Messina Social City, in aula è scontro sul contratto di servizio: in ballo 53,8 milioni di euro

Il nuovo contratto di servizio della Messina Social City diventa il terreno dello scontro più duro tra maggioranza e opposizione a Palazzo Zanca. Le ultime due sedute del Consiglio comunale, prolungatesi fino a tarda sera, hanno fatto emergere forti criticità procedurali e politiche attorno alla delibera che affida per tre anni all’azienda speciale la gestione dei servizi sociali, per un valore complessivo superiore ai 53 milioni di euro.

La discussione si è sviluppata soprattutto su due questioni: la necessità di acquisire il parere del Collegio dei revisori dei conti e la mancanza, nella documentazione allegata alla delibera, di alcuni atti ritenuti obbligatori. Temi sollevati più volte dall’opposizione, in particolare dal consigliere Marcello Scurria e dal consigliere Alessandro Russo, e diventati il simbolo di una frattura ormai evidente tra i due schieramenti.

Interrogativi a cui l’amministrazione non ha risposto in seconda commissione, dove era assente il segretario generale, rimandando al consiglio la discussione, sebbene la delibera sia passata a maggioranza dall’organo consultivo e di controllo. Nel frattempo alla partecipata si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione, con alla guida dell’Azienda Speciale il nuovo Presidente Francesco Giorgio, insieme ai componenti del CdA Francesca Guadagna e Andrea Ipsaro Passione.

Per due giorni il Consiglio ha discusso sull’obbligatorietà o meno del parere dei revisori dei conti sulla delibera. Dopo i richiami della segretaria generale Rossana Carrubba rivolti ai dirigenti comunali e allo stesso Collegio, i revisori hanno chiarito e messo a verbale di non essere tenuti a rilasciare un parere.

Una posizione che non ha convinto l’opposizione. Scurria e gli altri gruppi di minoranza hanno chiesto per due volte che la delibera fosse comunque sottoposta all’esame del Collegio dei revisori, ritenendo necessario un ulteriore passaggio su un provvedimento di grande rilevanza economica e sociale.

Entrambe le richieste sono state respinte dall’aula, con la maggioranza di Sud chiama Nord compatta. Per l’opposizione, tuttavia, il problema non era soltanto formale: il parere avrebbe rappresentato una garanzia aggiuntiva sulla sostenibilità finanziaria dell’affidamento e sulla correttezza dell’iter amministrativo.

La seduta si è poi arenata su un’ulteriore criticità. La delibera risultava priva di alcuni allegati considerati indispensabili: il piano economico-finanziario, il piano programma e il budget. Eppure parliamo di un contratto di servizio da 53,8 milioni di euro che tuttavia non rappresenta il costo effettivo, che ogni anno lievita con somme e servizi che vanno inseriti nelle spese extrabilancio.

Una mancanza di documenti già denunciata dall’opposizione durante una rovente seduta della seconda commissione, in cui lo stesso Scurria aveva ribadito di “non essere un passacarte” all’assessora Calafiore che si è limitata a tessere le solite lodi della Messina Social City, ma che non ha affrontato concretamente i nodi, che adesso sono arrivati al dibattito in aula. Senza quei documenti, la minoranza ha contestato la possibilità di valutare in modo completo il contenuto del contratto, i suoi effetti economici e gli obiettivi affidati alla Messina Social City.

La conseguenza è stata il rinvio della discussione a lunedì prossimo, all’ora di pranzo. Nel frattempo, la maggioranza ha approvato la riapertura del termine per la presentazione degli emendamenti, già scaduto e nel quale l’opposizione aveva depositato circa cinquanta proposte. La riapertura dovrebbe consentire ai dirigenti comunali di integrare la delibera con gli allegati mancanti.

Il passaggio ha inasprito ulteriormente il confronto. «Se di fronte all’evidenza volete continuare a tenere la testa sotto la sabbia, accomodatevi», ha dichiarato Scurria, rivolgendosi ai revisori e all’Amministrazione.

Durissima anche la posizione di Libero Gioveni: «Ci chiedete di approvare una delibera senza conoscere i contenuti di un allegato che non c’è?». La domanda sintetizza la principale obiezione sollevata dalla minoranza: il Consiglio sarebbe stato chiamato a pronunciarsi su un affidamento triennale da oltre 53 milioni senza disporre, almeno nella fase iniziale della discussione, di tutti gli elementi necessari per una valutazione consapevole.

Antonella Russo, del Partito democratico, ha parlato di una «brutta pagina di questo Consiglio comunale», chiedendo il ritiro della delibera. Per l’opposizione, infatti, il rinvio non risolve le criticità, ma conferma che l’atto è arrivato in aula senza una documentazione completa.

Il caso Messina Social City si inserisce in un clima politico già segnato dalla contrapposizione sulla relazione di inizio mandato del sindaco Federico Basile e dalla discussione ancora aperta sui ricorsi elettorali, che saranno esaminati a ottobre.

La minoranza ha inoltre formalizzato la richiesta di una seduta straordinaria e urgente del Consiglio comunale per discutere proprio la relazione di inizio mandato del sindaco. La richiesta, sottoscritta dai gruppi di opposizione, punta a trasformare il documento in un’occasione di confronto pubblico sui programmi, sui risultati raggiunti, sulle criticità irrisolte e sugli obiettivi dell’Amministrazione.

Secondo Scurria, il presidente del Consiglio dovrà convocare l’aula entro quindici giorni. «La relazione di inizio mandato non può essere considerata soltanto un documento da depositare agli atti», ha sostenuto il consigliere, rivendicando il ruolo del Consiglio comunale come sede del confronto sul futuro della città.

La discussione sul contratto di servizio della Messina Social City riprenderà dunque lunedì, ma il dato politico appare già evidente: la maggioranza difende l’impianto della delibera e procede compatta, mentre l’opposizione contesta metodo, documentazione e garanzie. Su un affidamento destinato a incidere per tre anni sulla gestione dei servizi sociali, il confronto si annuncia ancora lungo e tutt’altro che privo di conseguenze.

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it