) e dalle attività agricole (devastazione di ettari di campi coltivati e di colture arboree). La dichiarazione di stato di calamità (richiesta già il 5 luglio) dovrà dare copertura anche ai danni subiti dall’agricoltura”.

Dal Comune arriva anche la proposta formulata sia al Presidente Crocetta che in Commissione di attivare a Messina i “Contratti di Responsabilità Territoriale”.

“Introdotti nel Parco Nazionale dell’Aspromonte da Tonino Perna – spiega Signorino –  i contratti si basano sul coinvolgimento di associazioni e agricoltori, cui viene affidato il monitoraggio di porzioni del territorio, con sistemi di allerta e collegamento con le forze di intervento e con mezzi per il primo contrasto ai fuochi. Alle associazioni o ai coltivatori è assegnato un contributo, di cui il 50% è ottenuto in relazione alla prevenzione realizzata.

In sostanza, metà del contributo si riceve solo se la superficie incendiata non supera lo 0,2% di quella controllata, riducendosi in proporzione all’estensione che non si è riusciti a proteggere. Proponiamo di avviare una immediata sperimentazione a Messina.

Ho già discusso del progetto con alcune associazioni di coltivatori (Coldiretti, UNSIC), raccogliendo piena disponibilità. Le risorse da destinarsi al territorio dovranno riguardare anche la prevenzione, perché gli incendi si spengono dall’alto, ma si prevengono dal basso.

Nella stessa direzione va anche la strategia elaborata per il GAL, appena finanziato e per il quale è previsto un primo momento di animazione il prossimo 31 luglio, che prevede un censimento dei terreni incolti e una strategia che ne incentiva l’assegnazione a giovani e cooperative per la messa in produzione.

La cura dei suoli, la loro regimentazione, protezione e scerbatura e l’attività irrigua costituiscono la migliore prevenzione per il dissesto idrogeologico e il più sano strumento di contrasto “passivo” alla diffusione degli incendi”.

 

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