Immacolato Bonina a processo, 22 dipendenti parte civile

Dovrà difendersi all’accusa di estorsione ai danni di un gruppo di dipendenti e di indebita percezione di eroogazioni da parte dell’Inps Immacolato Bonina, l’imprenditore finito nei guai dopo il crack  vicenda legata al crack della società di distribuzione Csrs, fondata per gestire la piattaforma di acquisto e distribuzione delle merci destinati a tutti i supermercati del gruppo.

Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Barcellona, Fabio Gugliotta, su richiesta del pubblico ministero Federica Paiola, ha rinviato a giudizio Bonina al prossimo 14 gennaio.

Nel processo si sono costituiti parte civile 22 dipendenti.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, Bonina, difeso dall’avvocato Francesco Aurelio Chillemi, in qualità di rappresentante legale della Csrs spa, nel 2014, quando si verificarono i primi problemi economici, propose un “accordo di solidarietà ” a circa 112 dipendenti in servizio nella piattaforma logistica, minacciandoli di licenziamenti se non avessero accettato. Un “accordo” che secondo l’accusa è fittizio: con una reale decurtazione del salario, a fronte di una falsa riduzione dell’orario di lavoro (28 ore retribuite su 40).

Inoltre, grazie all’adozione di questi contratti, l’azienda ottenne dall’Inps un contributo di solidarietà per circa 30 mila euro, al vaglio appunto della magistratura.

 

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it