Crollo di Pistunina, ricerche ancora aperte per i due dispersi: procede l’inchiesta della procura

A dodici giorni dal crollo della palazzina di via Giorgio La Pira, a Pistunina, non si fermano le operazioni di ricerca di Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya, le due persone ancora disperse sotto le macerie. Il bilancio della tragedia resta di quattro vittime accertate: Carmelo Leone, le sorelle Sara e Rosa Leone e la giovane commessa Alessandra Frazzica.

Nell’area del crollo sono ancora impegnati trenta vigili del fuoco, giunti anche da altri Comandi siciliani e dalla Direzione regionale. I soccorritori stanno effettuando scavi, rimozione e trasporto dei detriti, bonifica e messa in sicurezza delle porzioni pericolanti della struttura. Restano operativi i team Usar, il nucleo cinofili, gli specialisti Nbcr, i droni e i mezzi di movimento terra.

Le ricerche proseguono in un contesto estremamente difficile, condizionato dalla mole dei materiali collassati e dalla necessità di lavorare senza compromettere la stabilità dell’area. I materiali rimossi vengono trasferiti e controllati anche nelle aree temporaneamente individuate per lo stoccaggio, tra cui il parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio, dove sono in corso verifiche disposte dalla Procura.

Le autopsie sulle vittime

Sono iniziate al Policlinico di Messina le autopsie sulle quattro persone recuperate. Gli esami sono stati affidati dalla Procura ai medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, che avranno novanta giorni per depositare la relazione conclusiva.

I primi accertamenti su Alessandra Frazzica, 21 anni, indicano lesioni traumatiche compatibili con un decesso immediato. Per Carmelo Leone sono invece necessari ulteriori esami tossicologici e istologici, mentre sugli altri due corpi recuperati serviranno approfondimenti genetici per confermare formalmente l’identificazione dei resti attribuiti a Sara e Rosa Leone.

Il fronte dell’inchiesta

L’inchiesta della Procura di Messina procede anche sul piano tecnico. Sono tre le persone indagate: l’ingegnere Pietro Leone e gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì. Le contestazioni ipotizzate sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione od omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti e che dovranno essere verificate nel corso delle indagini.

Per ricostruire le cause del collasso, la Procura ha nominato un collegio di consulenti composto dagli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. I tecnici avvieranno l’esame della documentazione acquisita e, una volta concluse le attività di soccorso e messa in sicurezza, effettueranno un sopralluogo nell’area del disastro.

La priorità immediata, tuttavia, resta quella di concludere le ricerche e dare risposta alle famiglie dei due dispersi. Solo dopo la completa bonifica dell’area sarà possibile avere un quadro materiale completo della tragedia e consentire agli accertamenti tecnici di entrare nella fase decisiva.

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