
di Fabrizio Bertè – I programmi elettorali di tutti i candidati messinesi sono fantasiosi perché plurimiliardari (in presenza di bilanci consolidati approvati a consuntivo sia nel 2023 che nel 2024 con debiti reali di centinaia di milioni di euro) e irrealizzabili (pur avendo la disponibilità economica che non c’è). Anche alla luce di una riduzione costante della popolazione residente e di conseguenza delle entrate correnti.
Il bilancio consolidato del 2025 non è stato ancora approvato. Ma è stato approvato il bilancio di previsione finanziario 2026-2028 del Comune di Messina “con la deliberazione numero 11 del 25 febbraio 2026”. Appena 18 giorni dopo le dimissioni dell’ex sindaco Federico Basile. Oggi ricandidato.
Erano le 14.50 del 25 febbraio del 2026. “Nella sala delle adunanze consiliari del Comune di Messina si è riunito in seduta pubblica il consiglio comunale a seguito di avviso di convocazione notificato ai consiglieri comunali nei termini del vigente regolamento e relativo ordine del giorno determinato dal presidente del consiglio comunale”.
Un bilancio di previsione finanziario 2026-2028 di ben 812 pagine. Diviso in 2 parti. La prima di 447 pagine e la seconda di 365 pagine. 812 pagine piene di numeri e tabelle. E probabilmente non alla portata dei consiglieri comunali.
Ma i candidati e i loro consulenti e consiglieri vivono a Messina? O vivono negli Emirati Arabi? Hanno mai letto il bilancio di previsione finanziario 2026-2028 del Comune di Messina? Sanno che il Comune di Messina ha una rigidità strutturale di bilancio e che ben presto non ci saranno soldi neanche per pagare le consulenze agli esperti (o presunti tali)?
Perché il sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile per scrivere il suo programma elettorale si è affidato a un comitato tecnico-scientifico? Era davvero utile e necessario?
Il comitato tecnico-scientifico del sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile è composto da figure provenienti dal pubblico impiego e nella fattispecie dal mondo accademico e istituzionale. Figure che mai però hanno scommesso sul nostro territorio. Rischiando in proprio. Ma che durante la loro carriera pubblica hanno senz’altro esortato giovani e studenti a coltivare il rischio d’impresa. Ciò che loro però non hanno mai voluto affrontare. Con la certezza che qui non avrebbero mai ottenuto alcun risultato. Qui dove le porte dell’emigrazione sono costantemente aperte. Per i giovani e per i loro genitori. E a volte perfino per i loro nonni.
Il comitato tecnico-scientifico è un organo consultivo composto da esperti in materie specifiche. Fornisce pareri e linee guida e un supporto strategico a enti pubblici (istituti di ricerca, scuole, ministeri o organizzazioni private) per orientare le attività tecniche e scientifiche o formative. Ma può un comitato tecnico-scientifico mettersi al servizio di un aspirante sindaco? E qualora si potesse fare che valore aggiunto porterebbe alla collettività? Effettivamente lo potrebbe portare. Forse. Quale? Magari un bel 5 per mille?
Il comitato tecnico-scientifico del sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile è composto da Michele Limosani (docente di politica economica all’Università di Messina), Maurizio Ballistreri (docente di diritto del lavoro all’Universita di Messina), Maurizio Bernava (già segretario generale della Cisl Sicilia), Stello Vadalà (già direttore dell’ufficio scolastico regionale di Messina), Mirella Vinci (già sovrintendente ai beni culturali di Messina) e Alessandro Tinaglia (architetto e leader del comitato Reset nonché ex assessore comunale di Torregrotta). Impiegati pubblici storici e di vecchia data. Un po’ come lo stesso sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile che è un dipendente dell’Università di Messina (in aspettativa).Una sorta di riedizione della sindacatura dell’ex primo cittadino di Messina Renato Accorinti. In versione 2.0. Anche allora come oggi figure distanti anni luce dal rischio e dal territorio e che cercano però sicurezze retributive e riconoscimenti sociali. Ma che invitano i giovani a non lasciare Messina e a scommettersi nelle attività del libero mercato. Esattamente l’opposto di ciò che hanno fatto loro. Un po’ quello che sta facendo il leader di Sud Chiama Nord nonché sindaco di Taormina e deputato regionale Cateno De Luca con le sue liste Under 35. Proprio lui ha avuto una strana metamorfosi abbandonando violentemente il libero mercato e le piccole imprese e arruolandosi tra i prenditori (e anche spenditori) di risorse pubbliche. Inclusi 2 per mille e 5 per mille. Senza lasciare nulla al caso. Sempre a caccia di soldi pubblici.
Anche il buon Cateno De Luca del resto è un professore universitario (anche se a sua insaputa) e con il suo Centro Studi Ti Amo Sicilia che punta al 5 per mille ha già utilizzato alcune di queste figure per convention e seminari vari. Alla presenza anche di parecchi giornalisti. Una nuova industria meridionale: la politica. Non al servizio della collettività ma solo al servizio di chi la pratica.
Da qui nasce il programma del sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile. Un fantasioso caleidoscopio di sogni e idee di ben 80 pagine. Peccato però che l’intelligenza artificiale potrebbe aver confuso Messina con Dubai. E non solo l’intelligenza artificiale.
“Il futuro inizia oggi”. È questo lo slogan del sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile. Uno slogan per nulla in sintonia con le 812 pagine del bilancio di previsione finanziaria 2026-2028. Anche perché nell’allegato 1 del piano degli indicatori di bilancio e precisamente al punto numero 1 (non casualmente) viene evidenziata la rigidità strutturale di bilancio con l’incidenza delle spese rigide (disavanzo, personale e debito) su entrate correnti al punto 1.1.
La verità è che Messina non ha soldi. E non può essere né strategica né protagonista. Forse solo solidale. Ma nella povertà più assoluta. E presto non potranno essere pagati neanche i dipendenti (sia comunali che delle società partecipate). Al sindaco uscente-dimissionario-ricandidato Federico Basile diciamo che il futuro di Messina è già iniziato. Ma non è affatto un bel futuro.
PS: È stato raggiunto un accordo tra il Comune di Messina e l’Arcidiocesi di Messina: l’ex Istituto Don Bosco sarà la nuova sede operativa della Messina Social City. Il Board of Piece di Messina avrà una nuova casa e all’ex Istituto Don Bosco realizzerà il Social Innovation Lab legato al Progetto Fertility. Il contratto di locazione commerciale pluriennale (6 anni + 6 anni) è stato sottoscritto a 3 giorni dalle elezioni amministrative sindacali nell’ufficio dell’arcivescovo dallo stesso monsignor Giovanni Accolla con l’amministratore unico della Messina Social City Mario Briguglio e con il titolare del Network Promedia Sergio Squillacioti. Tutto bellissimo. Ma quanto costa al bilancio consolidato comunale questa nuova sede operativa (provvigione inclusa)? E cosa accadrebbe qualora non dovesse essere rieletto il sindaco uscente-dimisisonario-ricandidato Federico Basile? Tutti gli uffici direzionali delle società partecipate potrebbero essere allocati dentro le mura di Palazzo Zanca? A costo zero.E sotto gli occhi del nuovo sindaco che a quel punto sarà costretto prima a riaccertare i debiti del consolidato e poi magari a procedere per danno erariale.







