
di Fabrizio Bertè – Un viaggio a ritroso. Messina-Palermo: andata e ritorno.
Da buon cronista ho letto i 3 ricorsi presentati al Tar di Catania contro le elezioni amministrative di Messina. Carte che mi hanno permesso di approfondire una circostanza che merita un focus.
Il 9 marzo 2026 il leader di Sud Chiama Nord nonché deputato regionale e sindaco di Taormina Cateno De Luca assieme all’allora sindaco dimissionario di Messina (successivamente rieletto a furor di popolo) Federico Basile presentò al PalaCultura di Messina le liste messe in campo per le elezioni amministrative di maggio (liste presentate come ormai è noto senza la raccolta delle firme).
Contestualmente lo stesso Cateno De Luca (mercoledì 11 marzo 2026) nella qualità di presidente del gruppo parlamentare Sud Chiama Nord presso l’Assemblea Regionale Siciliana (gruppo ancora esistente grazie alla deroga concessa dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno nel 2024) scrive al Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana.
La Regione Siciliana risponde lunedì 16 marzo 2026 dopo aver protocollato la stessa missiva di Cateno De Luca venerdì 13 marzo 2026.
La risposta porta la firma del funzionario direttivo Giovanni Cocco (alle 13.58): un vero e proprio acrobata della scrittura in politichese/burocratese nonché campione nel triplo salto carpiato all’indietro.
E porta anche la firma del dirigente del servizio Giovanni Corso (alle 14.04). Con 6 lunghi minuti tra una firma e l’altra.
Non sappiamo però cosa abbia chiesto esattamente Cateno De Luca nella sua nota datata mercoledì 11 marzo 2026 e acquisita al protocollo numero 4421 di venerdì 13 marzo 2026.
Ma di certo il Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana è stato particolarmente celere. Rispondendo in soli 3 giorni e lavorando anche in pieno week-end. Mai si è visto un ufficio regionale così efficiente e pronto a lavorare anche il sabato e la domenica per studiare un importantissimo documento.
16 righe di risposta in cui però non viene fatto alcun riferimento alle 15 liste presentate da Sud Chiama Nord.
Ma ho notato che nella risposta vengono invece citati interamente l’Articolo 4-Bis sull’elezione del presidente del consiglio circoscrizionale e l’Articolo 4-Ter sull’elezione del consiglio circoscrizionale. Leggo i commi 1, 2 e 3. E infine arrivo al comma 4. In cui si legge che “Ciascun elettore non può sottoscrivere più di una dichiarazione di presentazione della lista”. Cosa vuol dire? Appare chiaro e evidente che le liste andavano presentate con la raccolta delle firme.
Ma a sorpresa nelle ultime 2 righe si legge che “Alle luce delle superiori considerazioni l’applicazione del combinato disposto delle norme testè riportate va inteso nel senso già prospettato con la nota che si riscontra”. Tradotto in italiano: quello che ha scritto Cateno De Luca (di cui però nella nota di risposta non c’è traccia) e quello che hanno scritto Giovanni Cocco e Giovanni Corso va inteso nel senso già indicato dallo stesso Cateno De Luca. Una vera e propria acrobazia. Simile al temutissimo e spettacolare triplo salto carpiato.
Come direbbe Cateno De Luca: “Il combinato disposto dell’articolo vattelo a pesca”.
Resta un dubbio: cosa ha scritto Cateno De Luca al Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana?
Infine c’è una circostanza del tutto casuale e certamente ininfluente che però un buon cronista nota e scrive: in quello stesso periodo il dottor Giovanni Cocco era commissario straordinario del Comune di Alì Terme (nominato tramite il decreto presidenziale numero 584/GAB della Regione Sicilia in seguito alla sfiducia dell’amministrazione precedente e del precedente sindaco Giuseppe Micalizzi). In un comprensorio assai caro a Sud Chiama Nord.
È possibile che quell’incarico lo abbia provato così tanto da renderlo forse poco lucido ma al tempo tesso molto veloce e efficiente?
E non finisce qui. Nel 2022 l’allora sindaco di Messina Cateno De Luca decise di dimettersi anzitempo (e candidare il suo delfino politico Federico Basile che venne eletto al primo turno).
Ma in attesa del commissario straordinario che avrebbe fatto le veci del dimissionario Cateno De Luca e della sua giunta comunale la Regione Siciliana decise di nominare un commissario ad acta per i trattamenti sanitari obbligatori (i Tso) che in quel momento non essendoci né sindaco né assessori non potevano essere firmati da nessuno.
Chi nominò la Regione Siciliana come commissario ad acta per i Tso nel Comune di Messina? Sempre il dottor Giovanni Cocco. Il decreto era stato firmato dall’assessore regionale alle Autonomie Locali Marco Zambuto. Il problema dei Tso era stato sollevato dalla segretaria generale del Comune di Messina Rossana Carrubba (che poi risultò anche tra le donatrici di Sud Chiama Nord) e dal commissario della polizia municipale di Messina Giovanni Giardina.
Un volto dunque già noto in città quello di Giovanni Cocco.
Nelle prossime puntate analizzeremo attentamente i 3 ricorsi presentati contro le elezioni amministrative di Messina (ma anche contro le elezioni amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto) e i controricorsi. E soprattutto quell’ormai famoso parere “secretato” dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana. Un documento “non ostensibile” ma in possesso della stampa.








