Viadotti Tarantonio, Comitato denuncia caduta calcinacci, Cas risponde

di Michele Bruno – Il Comitato “Sicilia Emergenza Infrastrutture” denuncia la situazione dei viadotti “Tarantonio” siti sull’autostrada A20, prima della barriera di Villafranca lato Messina. Il Comitato di cittadini si fa portavoce dell’allarme lanciato sui social da alcuni operatori commerciali e abitanti, che vivono e operano ai lati dei viadotti.

Le foto allegate alla denuncia servono a segnalare la caduta di pezzi di cemento da 60cm e dal peso di 1,5kg. Ciò ha impressionato il Comitato, il quale a distanza di 11 mesi ha effettuato il secondo sopralluogo ed ha constatato il peggioramento delle strutture e la pericolosità della situazione.

Questo è quanto raccontano gli operatori commerciali e abitanti che usano la strada torrentizia:

«siamo cresciuti sotto i viadotti che negli ultimi anni sono diventati un pericolo, per la nostra comunità e per gli utenti che vi transitano. Era il 2015 quando cominciarono i problemi, nel 2017, la caduta di calcinacci si è fatta più frequente, allora siamo riusciti a catturare l’attenzione di un quotidiano nazionale, che ha realizzato un servizio. Dopo la caduta del ponte “Morandi” a Genova, è intervenuta una ditta che ha fatto dei lavori di ripristino solo nella parte bassa di due piloni e poi sono andati via, il piccolo ripristino è ancora visibile. Abbiamo assistito solo al continuo deterioramento strutturale e alla caduta di calcinacci, infatti quando passiamo sotto lo facciamo di corsa con il casco e in protezione, non abbiamo alternative. Lo scorso anno abbiamo assistito alla caduta di un pezzo di cemento grande come un materasso, il “meteorite” si è conficcato sopra un capanno abbandonato. Negli anni abbiamo visto e sentito di tutto, come volare un camion, siamo andati a soccorrere l’autista ma era già deceduto, poi la caduta di un altro camion, un’auto di turisti svizzeri è rimasta in bilico e sono stati salvati per miracolo. Durante e dopo le piogge è un continuo rumore di gomme in frenata e tamponamenti, con strazianti grida, che si sentono in tutta la vallata soprattutto di notte. L’ultimo incidente ha visto coinvolto un giovane militare, che si era fermato a soccorrere dei feriti. L’abbandono è evidente e ci auguriamo non si verifichi un’altro Ponte “Morandi”, perché da sotto sembra tutto marcio. Lo scorso anno le telecamere di “Mi Manda Rai3”, hanno fatto un bel servizio e portato alla ribalta nazionale il degrado della tratta a pagamento chiamata autostrada. Pretendiamo che tutti facciano la loro parte a cominciare dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, abbiamo bisogno di investimenti e l’intervento dell’Anas, noi siciliani, ci sentiamo isolati, penalizzati e per favore non chiamatele autostrade».

Abbiamo chiesto ad Autostrade Siciliane un commento in merito alla vicenda e siamo venuti a conoscenza del comunicato stampa diramato dalla stessa società. Ecco la risposta del Cas, che respinge al mittente le accuse:

«Autostrade Siciliane rivolge estrema attenzione al tema della sicurezza infrastrutturale in genere e in particolare a quello legato a ponti, viadotti e cavalcavia. Tutte le nostre strutture, come ormai ampiamente noto, sono già da tempo interessate da interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di messa in sicurezza. Gli interventi, per altro sempre in corso, scaturiscono a seguito della massiccia indagine avviata da circa tre anni e alla quale hanno partecipato anche gli ispettori del Ministero delle Infrastrutture. Autostrade Siciliane, pur non entrando nel merito delle dichiarazioni sommarie, contraddittorie e allarmistiche diramate oggi alla stampa da un non ben identificato comitato, fa sapere di essere sempre intervenuta in modo celere e deciso a seguito di ogni segnalazione ricevuta dagli organi di competenza, come testimoniato dagli atti ufficiali e correttamente riportato dalle cronache».

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